Irrigazione, si può garantire l’acqua anche con la siccità

    «Abbiamo soddisfatto tutte le richieste degli agricoltori» afferma il presidente della Bonifica Renana, Giovanni Tamburini. Fondamentale l'innovazione tecnologica e la puntuale conoscenza delle esigenze irrigue.

    «Ci lasciamo alle spalle un’annata difficile che, assieme al 2007 e al 2012, si è rivelata essere una delle più siccitose degli ultimi 100 anni, evidenziando che i cambiamenti climatici rappresentano ormai un elemento strutturale con cui ci dobbiamo attivamente confrontare. Il 2017, inoltre, è stato anche uno degli anni più caldi che ha visto un incremento medio di 3°C nel trimestre estivo. Nonostante ciò siamo riusciti, con un impegno continuo e straordinario, a distribuire acqua irrigua a tutti gli agricoltori che ce ne hanno fatto richiesta».

    Lo ricorda con soddisfazione Giovanni Tamburini, presidente della Bonifica Renana, introducendo l’incontro su “Cambiamenti climatici, bilancio irriguo 2017 e investimenti futuri” che si è tenuto oggi a Bologna presso la sede del Consorzio.

    Secondo la Bonifica Renana grazie alle recenti innovazioni tecnologiche e alla puntuale conoscenza delle esigenze irrigue, a parità di condizioni critiche, rispetto al 2012 si è conseguito un risparmio idrico di 5 milioni di metri cubi d’acqua. È infatti stato distribuito circa il 5% di acqua in meno rispetto ai 90 milioni di metri cubi dell’anno di riferimento (2012). Nello specifico si è risparmiato in particolare l’acqua proveniente dal Canale Emiliano-Romagnolo che, essendo derivata dal Po, ha un elevato costo energetico.

    «Tutto ciò è stato reso possibile sia grazie alla razionalizzazione delle tecniche irrigue sia al telecontrollo e al potenziamento delle reti in pressione a controllo digitale - ha precisato Paolo Pini, direttore generale della Bonifica Renana -. Fondamentale anche la conoscenza preventiva delle esigenze irrigue dell’agricoltura attraverso il programma “Acqua Virtuosa”. Entro febbraio marzo, infatti, grazie a questo progetto, oltre il 90% degli agricoltori a cui forniamo acqua ci segnala le intenzioni colturali e le necessità irrigue. Attraverso questi dati la Bonifica Renana è in grado di identificare e risolvere le criticità nella distribuzione dell’acqua e di proporre soluzioni tecniche sostenibili in grado di risponder a situazioni climatiche sempre più complesse».

    Ha chiuso l’incontro Massimo Pederzoli, presidente dell’Associazione Bonifiche e Irrigazioni dell’Emilia-Romagna, ricordando la necessità di contrastare l’assunto Comuntario secondo il quale l'irrigazione non sarebbe determinante.

    «L’Emilia-Romagna - ha puntualizzato Pederzoli - è la terza regione agricola d’Europa, che riesce a mantenere le proprie produzioni di quantità e qualità anche grazie all’irrigazione. Cerchiamo di non caricare il settore di inutili vessazione come l’impiego di contatori, per determinare il consumo dell’acqua, che legano le mani agli agricoltori. Non poniamoci dei limiti che poi non siamo in grado di gestire! Ricordo che l’Anbi, a sostegno di questa situazione, con la società “Irrigants d’Europe” sta cercando si sostenere la lobby europea dell’irrigazione. Il sodalizio vede la partecipazione, assieme all’Italia di Spagna, Portogallo e Francia».

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