Vite, con la primavera umida l’escoriosi avanza

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Cosa fare nei vigneti che nello scorso anno hanno subito attacchi di escoriosi

Nei vigneti che nello scorso anno hanno subito attacchi di escoriosi (Phomopsis viticola), andrà programmato in fase di germogliamento (abbozzi fogliari) un intervento a base di mancozeb, metiram, pyraclostrobin o propineb che andrà ripetuto dopo circa 10 giorni..

Nella stessa fase fenologica, nei vigneti che nella precedente stagione hanno manifestato attacchi dell’eriofide dell’acariosi (Calepitrimerus vitis), intervenire con exitiazox. È da considerare che anche lo zolfo, utilizzato direttamente o come antioidico, ha una discreta efficacia sugli eriofidi.

I sintomi dell’attacco dell’agente dell’acariosi (germogli deformati che tendono a disseccare, internodi raccorciati e a “zig zag”) possono essere confusi con malattie virali e viceversa.

Pertanto, è sempre consigliabile che la diagnosi venga confermata da un laboratorio specializzato (basta l’osservazione al microscopio di un tecnico con un “occhio esperto”) per evitare trattamenti inutili. Contro l’acariosi, inoltre, sarà possibile intervenire anche in piena estate, se non si sono avuti risultati soddisfacenti al germogliamento o se in questa fase non si è riusciti a diagnosticare l’infestazione del C. vitis.

 

 

Leggi l'articolo completo su Terra e Vita 15/2016 L’Edicola di Terra e Vita

 

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