Cia chiede ad Agea di risolvere le tante criticità del sistema

Agea
Dino Scanavino, presidente nazionale Cia - Agricoltori italiani
Burocrazia, eccessiva complessità dei Psr, mancati pagamenti e certificato antimafia «rappresentano una tortura per l'agricoltore». «Il nostro impegno è assoluto per creare una sinergia vincente con gli agricoltori» è stata la risposta del direttore di Agea, Papa Pagliardini.

«Gli strumenti tecnici di Agea per adempiere alla gestione delle domande connesse alla Pac sono scarsamente dinamici. Se a fronte di quasi 700mila domande presentate, circa il 4% non vanno a buon fine, siamo in presenza di un grande problema. Significa che circa 30mila aziende non ricevono quanto determinato e questo genera difficoltà tali che in molti casi si traduce nell’insostenibilità economica di un’impresa». Queste le parole del presidente della Cia-Agricoltori Italiani Dino Scanavino rivolte ai vertici di Agea, nel corso di un incontro tenutosi nella sede nazionale dell’organizzazione. «Abbiamo scelto la strada del dialogo costruttivo - ha evidenziato Scanavino - con l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, piuttosto che una manifestazione di piazza, che avrebbe avuto comunque valide e giustificate motivazioni. La lista delle criticità è lunga, dalle campagne pregresse ancora non pagate, all’eccessiva complessità dei Psr, non ultima questa vicenda legata alla richiesta dei certificati antimafia, che ha gettato i Caa (Centri di assistenza agricola) nella bufera. Addirittura è stato chiesto alle aziende agricole di produrre un antimafia per ogni singola domanda presentata. Alle volte la burocrazia diviene una tortura per gli imprenditori agricoli, una deriva che non ha nulla a che vedere con lo spirito della Pac che nasce per favorire la collettività, su cibo, ambiente e innovazione. Il budget della Pac è uno strumento economico che ormai viene inglobato nel prezzo dei prodotti necessari alla produzione. Se un agricoltore non riceve il dovuto subisce un’ingiustizia, paga un costo che comprende un aiuto che non ha ricevuto, al pari di un consumatore che paga per la Pac e da questa non riceve alcun beneficio».

Su questa criticità e su molte altre questioni poste dalla Cia è arrivata la risposta del Direttore di Agea, Gabriele Papa Pagliardini che si è dichiarato riconoscente verso l’organizzazione agricola per aver promosso questo momento di confronto. Un decreto di pagamento relativo al 2016 - ha annunciato il direttore di Agea - nei prossimi giorni conterrà 10 milioni di €, per sistemare una parte delle posizioni sospese. Ovviamente si tratta di un primo passo. Entro giugno contiamo di avvicinarci al 100% delle domande evase per l’ultima campagna, che ad oggi supera l’80% del totale. Inutile nascondere i problemi che ci sono e ci sono stati - ha aggiunto il direttore di Agea - alcuni dei quali non dipendenti dalla nostra volontà, e su cui non abbiamo competenze, come nel caso delle domande bloccate dagli Organi di Polizia (su cui Pagliardini si è impegnato a fornire alla Cia un elenco dettagliato di tutte le posizioni interessate con l’informazione dello stato della domanda). Il nostro impegno è assoluto per creare una sinergia vincente con gli agricoltori. Ho motivi per credere che sulla questione dell’antimafia arriveremo ad una razionalizzazione per giungere ad un documento unico, valevole per più pratiche della medesima azienda».

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