Centinaio: «Tuteleremo il sostegno Pac per le piccole e medie aziende agricole»

Il neo Ministro Gian Marco Centinaio
Intervista esclusiva al neo ministro Gian Marco Centinaio alla vigilia del primo confronto europeo, il 18 giugno in Lussemburgo. L'obiettivo è quello di stringere alleanze utili per mettere al riparo le aziende agricole italiane dal previsto taglio dei contributi comunitari

Parte l'esperienza di Gian Marco Centinaio al vertice del dicastero delle Politiche agricole. In un'intervista esclusiva rilasciata a TERRA E VITA, la cui versione integrale sarà pubblicata nel numero 20 del settimanale, il neo ministro traccia le sfide da affrontare e le priorità della sua azione di governo. Un'azione che sarà duplice: la delega al turismo rende infatti l'attività di Centinaio ancora più strategica, concentrando nelle sue mani le due attività economiche più strategiche per il made in Italy.

«Le sfide mi affascinano - risponde il ministro Centinaio - e in tutta la mia vita non mi sono mai tirato indietro».

Taglio del 7% in vista

Sul fronte agricolo, tra le partite più urgenti da affrontare vi è sicuramente quella della nuova Pac, la Politica agricola europea che traccia le linee di intervento per il settennato 2021-2027. Si tratta di un primo possibile ostacolo, vista l'attuale proposta della Commissione europea che prevede tagli di budget che potrebbero penalizzare fortemente i produttori italiani: si parla di una sforbiciata del 7% da 408,3 a 378,9 miliardi. Il tutto in seguito alla Brexit e ai fondi destinati a sicurezza e immigrazione.

Il negoziato a Bruxelles parte in salita per il nostro Paese?

«Le sfide mi affascinano - risponde il ministro Centinaio - e in tutta la mia vita non mi sono mai tirato indietro. Sono pronto e posso garantire che ce la metterò tutta impegnandomi a fondo senza tralasciare nulla. I tagli alla Pac comporteranno sacrifici che però vogliamo limitare al minimo indispensabile. Da Bruxelles assicurano che i tagli ai pagamenti diretti agli agricoltori non supereranno il 4%, ma vogliamo ottenere qualcosa di meglio. Vogliamo garantire sostegno soprattutto ai proprietari delle medie e piccole aziende agricole, quelle che rischiano di più e da sempre con il loro sudore e il loro duro lavoro, hanno dato l’esempio di come il sacrificio alla fine porta sempre risultati. Saremo più flessibili nel trasferire i fondi Ue tra pagamenti diretti e sviluppo rurale. Inoltre ci doteremo di fondi di riserva non solo per eventi climatici negativi ma anche per far fronte a shock di prezzi magari dovuti a iniziative di Paesi extra Ue. Nessuno sarà lasciato solo».

«Da Bruxelles assicurano che i tagli ai pagamenti diretti agli agricoltori non supereranno il 4%, ma vogliamo ottenere qualcosa di meglio. Vogliamo garantire sostegno soprattutto ai proprietari delle medie e piccole aziende»

Primo confronto-scontro il 18 giugno

Secondo i modelli statistici e gli studi di settore, il 28 per cento del reddito degli agricoltori deriva dai fondi europei. Tagliargli equivarrebbe alla fuoriuscita di molte aziende dal circuito produttivo, come evitarlo?

«Con intelligenza e lungimiranza, mettendo con forza al primo posto gli interessi dei produttori italiani. Facendoci valere a Bruxelles tenendo naturalmente conto degli equilibri comunitari e della necessità di trovare validi alleati per le nostre battaglie».

Il 18 giugno l’attende la prima riunione a Lussemburgo, ha già iniziato a muoversi per stringere alleanze?

«Si stiamo cercando convergenze con tutti coloro che hanno interessi comuni ai nostri. Ma essendo la trattativa così complessa e il contenzioso così importante è bene essere prudenti e per il momento non svelare nulla».

La titolarità delle Politiche agricole,alimentari e forestali assieme alla delega al Turismo rendono Gian Marco Centinaio un vero ministro al "made in Italy"

L'intervista integrale sul numero 20 di Terra e Vita (disponibile sull'edicola online dal 20 giugno) illustra la posizione del ministro anche su altri temi: la battaglia dei dazi, il contrasto ai cambiamenti climatici, la tutela del made in Italy, ecc

