Xylella, si può tornare a piantare olivi nella zona infetta

    Bruxelles approva le nuove misure per la gestione delle aree colpite. Fra le altre cose è possibile reimpiantare le specie ospiti nella zona infetta (ad esclusione degli ultimi 20 km più a nord) e la conservazione delle piante monumentali risultate non contaminate che si trovano nei 100 metri da una pianta infetta

    Nella riunione del Comitato Fitosanitario Permanente di Bruxelles di ieri (19 ottobre) è stato approvato il testo di modifica delle misure europee di emergenza per la gestione delle aree contaminate dalla Xylella fastidiosa.

    Le nuove disposizioni introdotte tengono conto delle richieste avanzate dall’Italia e prevedono: la possibilità di reimpianto delle specie ospiti nella zona infetta (ad esclusione degli ultimi 20 km più a nord); la possibilità di non abbattere le piante monumentali risultate non contaminate che si trovano nei 100 metri da una pianta infetta, a patto che venga protetta dal vettore e ispezionata periodicamente; la libera movimentazione dalla zona demarcata delle tre varietà di vite risultate non suscettibili (Negramaro, Primitivo e Cabernet Sauvignon).

    «Si tratta di un risultato importante – afferma il ministro Maurizio Martina - ottenuto grazie al costante lavoro diplomatico fatto in queste settimane a Bruxelles. Ora dobbiamo ripartire, guardando al futuro dell’olivicoltura e dell’agricoltura salentina. Bene anche le misure di protezione rispetto alle importazioni dall’estero che danno più garanzie di sicurezza».

    Stabilito anche il rafforzamento delle ispezioni nei siti di produzione europei che coltivano sei specie, tra cui olivo, oleandro e mandorlo, identificate come ad alto rischio a causa dell’elevata sensibilità al batterio.

     

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