Xylella, la “zona tampone” sconfina nella provincia di Bari

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Si segnalano 14 nuove piante risultate infette di cui 13 in zona tampone, derivanti sia dal controllo delle piante nei 100 m intorno ai focolai che nel corso del normale monitoraggio

Mentre gli olivicoltori attendono le decisioni di Bruxelles riguardo alla possibilità del reimpianto nella zona infetta, la Xylella avanza fino al margine superiore della zona di contenimento.  Dall’aggiornamento delle mappe elaborate dalla Regione Puglia (www.emergenzaxylella.it) e la pubblicazione dei relativi certificati di analisi Selge si delinea una situazione ben più grave dei 2 focolai puntiformi segnalati meno di un mese fa (il 25 settembre), già ben oltre la zona tampone.

I nuovi focolai di Xylella rilevati il 17 ottobre (cerchiati di rosso). In verde l'area di contenimento, in giallo quella tampone

Dilaga l'infezione

Sono infatti 14 le nuove piante risultate infette (12 in agro di Ostuni, 1 di Cisternino e 1 di Ceglie Messapica, tutte località in provincia di Brindisi), di cui 13 in zona tampone, derivanti sia dal controllo delle piante nei 100 m intorno ai predetti focolai che nel corso del normale monitoraggio.

Gli esperti del portale Infoxylella mettono in evidenza che ciò che desta maggior preoccupazione è la distribuzione delle piante e in particolare il focolaio più grande di Ostuni con piante sintomatiche infette da cui sembrerebbe poter essere derivato (a meno di 500m di distanza) il primo focolaio apparentemente puntiforme ritrovato precedentemente a Casalini di Cisternino.

Il batterio non teme l'altitudine

Si tratta inoltre, fino ad ora, delle piante infette individuate a maggiore altitudine, oltre i 300m sul livello del mare. Come previsto dalla Decisione 789/2015 (art. 4 comma 3), la Regione Puglia dovrà ora procedere a ridefinire le zone demarcate estendendo fino ad almeno 10 km dalle ultime piante infette la zona cuscinetto o tampone.

Attacco al cuore dell'olivicoltura

Per la prima volta quindi la zona tampone, quando verrà formalizzata e ove si applicano le più dure misure di contenimento (l’abbattimento di tutte le specie ospiti nei 100 metri dalle infette indipendentemente dalle analisi), sconfinerà nella provincia di Bari interessando una parte dell’agro di Locorotondo, minacciando il cuore della produzione olivicola pugliese. Nel barese sono infatti coltivati oltre 100mila ettari di oliveto, per una produzione di più di 3milioni di quintali di olive da olio pari a un terzo del totale regionale e un decimo di quello nazionale.

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