2 Commenti

  1. bene ho un figlio di 24 anni che non ha potuto godere nenche del contributo giovani per il primo insediamento,grazie alla ex becera politica agricola perchè non aveva abbastanza terreni inizialmentew per giustificare le ore dedicate ora come IAP,a distanza di 5 anni stà conducendo la sua attività agro/zootecnica nonstante tutto la passione lo ha portato anche a conseguire una laurea triennale nel settore e tuttora stà proseguendo per la magistrale in corso , ma il ragionamento che stava valutando era di chiudere tutto e andare all’estero dove la richiesta sembra dare più opportunità, spero che la nuova politica dia una regolata e una svolta determinante con opportunità per i giovani, un suggerimento ma togliere la pac ale persone che sono in pensione non impedendo di lavorare la loro terra ma ovviamente senza contributi e destinarli a giovani che abbiano voglia di investire, tanto che questi personaggi godono dei contributi e i terreni li danno in lavorazione con affitti non dichiarati ma cospicui nei costi e chi ne ha bisogno deve accettare queste condizioni.;speriamo in bene nella nuova politica . distinti saluti

    • Il lettore pone in evidenza un problema legato al contributo per l’insediamento dei giovani agricoltori, misura prevista nei PSR.
      Da quanto si evince il figlio del lettore è un giovane agricoltore che ha presentato inizialmente una domanda di insediamento su una superficie troppo limitata e per una dimensione economica insufficiente; pertanto la domanda non è stata accolta. Successivamente, dopo 5 anni, il giovane agricoltore (figlio del lettore) è riuscito a strutturare la sua attività agro-zootecnica, ma ha perso l’opportunità di accedere al contributo del PSR per l’insediamento dei giovani agricoltori, in quanto la presentazione della domanda di sostegno è avvenuta oltre i 12 mesi successivi alla data del primo insediamento.
      In pratica, il suddetto giovane agricoltore è stato penalizzato da due requisiti normativi:
      – adeguata dimensione economica;
      – presentazione della domanda di sostegno entro un certo termine dal primo insediamento.
      Questi due requisiti, tuttavia, hanno una loro motivazione.
      Il requisito di una minima dimensione economica (generalmente tra i 10.000-15.000 euro di Produzione Standard Totale, a seconda dei PSR) è una necessità per evitare l’insediamento su micro-aziende che non garantiscono un reddito sufficiente al giovane agricoltore e per evitare fenomeni speculativi.
      L’altro requisito della presentazione della domanda di sostegno entro un certo termine dal primo insediamento è necessario per evitare di concedere il contributo a giovani già insediati.
      La vicenda del figlio del lettore evidenzia che la presentazione di una domanda per l’insediamento “giovani agricoltori” è un atto importante che va eseguito con cura e adeguata conoscenza della normativa.
      Un “giovane agricoltore”, soprattutto se laureato, deve impegnarsi in un progetto imprenditoriale ben definito, ma deve anche conoscere la normativa di riferimento.
      L’esclusione dal finanziamento del primo insediamento non costituisce tuttavia un limite invalicabile; la Pac offre altre misure del PSR per sviluppare l’impresa giovanile.
      L’aspetto più importante per l’insediamento di un giovane agricoltore è il progetto imprenditoriale, che deve essere suffragato da conti economici, seppure redatti molto in modo semplificato. Se l’idea imprenditoriale è buona, il progetto può avere ugualmente successo anche senza il finanziamento del primo insediamento.
      Il lettore auspica che la nuova Pac conceda maggiori incentivi ai giovani agricoltori.
      La proposta per la nuova Pac 2021-2027, presentata dalla Commissione europea il 1° giugno 2018, prevede due incentivi a favore dei giovani agricoltori:
      – un pagamento complementare aggiuntivo per ettaro ammissibile (già presente nella Pac 2014-2020);
      – un sostegno all’insediamento di giovani agricoltori e all’avviamento di imprese rurali con un importo forfettario pari a un massimo di 100.000 euro e può essere combinato con strumenti finanziari. Attualmente il sostegno può arrivare fino a 70.000 euro.
      Quindi la nuova Pac intende rafforzare gli incentivi a favore dei giovani agricoltori, tenendo conto che i giovani possono accedere anche a tutti gli altri pagamenti del primo pilastro e tutte le altre misure del PSR.
      Il lettore auspica anche di togliere il sostegno della Pac ai pensionati. Questa proposta è fattibile, se ritenuta valida dai decisori pubblici, attraverso uno dei punti qualificanti della nuova Pac 2021-2027: l’agricoltore vero e proprio (genuine farmer).
      La definizione di agricoltore vero e prorio mira a garantire che nessun sostegno al reddito sia concesso a coloro la cui attività agricola costituisce solo una parte insignificante delle loro attività economiche complessive o la cui attività principale non è agricola, pur non impedendo il sostegno ad agricoltori che svolgono altre attività. Gli Stati membri devono fissare i requisiti dei soggetti che sono considerati “veri agricoltori”, in base a criteri quali redditi, impiego di lavoro nell’azienda agricola, oggetto sociale, inclusione in registri nazionali.

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