Per iniziare a guadagnare servono almeno 6 tonnellate ad ettaro di frumento tenero e duro e 5 di orzo

Frumento duro, tenero e orzo: l'analisi di Terra e Vita su costi, ricavi e redditività per l'annata appena conclusa contraddistinta da piogge e difficoltà a intervenire in campo. Solo rese rilevanti hanno permesso di far guadagnare qualcosa ai produttori agricoli

Maggio ortolano, tanta paglia poco grano. Mai come quest’anno il vecchio detto dei nostri nonni è risultato tanto aderente alla realtà. A conti fatti, da nord a sud del nostro Paese, le produzioni di frumento tenero, duro e orzo sono risultate, come gli aspetti qualitativi, influenzati dalle forti piogge di fine maggio-inizio giugno, eventi atmosferici che in molti casi hanno ribaltato negativamente le previsioni produttive dei cerealicoltori, che fino a quel momento speravano nel ripetersi dell’eccezionale annata del 2017. Di fatto, le colture dei cereali a paglia, che promettevano buone performance produttive grazie al favorevole andamento climatico invernale e di inizio primavera, hanno subito effetti negativi direttamente proporzionali all’intensità delle piogge verificatesi a inizio estate. La situazione nazionale è risultata quindi a macchia di leopardo. Laddove la piovosità è stata moderata, le produzioni e i profili qualitativi sono risultati consoni alle aspettative, mentre dove le piogge sono cadute intensamente, con collegati fenomeni di allettamento, i risultati sono stati negativi. Ma andiamo con ordine.

Articolo pubblicato su Terra e Vita 25. Clicca per accedere al numero digitale

Nord, Centro e Sud a confronto

Per quanto riguarda il nord Italia, le produzioni sono state mediamente sotto le attese, con rese che si sono aggirate da 5 a 6 – in qualche caso 6,5 – tonnellate/ettaro. E questo, sia per il grano tenero, che per il duro e l’orzo. I risultati migliori, come detto, si sono verificati laddove le piogge sono state di normale intensità. I peggiori, nelle aree dove la piovosità è stata ben al di sopra della media, come nell’ovest del Piemonte. Non mancano casi, nello stesso areale, addirittura nello stesso comune, dove si sono verificate rese contrastanti, sempre in conseguenza dei fenomeni climatici. Comunque generalmente inferiori allo scorso anno i parametri qualitativi, soprattutto i pesi specifici che mediamente si sono attestati su valori inferiori a 80 kg/hl. Tale fenomeno è stato più presente nel grano duro, che spesso non ha raggiunto livelli proteici soddisfacenti. Da annotare i bassi livelli qualitativi registrati dalle colture allettate, con pesi specifici bassi e con, in qualche caso, livelli di micotossine oltre ai livelli minimi normativi. Al centro Italia, scarse le produzioni sulla fascia tirrenica, dove le produzioni di granella si sono aggirate fra le 2,5 e le 4 tonnellate/ettaro e con pesi specifici veramente scadenti (72-73 kg/hl), tanto da far scartare molte partite da parte dell’industria. Bene invece la collina interna e la fascia adriatica, dove le rese produttive, complice una minore piovosità, si sono aggirate mediamente fra le 4 e le 4,5 t/ha, con pesi specifici decisamente superiori.

Performance, invece, in linea con le attese al Meridione per il frumento duro. Mediamente la resa si è aggirata sulle 3,5 tonnellate/ettaro di granella. Anche qui, come in tutto il Paese, i produttori che hanno seguito percorsi tecnici miranti al raggiungimento di elevate prestazioni quantitative e qualitative sono stati premiati. Chi, come spesso accade, relega i cereali autunno-vernini a comparsa marginale, non meritevoli di particolari attenzioni agronomiche, invece ha pagato un conto pesante per rese e qualità.

Prezzi, duro in difficoltà

Per quanto riguarda il fronte dei prezzi, la situazione è anche in questo caso diversificata. Confrontando i listini medi di luglio delle principali piazze nazionali rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, è possibile verificare che sorridono i produttori di grano tenero, con aumenti che sulle piazze di Bologna e Milano si aggirano sul 4%, e soprattutto di orzo, che registra un sensibile rincaro (dal 10 al 20% a seconda delle piazze), confermando un rinnovato interesse dal punto di vista zootecnico e della trasformazione per questo cereale. Male, anzi malissimo, il grano duro, con cali che si attestano attorno al 7%. Quindi, annata tutt’altro che positiva per i produttori di frumento duro, che si trovano a fronteggiare una campagna piuttosto avara tanto dal punto di vista produttivo come sul fronte dei listini di mercato.

