Mais, con la campagna 2018 i produttori ritrovano il sorriso

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    Produzioni medie di mais in aumento del 15% e prezzi in leggera crescita, uniti a buone rese e costi in calo: quest'anno con 120 quintali per ettaro di granella si comincia a guadagnare. Ma si può davvero parlare di crisi superata?

    Campagna maidicola all’insegna del più per i produttori italiani. Dopo anni di sofferenze, il 2018 chiude finalmente con rese in sensibile aumento rispetto lo scorso anno e con prezzi di mercato in ripresa in confronto allo stesso periodo del 2017. Ma basterà tutto ciò per rivitalizzare un settore agricolo di primaria importanza da decenni in crisi?

    Rese in aumento

    Andiamo con ordine. L’andamento stagionale dell’anno in corso è stato propizio per il mais. Una primavera piovosa ma non fredda e un’estate nella norma, sia come temperature che come piovosità, hanno consentito di raggiungere rese più alte della media, in aumento di un 15% rispetto allo scorso anno. Nelle aree più vocate della Pianura Padana, le produzioni per ettaro si stanno attestando, a detta dei produttori, tra 13 e 14 t/ha, dati ben superiori alle quasi 12 t/ha del 2017. Anche nelle zone con scarsa disponibilità idrica per le irrigazioni, come la bassa padana e l’Emilia, si sono toccate le 10 tonnellate di produzione per ettaro.

    Poche aflatossine

    Ma l’andamento stagionale favorevole ha influito positivamente anche su altri aspetti di fondamentale importanza. Il livello qualitativo dettato dalle possibili contaminazioni di aflatossine e Don è risultato più che soddisfacente, tanto che si stima che mediamente il 90% dei campioni di cereale presenti valori entro i limiti di legge. Inoltre, le piogge più o meno estese anche nel periodo estivo, hanno avuto come conseguenza che gli interventi irrigui di soccorso si siano limitati mediamente a 3, contro le 5-6 irrigazioni dello scorso anno. A conti fatti, solo sul costo di irrigazione si è risparmiato all’incirca mediamente 330 €/ha.
    Nella campagna maidicola dello scorso anno si spendevano quasi 2.500 €/ha, con la voce irrigazione che assorbiva un terzo del totale dei costi produttivi. Quest’anno sono serviti poco più di 2.200 euro all’ettaro, con la voce irrigazione che si è fermata attorno al 23-24% del costo totale di produzione.

    Aumentano le quotazioni

    E sul fronte dei prezzi? Guardando alle medie dei listini della prima parte di settembre, confrontate con lo stesso periodo 2017, si evidenzia un aumento generalizzato, seppur timido, dei prezzi, passando da un +2,8% di Bologna per arrivare addirittura a un +6,4% di Milano.
    Tutto sommato, dopo anni pessimi, i risultati economici 2018 sono stati positivi e fanno bene sperare per verificare la redditività della coltura. Per fare questo è necessario prendere in considerazione il prezzo medio di settembre, ad esempio della piazza di Bologna, la più rappresentativa forse a livello nazionale, che si attesta attorno ai 184 €/t, e ricavare la produzione minima necessaria a pareggiare i costi di produzione e poter sperare in un guadagno. Con un costo di produzione medio tipico della Pianura Padana irrigua di 2.210 €/ha, la produzione minima da realizzare è di poco più di 12 tonnellate di granella: valore che quest’anno è stato spesso raggiunto e sorpassato.

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    Mais, le superfici rimangono poche

    Quindi, basteranno questi dati per far tornare a produrre mais a livello nazionale? L’impressione è che, a parte le rese, altalenanti di anno in anno, nemmeno il mercato sia più sufficiente a imprimere un’inversione di tendenza al comparto nazionale. Ricordiamo che solo 16 anni fa in Italia si coltivavano 1.200.000 ettari ed eravamo quasi autosufficienti. Oggi, coltiviamo poco più di 635.000 ettari e produciamo una quantità di mais che copre solo il 60% dei nostri fabbisogni. Per ridare fiato al comparto serve un’autentica strategia di settore, capace di incentivare la produzione di mais con programmi a lungo termine. Non dobbiamo dimenticare, infatti, che le nostre principali produzioni zootecniche Dop si basano sulla filiera del mais, per la quale oggi importiamo 6 milioni di tonnellate l’anno di granella, in gran parte, dobbiamo dirlo, ogm, e che costa mediamente sui mercati italiani 10-12 €/t in più rispetto al prodotto nostrano. Qualcosa evidentemente non funziona.

    Mais: costo di produzione in pianura irrigua

    Voce di costo €/ettaro Incid. %
    Aratura e preparaz. terreno 230 10
    Semina 60 2,8
    Distribuzione concime 30 1,4
    Distribuzione diserbopre emergenza 30 1,4
    Distribuzione diserbopost emergenza 30 1,4
    Trattamento insetticida 30 1,4
    Sarchiatura 50 2,3
    Irrigazioni (n. 3) 520 23,5
    Trebbiatura 190 8,6
    Trasporto ed essicazione 220 10
    Totale lavorazioni 1.390 63
    Concimazione di fondo 180 8
    Concime di copertura 160 7,5
    Diserbo pre emergenza 90 4
    Semente 210 9,5
    Diserbo post emergenza 90 4
    Insetticida 90 4
    Totale mezzi tecnici 820 37
    Totale costo 2.210 100

    I prezzi del mais

    Nazionale
    Sett. €/t Var. % su 2017
    Bologna 184,0 +2,8
    Milano 190,0 +6,4
    Mantova 180,0 +3,1
    Verona 179,5 +5,0

     

    non comunitario
    Sett.€/t Var. % su 2017
    193,5 +2,4
    201,5 +3,3
    195,5 +1,8
    183,5 +1,9

     

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