G7 di Bergamo, un impegno comune contro la fame

G7 di Bergamo
I sette ministri agricoli
Primo obiettivo della Dichiarazione di Bergamo, firmata dai ministri dell’agricoltura di Italia, Francia, Germania, Giappone, Canada, Regno Unito, Stati Uniti, Unione Europea, e Fao

Sottrarre alla fame 500 milioni di persone entro il 2030. E’ il primo obiettivo della Dichiarazione di Bergamo firmata dai ministri dell’agricoltura di Italia, Francia, Germania, Giappone, Canada, Regno Unito, Stati Uniti, Unione Europea, e Fao al termine delle due giornate di lavori del G7 agricolo. I 7 Paesi hanno anche “condiviso all’unanimità”, come ha sottolineato il ministro per le Politiche agricole alimentari e forestali e presidente del G7 agricoltura, Maurizio Martina, alla Conferenza stampa conclusiva del 15 ottobre scorso, 5 punti fondamentali, quelli che daranno la rotta all’agricoltura del futuro: la tutela degli agricoltori, la cooperazione, la trasparenza dei prezzi, lotta allo spreco alimentare e la tracciabilità.

“Abbiamo lavorato con grande collaborazione da parte di tutti i Paesi - ha precisato Martina -  e  c’è stata convergenza su tutti i punti approvati. Empower è il primo termine che si legge nel testo inglese, vuol dire dare forza, dare potere ed è riferito alla necessità di sostenere di più il sistema agricolo. Il primo obiettivo, liberare dalla fame 500 milioni di persone entro il 2030,  si inserisce nell’agenda di lavoro del G7 di Taormina e nella più ampia cornice Fame Zero dell’Onu. Si riallaccia all’impegno della cooperazione agricola, fra di noi e con i paesi in via di sviluppo sul piano della conoscenza e del trasferimento della tecnologia. Per questo abbiamo deciso di aumentare i nostri sforzi per incentivare la produttività agricola sostenibile, soprattutto in Africa”.

Fondamentale anche la tutela del reddito degli agricoltori di fronte alle crisi climatico ambientali, alle emergenze e ai disastri ambientali che impattano sulle economie dei territori. “Su questo punto – ha spiegato Martina - I Paesi del G7 hanno deciso di affidare alla Fao il compito di mettere a punto un programma di azioni e di individuare una definizione precisa di evento catastrofico che oggi manca. L’Italia sta già facendo la propria parte con la diffusione di tecnologie come la banda larga che sono fondamentali per le previsioni climatiche”.

Altro tema condiviso, la necessità di incrementare la trasparenza dei prezzi e difendere il ruolo degli agricoltori rispetto alle crisi di mercato e alla volatilità delle quotazioni. “A questo proposito occorre rendere sempre più evidente che l’agrolimentare – ha precisato Martina – deve essere sostenuto a partire dal primo anello della filiera”.  Prioritari per i 7 Paesi altri due impegni,  la lotta lo spreco alimentare, che coinvolge un terzo della produzione alimentare nel mondo, e la tracciabilità con l’adozione di politiche efficaci per lo sviluppo dei sistemi produttivi territoriali.

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