Sostenibilità, vocazionalità, effervescenza. Le tre parole d’ordine di Vinitaly

    Filiera vitivinicola compatta nella difesa dei nostri primati dell'export dall'invadenza della guerra dei dazi. Tre carte per rafforzare un'identità che garantisce il successo delle etichette made in Italy. E Verona diventa una sorta di terza Camera parlamentare con il confronto ravvicinato di tutti i candidati premier

    Sostenibilità, vocazionalità, effervescenza. Il vino italiano risponde in massa all’adunata della 52° edizione di Vinitaly, rilancia le chance dell’export e rafforza l’intesa di filiera attorno a queste tre parole d’ordine.

    Filiera compatta

    «Bisogna uscire dal circolo vizioso delle guerre dei dazi». Sono le parole del primo ministro Paolo Gentiloni  intervenuto a sorpresa al Vinitaly il 16 aprile per concludere il convegno “Investire nel vino" che ha visto, per l’appunto, la filiera presentarsi in maniera compatta da Massimiliano Giansanti di Confagricoltura a Dino Scanavino di Cia-Agricoltori italiani, con Ruenza Santandrea di Alleanza delle coooperative a Ernesto Abbona di Uiv, Sandro Boscaini di Federvini, Riccardo Ricci Curbastro di Federdoc e Riccardo Cotarella di Assoenologi. «Mai avrei pensato di paretecipare al Vinitaly in qualità di ministro dell’Agricoltura – ha detto il premier Gentiloni, che oggi assume ad interim la titiolarità di questo dicastero- il vino è un settore in crescita nelle produzioni e nell'export e che ha dimostrato come anche le piccole e medie imprese siano in grado di competere e vincere la sfida sui mercati globali». Ma proprio per queste sue peculiarità il settore va difeso. «Noi scommettiamo sull’export: il bando ocm sulla promozione è in uscita. La priorità è sostenere la penetrazione nei mercati esteri. Possiamo migliorare la nostra scommessa sull’Asia».

    La forza della certificazione

    «Per riuscirci – ha ricordato Ruenza Santandrea – dobbiamo fare leva sulle nostre

    Ruenza Santandrea

    peculiarità: le parole sostenibilità e sviluppo devono sempre essere declinate insieme. Lo sviluppo sostenibile è quello che riesce a coniugare la protezione dell’ambiente con la redditività delle aziende e la coesione sociale dei territori, per assicurare un futuro alle migliaia di aziende vitivinicole che operano anche in alta collina e in montagna». Oggi il biologico rappresenta una carta vincente che accompagna la crescita delle nostre etichette nei mercati più esigenti come il Nord America e il Nord Europa. «Occorre però – ha ribadito la coordinatrice del settore vino dell’Alleanza Coop al convegno “Vini Bio, questione di etichetta” organizzato da FederBio con la collaborazione di Terraevita – che nell’ambito dell’universo dei cosiddeti vini green venga fatta chiarezza, soprattutto lessicale». La presenza o meno di una certificazione è infatti secondo Santandrea l’elemento a cui va dato più valore. Una certificazione di processo che si unisce bene alle garanzie sull’origine. Oggi nei supermercati vincono le bollicine (+4,9%) e le Doc (+1,1%). Lo ribadisce la consueta analisi Iri realizzata per conto di Vinitaly. Significa che il consumatore è disposto a spendere di più per le etichette in cui è più visibile il legame con il territorio.

    Aggregazioni vincenti

    Una tendenza che premia la capacità di aggregazione dei diversi territori. Lo certifica la crescita della Doc Sicilia, passata da 0 a 60 milioni di bottiglie in 4 anni. Lo garantisce l’esperienza positiva della Doc delle Venezie. Il presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati ha posto assieme al governatore del Veneto Luca Zaia la firma sul logo che raccoglie la sfida del presidente del Consorzio Albino Armani di riunire 12 diverse denominazioni dando nuovo slancio e sostanza al Pinot grigio del triveneto.

    Non hanno bisogno di sostegno invece le bollicine italiane. A fianco del Prosecco e degli spumanti metodo classico Trentodoc e Franciacorta oggi l’offerta tricolore si è arricchita di nuove proposte. L’Astisecco nel nord-ovest, e Novebolle/Bolè in Romagna. Il nuov marchio collettivo che mette d’accordo TerreCevico e Caviro per rilanciare la produzione di Trebbiano sotto la Doc Romagna, apprezzato anche dal candidato premier Luigi di Maio in visita agli stand cooperativi della Regione Emilia-Romagna.

    Caratteri originali per le nuove bollicine di carattere prodotte da TerreCevico e Caviro

    La riscossa della Calabria

    Cooking show della regione Calabria organizzati assieme ad Edagricole e condotti da Martino Ragusa

    Bollicine anche per l’altro candidato premier Matteo Salvini, conquistato dal Sud e dalle produzioni tipiche di una regione che è stata al centro della 52° edizione della kermesse scaligera. Nel padiglione 12 Salvini (eletto in questa regione) ha potuto apprezzare come la chef star Joe Bastianich l’esperienza iniedite di bollicine made in Calabria prodotti suik vigneti eroici delle pendici della Sila, bianchi freschi e puliti a base di Mantonico e Bianco di Greco e l’eterno dualismo dei due rossi principali della regione: Magliocco e Gaglioppo.

    De Castro, Pantini e Mantovani al convegno di apertura

     

    LASCIA UN COMMENTO

    Per favore inserisci il tuo commento
    Per favore inserisci il tuo nome