«Stop al caporalato». Due cortei a Foggia contro lo sfruttamento dei braccianti

La "marcia dei berretti rossi" per dire basta allo sfruttamento del lavoro in agricoltura, all'indomani dell'incidente che è costato la vita a 16 lavoratori in nero
"Basta morti sul lavoro". "Schiavi mai": gli slogan esposti durante la marcia dei "berretti rossi". Giansanti (Confagricoltura): «è necessario istituire centri per l'impiego per dare risposte nei periodi delle grandi raccolte e servizi pubblici per evitare abusi nelle fasi di trasporto dei lavoratori». Verrascina (Copagri) chiede più consapevolezza ai consumatori che acquistano sottocosto

Due incidenti stradali, 16 braccianti irregolari morti e il problema del caporalato e dello sfruttamento della manodopera in agricoltura, soprattutto irregolare, torna alla ribalta come ogni estate. Oggi per dire no al caporalato sindacati e associazioni manifestano a Foggia. Due cortei per ricordare le 16 vittime dei due incidenti stradali avvenuti nelle campagne e protestare contro lo sfruttamento. Il primo, organizzato da Usb (Unione sindacale di base), è partito alle 8,30 dall'ex ghetto di Rignano, nel comune di San Severo.

Ghetti e trasporti da incubo, gli obiettivi di Salvini

Ieri in un vertice in prefettura a Foggia il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha manifestato il suo impegno per evitare che si ripetano fenomeni del genere agendo proprio sugli alloggi, per evitare la ghettizzazione e sul miglioramento dei trasporti dei lavoratori, spesso in mano a caporali senza scrupoli).

Il simbolo dei "berretti rossi"

Un centinaio di persone partecipano oggi alla "marcia dei berretti rossi" quelli che i braccianti indossano nei campi come unica protezione dal solleone mentre raccolgono i pomodori per la vergognosa paga di un euro al quintale". "Basta morti sul lavoro", "schiavi mai". Sono alcuni degli slogan che accompagnano l'avanzare della marcia.

La seconda manifestazione è in programma alle 18 a Foggia. Al corteo aderiscono Cgil, Cisl e Uil e numerose associazioni da Arci a Libera.  «Quanto accaduto - spiegano - è la conseguenza estrema e drammatica di una condizione che accomuna tutti i lavoratori in agricoltura della Capitanata. Per questo è il momento di dire basta a ogni forma di sfruttamento, di sottosalario. E' il momento di abbandonare la pratica del caporalato che oramai rende i lavoratori succubi di un fenomeno non più accettabile».

Verrascina (Copagri): «Più consapevolezza negli acquisti sottocosto»

agricoltura
Franco Verrascina

Netta la solidarietà espressa dalle associazioni degli agricoltori. Copagri per voce del presidente Franco Verrascina esprime il suo cordoglio, chiede più controlli ma anche più sinergie per migliorare ospitalità e integrazione, senza puntare il dito contro le aziende agricole sane e oneste. «Tutti noi, in quanto consumatori - è la riflessione di Verrascina- dovremmo riflettere di più quando acquistiamo prodotti agroalimentari per chiederci come sia possibile comprare qualcosa sottocosto e assicurare al tempo stesso un reddito giusto agli imprenditori e remunerazioni corrette ai

Massimiliano Giansanti
Massimiliano Giansanti

lavoratori».

Giansanti (Confagricoltura): «Dare certezze e sicurezze ai lavoratori»

«Sono colpito e addolorato ed esprimo profondo cordoglio per i lavoratori extracomunitari morti nel foggiano». Così si esprime il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti che ribadisce: «fatti luttuosi come quelli avvenuti non devono più verificarsi, va contrastato ogni forma di caporalato e vanno date, allo stesso tempo, ai lavoratori certezze e sicurezze su logistica e trasporti».

Tutelare i datori di lavoro onesti

«É inaccettabile, però, che l’imprenditore che lavora onestamente sia accostato a chi delinque. Confagricoltura – continuato il presidente - denuncia da sempre i fenomeni delinquenziali, a tutela delle tante imprese che operano nel rispetto della legalità. Lo dimostrano, tra le altre cose, i quattro avvisi comuni sottoscritti con i sindacati dei lavoratori negli ultimi anni, nonché il "Protocollo sperimentale contro il caporalato e lo sfruttamento del lavoro agricolo" del 2016, a cui sono seguiti accordi attuativi sottoscritti a livello territoriale. Inoltre, abbiamo introdotto, all'interno dell’ Organizzazione, codici etici che impongono agli imprenditori il rispetto delle norme sul lavoro, pena l'esclusione dalla base associativa». Giansanti sottolinea la necessità di istituire centri per l’impiego  in grado di dare risposte efficaci e tempestive alle esigenze delle grandi campagne di raccolta e chiede alle istituzioni nazionali e locali di farsi parte attiva con le organizzazioni datoriali e sindacali per una soluzione efficace alle più immediate esigenze: le condizioni di vita dei braccianti agricoli extracomunitari, anche al di fuori delle aziende, ed il problema del trasporto per raggiungere le imprese agricole. »Va creato un servizio pubblico con adeguati mezzi di trasporto regolamentari».

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