Ramularia dell’orzo, malattia ri-emergente

ramularia
È stata la novità negativa dell’anno scorso, ma anche del 2012. Come difendersi da questo fungo patogeno

Nel 2015, negli areali di coltivazione dell’orzo del centro Italia, oltre all’oidio, la coltura ha visto, analogamente al 2012 nel Nord Italia, la ricomparsa di una nuova malattia emergente: la ramularia. La malattia, che sta creando diversi problemi ormai da diversi anni negli areali di coltivazione di orzo primaverile del centro-nord Europa e in Nuova Zelanda, è causata da Ramularia collo-cygni, un fungo appartenente, secondo recenti studi, alla specie Micosphaerella. Il patogeno è in grado di provocare cali significativi di resa in seguito ad un rapido e precoce disseccamento dell’apparato fogliare. Al momento in Italia, dove tra l’altro è stata segnalata per la prima volta nel lontano 1893, non ha per ora causato perdite produttive significative, ma sembra tuttavia sensato acquisire gli aggiornamenti tecnici, biologici ed epidemiologici che negli ultimi 3 anni sono stati prodotti in Europa riguardo questa ri-emergente malattia.

 

Sintomi

La malattia si manifesta principalmente sulle foglie, ma anche su guaine, steli e reste solo dopo la fase di spigatura. Nelle primissime fasi iniziali della manifestazione dei sintomi, sulle foglie a partire dall’apice, compaiono inizialmente piccole macchie scure ed irregolari dalle dimensioni di un grano di pepe (di 1-2 mm di diametro), spesso indistinguibili da molte altre alterazioni fisiologiche della pianta. Tuttavia, a differenza di queste, questi primi sintomi di Ramularia sono evidenti su entrambe le lamine fogliari. In una fase intermedia, queste prime macchie si evolvono rapidamente per assumere un aspetto allungato, rettangolare, (dalle dimensioni di 2 mm di lunghezza x 0,5 di larghezza), di colore brunastro al centro e circondate da un alone clorotico. Questo aspetto sintomatologico è importante per distinguere la malattia dalle altre avversità fungine come la maculatura bruna (Pyrenophora teres f.sp. maculata, P. graminea) o septoria (Septoria nodorum) le cui lesioni si espandono oltre le nervature e le necrosi sono meno delineate e più allungate rispetto a quelle causate da Ramularia.

 

Epidemiologia

L’epidemiologia della malattia è ancora poco nota. Il fungo....

 

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