Zucchero, stop definitivo al regime delle quote

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Dopo quasi 50 anni oggi finisce l’ultimo sistema di contingenti agricoli ancora in vigore per gestire la produzione nell’Ue

IL 30 settembre 2017 è stata una data storica per il settore dello zucchero in ambito comunitario in quanto viene a cessare definitivamente il regime delle quote di produzione.

La data è da ricordare anche perché il regime delle quote di produzione dello zucchero fu istituito nel 1968 unitamente a un prezzo di sostegno a favore dei produttori fissato a un livello nettamente superiore al prezzo del mercato mondiale, allorquando il Mercato comune agricolo era ai primi passi e si approvavano le prime organizzazioni comuni di mercato che poi sono confluite nella Pac. Dopo quasi 50 anni, quindi l’ultimo sistema di contingenti agricoli ancora in vigore per gestire la produzione di zucchero nell’Unione europea è giunto al termine dopo la chiusura nel 2015 dell’altro storico regime delle quote latte.

Il passaggio dal cessato regime delle quote, al libero mercato è iniziato però già dal 2013, allorquando fu presa la decisione di porre fine in tale data al regime delle quote zucchero a seguito di un accordo preso dal Parlamento europeo e dagli Stati membri nell’ambito della riforma della Pac del 2013, in seguito a un importante processo di riforma e ristrutturazione avviato nel 2006.

Tra il 2006 e il 2010 il settore dello zucchero è stato completamente ristrutturato con un finanziamento di 5,4 miliardi di €: esso ha potuto quindi prepararsi adeguatamente a questo momento e la produttività è notevolmente migliorata negli ultimi anni. La fine del sistema delle quote offre ai produttori la possibilità di adattare la propria produzione alle effettive opportunità commerciali, esplorando in particolare nuovi mercati di esportazione, e semplifica considerevolmente l’attuale gestione della politica e gli oneri amministrativi che gravano su operatori, produttori e commercianti.

L’Unione europea continuerà a sostenere il settore dello zucchero per far fronte a problemi imprevisti sul mercato avvalendosi di diverse misure previste dalla Pac. Tra queste figurano un sostanziale dazio all’importazione nell’Ue al di fuori degli accordi commerciali preferenziali e la possibilità di prendere provvedimenti in caso di gravi crisi del mercato che comportino un forte aumento o una marcata riduzione dei prezzi di mercato. Inoltre è previsto che:

  • Gli Stati membri hanno la possibilità di fornire sostegno volontario accoppiato connesso alla produzione per affrontare settori in difficoltà, tra cui la produzione di barbabietole da zucchero. Questa è un’opzione scelta da 11 Stati membri – la Croazia, la Repubblica ceca, la Finlandia, la Grecia, l’Ungheria, la Lituania, la Polonia, la Romania, la Slovacchia e la Spagna – con un sostegno complessivo congiunto per la barbabietola da zucchero nel 2017 a circa 179 milioni di euro.
  • La Commissione ha introdotto nuovamente un sistema di contrattazione collettivo di vasta portata che migliora le competenze negoziali dei coltivatori di barbabietole verso i produttori di zucchero quando stipulano accordi relativi alla consegna della barbabietola. I negoziati collettivi o gli accordi scritti all’interno della catena sono obbligatori e prevedono termini prevedibili per la consegna e l’acquisto di barbabietole. .
  • La Commissione fornisce costantemente informazioni di mercato e trasparenza per consentire al settore di rispondere agli sviluppi del mercato. L’ Osservatorio del mercato dello zucchero è pienamente operativo, allo scopo di rendere più trasparente il settore dello zucchero mediante la diffusione tempestiva di dati di mercato e di analisi a breve termine.
  • L’aiuto allo stoccaggio privato può essere concesso se necessario tenendo conto dei prezzi di mercato, delle soglie di riferimento, dei costi e dei margini.

La situazione per i prossimi anni è analizzata nella relazione di prospettiva a medio termine della Commissione. Questa prospettiva prevede che tra il 2016 e il 2026 la produzione di zucchero dell’Ue aumenterà del 6%. La produzione di isoglucosio potrebbe triplicare da 700.000 tonnellate a 2,3 milioni di tonnellate. Le importazioni continueranno a diminuire da 3,0-3,5 milioni a 1,8 milioni di tonnellate e le esportazioni dovrebbero aumentare da 1,3 milioni di tonnellate a 2,5 milioni di tonnellate.

Per il prossimo raccolto, non più vincolato alle limitazioni del contingente, si prevede un aumento della produzione di circa il 20%  per complessivi 20,1 milioni di tonnellate. Tale aumento è dovuto sia ad un aumento dell’area coltivata che a maggiori rendimenti a causa delle buone condizioni climatiche. Questa produzione, tuttavia, segue due anni di marketing con livelli di produzione relativamente bassi.

L’aumento della produzione è probabilmente compensato da un ulteriore calo delle importazioni, un aumento delle esportazioni che dovrebbe raddoppiare fino a 2,8 milioni di tonnellate e un’eventuale ricostruzione di scorte che sono al livello più basso registrato negli ultimi anni.

Dalla primavera del 2017, i prezzi internazionali sono diminuiti a seguito di un aumento di zucchero stimato a livello mondiale dopo due anni consecutivi di disavanzo. Nel settembre 2017 i prezzi del mercato mondiale erano di circa 311 €/t. I prezzi nazionali dell’Ue sono rimasti stabili nei mesi precedenti a 501 €/t nel luglio 2017, ma i prezzi probabilmente diminuiranno fin dall’inizio della nuova campagna e si avvicineranno alle tendenze mondiali.

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