L’etichetta nutrizionale a semaforo entra in vigore in Francia

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Negative le reazioni in Italia che aveva già bocciato l’etichetta a semaforo adottata nel Regno Unito sui singoli elementi del cibo e non come in Francia sull’intero alimento. La Commissione Europea ha dichiarato ufficialmente di essere disposta a prevedere esenzioni per l’etichetta nutrizionale da applicare anche al vino.

L’etichetta nutrizionale a colori dal verde al rosso, è entrata ufficialmente in vigore in Francia. La nuova etichettatura era stata peraltro sperimentata nel mese di marzo 2017 ed era stata accolta favorevolmente soprattutto dall’industria agroalimentare e dalla Grande distribuzione.

Sul progetto di legge regolarmente notificato alla Commissione non vi è stato alcun parere da parte dell’esecutivo comunitario per cui con lo scadere del termine di risposta, il 25 ottobre 2017, è scattato il silenzio assenso. E dopo solo cinque giorni presso il Ministero della salute, è stato firmato il decreto che riconosce il Nutri-Score come modello ufficiale di etichettatura nutrizionale semplificata.

A differenza dell’Italia che ha adottato misure per l’indicazione obbligatoria di origine di pasta e riso senza attendere né il parere favorevole e né il silenzio assenso di Bruxelles, la Francia ha rispettato tutte le regole formali per poter introdurre Il Nutri-Score.

Il logo adottato in Francia esprime la qualità nutrizionale globale degli alimenti in modo chiaro e immediato attraverso l’impiego di cinque colori, dal verde al rosso, a cui corrispondono cinque lettere dell’alfabeto, dalla ‘A’ alla ‘E’.

In particolare si basa sulla valutazione del valore nutrizionale complessivo di un alimento, che viene calcolato ponderando quattro fattori negativi  che sono densità energetica, contenuto di grassi saturi, contenuto di zuccheri semplici, tenore in sodio e tre caratteristiche positive che sono tenore in fibre, contenuto di proteine, contenuto di frutta, verdura o frutta in guscio in termini di vitamine. In base al rapporto tra queste variabili ogni alimento ottiene un punteggio che lo posiziona tra uno dei cinque colori della scala cromatica contrassegnata da una lettera per ciascun colore che va dal verde intenso, al verde chiaro, giallo, arancione e rosso..

Il colore viene quindi attribuito considerando la presenza di ingredienti e nutrienti da limitare, come gli zuccheri semplici e il sale, ma anche quelli positivi per la salute, come fibre, frutta e verdure. Il modello è stato scelto dopo una sperimentazione condotta in alcuni supermercati tra diversi sistemi di etichettatura, che ha individuato nel Nutri-Score il logo più efficace per migliorare la qualità nutrizionale del carrello.

Negative le reazioni in Italia che aveva già bocciato l’etichetta a semaforo adottata nel Regno Unito sui singoli elementi del cibo e non come in Francia sull’intero alimento.

«Nutri-Score si basa su un approccio semplicistico e non aiuta a comprendere il contributo, in termini di nutrienti, che ogni alimento apporta alla dieta, in palese contrasto con il principio secondo cui ogni cibo ha un suo posto nella dieta e inducendo i consumatori ad acquistare prevalentemente alimenti con il 'colore verde' senza valutare l'equilibrio della propria dieta - commenta Giuseppe Ambrosi, presidente di Assolatte - Nutri-Score rischia di bollare come negativi degli alimenti di elevata qualità e di grande valore nutrizionale, facendo dimenticare che non è il singolo alimento a determinare sovrappeso o rischi per la salute ma sono piuttosto la qualità complessiva della dieta e lo stile di vita adottato dal consumatore. Quindi, si corre il rischio concreto che questo sistema venga percepito dal consumatore come mera segnalazione di prodotti a rischio salutistico e risulti così discriminatorio verso i formaggi della grande tradizione italiana, Dop, Igp e Stg compresi».

Penalizzati dal semaforo rosso ci sono infatti le prime tre specialità italiane Dop più vendute in Italia e all’estero: Grana Padano, Parmigiano Reggiano e prosciutto di Parma, oltre all’olio extravergine di oliva, simbolo della dieta mediterranea.

La Commissione Europea ha dichiarato ufficialmente di essere disposta a prevedere esenzioni per l’etichetta nutrizionale da applicare anche al vino.

La dichiarazione è avvenuta nel corso di un’audizione disposta dal Parlamento europeo dai due parlamentari europei Renate Sommer e Herbert Dorfmann sul tema dell’etichettatura delle bevande alcoliche, in cui Alexandra Nikolakopoulou ha dichiarato che la commissione è disposta a valutare se ci potranno essere eventuali esenzioni o deroghe.

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