I conti in tasca

Considerate quindi rese e prezzi di questa prima fase di commercializzazione, è possibile già trarre un primo bilancio economico per i tre principali cereali a paglia. Quindi, partendo dai costi di produzione medi, di poco superiori allo scorso anno, e prendendo in considerazione i prezzi medi di luglio della rappresentativa piazza di Bologna possiamo individuare innanzitutto la produzione minima che consente di pareggiare almeno i costi. Mediamente, per produrre nell’areale padano un ettaro di grano tenero sono serviti 1.140 euro, per il duro 1.310 euro e per l’orzo 925 euro. Ebbene, dal raffronto costi – prezzi, risulta che per ottenere un guadagno per il grano tenero è stato necessario produrre almeno 6 t/ha di granella. Per il grano duro servono sempre almeno 6 t/ha, per l’orzo invece le cose vanno meglio, con sole, si fa per dire, 5,1 t/ha.

Produzioni minime quindi, come abbiamo visto, non sempre alla portata di tutti, ma che possono essere raggiunte, variabile climatica a parte, adottando percorsi tecnici-agronomici adeguati di fertilizzazione e difesa.

La Pianura Padana molla il duro?

Un’ultima considerazione per la coltura del grano duro al nord Italia. Molti produttori, scottati da questa campagna non certo all’altezza delle aspettative, stanno già ora considerando di abbandonare la coltivazione a favore del frumento tenero. I prezzi, fino ad ora, non sono stati remunerativi, addirittura inferiori allo scorso anno e l’industria spesso penalizza il prodotto qualitativamente inferiore adottando listini di mercato di categorie peggiorative. Tutto questo potrebbe portare al ridimensionamento della coltura in Pianura Padana. Servono quindi precise politiche di filiera per tutelare il made in Italy, a cominciare da accordi duraturi fra industria e organizzazioni di produttori. Come visto, l’etichetta sulle confezioni della pasta potrebbe non bastare.

tab. 1 Frumento tenero: costo di produzione in pianura irrigua

Voce di costo euro/ha Incidenza %
Aratura e preparazione terreno 170 15
Semina 50 4
Distribuzione concime 30 3
Distribuzione diserbo post emergenza 30 3
Trattamento fungicida 30 3
Distribuzione concime copertura 30 3
Trebbiatura 180 15
Trasporto 60 5
Totale lavorazioni 580 51
Concimazione di fondo 130 12
Concime di copertura 140 12,5
Semente 160 13
Diserbo post emergenza 70 6
Fungicida 60 5,5
Totale mezzi tecnici 560 49
Totale costo 1.140 100%

 

tab. 2 Frumento duro: costo di produzione in pianura irrigua

Voce di costo euro/ha Incidenza %
Araturae preparazione terreno 170 13
Semina 50 3,5
Distribuzione concime 30 2,5
Distribuzione diserbo post emergenza 30 2,5
Trattamento fungicida 50 3
Distribuzione concime copertura 30 2,5
Trebbiatura 180 14
Trasporto 60 5
Totale lavorazioni 600 46
Concimazione di fondo 140 11
Concime di copertura 180 14
Semente 220 15,5
Diserbo post emergenza 70 6
Fungicida 100 7,5
Totale mezzi tecnici 710 54
Totale costo 1.310 100%

 

tab. 3 Orzo: costo di produzione in pianura irrigua

Voce di costo euro/ha Incidenza %
Araturae preparazione terreno 160 18
Semina 50 5
Distribuzione concime 30 3,5
Distribuzione diserbo post emergenza 30 3,5
Distribuzione concime copertura 30 3,5
Trebbiatura 180 20
Trasporto 60 5,5
Totale lavorazioni 540 59
Concimazione di fondo 100 11,5
Concime di copertura 75 8
Semente 140 14
Diserbo post emergenza 70 7,5
Totale mezzi tecnici 385 41
Totale costo 925 100%

 

tab. 4 I prezzi

Frumento tenero fino (media luglio)
Piazza Prezzo (€/t) Var % 2018/2017
Bologna 189,50 3,8
Milano 193,50 4,3
Mantova 183,00 1,5
Verona 184,50 1,4
Frumento duro fino (produzione Nord, media luglio)
Piazza Prezzo (€/t) Var % 2018/2017
Bologna 217,50 -6,5
Milano 225,50 -7
Mantova 214,00 -7
Orzo p.s. 62-65 (media luglio)
Piazza Prezzo (€/t) Var % 2018/2017
Bologna 177,00 13,5
Milano 180,00 10,4
Mantova 178,50 18,6
Verona 183,00 22,0

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