Suoli mediterranei, la concimazione organica riduce le perdite di carbonio e aumenta la fertilità

concimazione
Lo studio del Crea pubblicato sulla rivista internazionale Mitigation and adaptation strategies for global change

La concimazione con materia organica (letamazioni, residui organici e sovesci) è la tecnica agronomica che influisce in misura maggiore sulla fertilità dei suoli e sulla capacità di ridurre le perdite di carbonio, aumentandone lo stoccaggio. Lo rivela una ricerca effettuata dal Crea in collaborazione con il Mcc, Mercator research institute on global commons and climate change di Berlino che, per la prima volta, ha valutato la capacità dei suoli agricoli delle regioni a clima mediterraneo di raggiungere l’obiettivo stabilito dall’iniziativa "4 per 1000: Soils for Food Security and Climate". Si tratta dell’accordo volontario per lo stoccaggio di carbonio nei suoli, che si prefigge di raggiungere un incremento globale annuo di carbonio nei primi 40 centimetri dei suoli dello 0,4% (4‰). Un risultato strategico sia per aumentare la fertilità e la produttività dei suoli, sia per contrastare gli effetti negativi dei cambiamenti climatici limitando le perdite di anidride carbonica e contenendo l’aumento della temperatura entro la soglia dei 2 gradi centigradi.
L’analisi è stata limitata ai suoli agricoli delle regioni a clima mediterraneo, perché presentano un elevato potenziale di stoccaggio di carbonio organico, dovuto sia ai livelli più bassi di stock sia alla presenza delle legnose agrarie che garantiscono una copertura permanente del suolo. Partendo, quindi, dall’esame di 72 articoli pubblicati su riviste internazionali dal 2003 al 2017, che analizzavano 76 siti di queste regioni, i ricercatori del Crea hanno confrontato le pratiche agricole convenzionali di lavorazione e fertilizzazione con quelle alternative. Sono stati 235 i raffronti eseguiti su seminativi e legnose agrarie, valutando gli effetti delle lavorazioni del terreno, della fertilizzazione, della rotazione colturale nei seminativi, dell’inerbimento nelle legnose e della durata dell’esperimento in campo.
Lo studio ha evidenziato che la concimazione organica ha un’elevata potenzialità di aumentare il tasso medio annuo di stoccaggio del carbonio organico ben oltre l’obiettivo del 4‰, con un accumulo superiore di 15 volte nei seminativi e di oltre 20 volte nelle colture legnose. In aggiunta, nei sistemi legnosi agrari la non lavorazione, l’inerbimento e la concimazione organica rappresentano la gestione del suolo dominante. Nei seminativi predominano le rotazioni e la concimazione minerale e/o minerale più organica, mentre la lavorazione convenzionale rimane la tecnica più diffusa.
Il lavoro è stato pubblicato a gennaio 2019 sulla rivista internazionale Mitigation and adaptation strategies for global change.

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