Risaia, un esempio di riuso e risparmio dell’acqua

Al convegno “L’acqua in agricoltura non è uno spreco” che si è tenuto a Torino, Massimo Gargano, direttore generale dell'Anbi, ha ribadito che «la risaia è un bacino che trattiene acqua per poi restituirla, qualitativamente migliorata, alla falda e al paesaggio»

«Serve un cambio di passo nella cultura del territorio. Per contrastare i cambiamenti climatici necessitano interventi strutturali: dal Piano per la Riduzione del Rischio Idrogeologico al Piano Irriguo Nazionale. Per realizzarli servono importanti finanziamenti pluriennali, che discendono da una nuova consapevolezza della politica nei confronti dei grandi problemi ambientali emergenti e di cui il Piano Nazionale degli Invasi, inserito nella Legge di Stabilità, rappresenta un primo, ma significativo tassello».

Massimo Gargano, direttore dell'Anbi

Ad affermarlo è Massimo Gargano, direttore generale dell’Associazione nazionale dei Consorzi per la gestione e la tutela del territorio e delle acque irrigue (Anbi), intervenuto al convegno “L’acqua in agricoltura non è uno spreco”, organizzato a Torino da Regione ed Anbi Piemonte, al quale hanno partecipato il presidente, Sergio Chiamparino e l’assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte, Giorgio Ferrero.

«La gestione idrica delle coltivazioni del riso, indicata come sprecona da certi ambienti  – prosegue Gargano – è in realtà esempio di una corretta cultura della risorsa idrica: ogni risaia, infatti, è un bacino, che trattiene acqua per poi restituirla, qualitativamente migliorata, alla falda ed al paesaggio, creando al contempo economia agricola e turistica. La risaia, grazie alla possibilità di riutilizzo della medesima acqua più volte, rappresenta la coltura, che meglio ottimizza l’uso delle risorsa idrica con tecniche di irrigazione tradizionali. In questa battaglia per la promozione di una cultura dell’acqua legata al contesto ambientale – conclude il direttore generale dell'Anbi – è fondamentale la presenza delle Istituzioni a ogni livello. A loro chiediamo di allearci per snellire gli oneri burocratici, freno all’innovazione anche dei Consorzi di bonifica che, espressione di autogoverno e sussidiarietà, operano d’intesa con le realtà locali nell’interesse del territorio».

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