Claudio Previatello: «Ho scommesso sulla canapa per diversificare la produzione»

Dal florovivaismo alla produzione di canapa per infiorescenza, investendo in innovazione tecnologica. È la scommessa del giovane agricoltore Claudio Previatello, raccontata durante la tavola rotonda dell'Osservatorio Giovani Agricoltori organizzata da Edagricole-Nomisma a Eima Iternational

«Ho deciso di puntare sulla coltivazione di canapa per infiorescenza per aumentare la competitività aziendale e ridurre il rischio di reddito». Ad affermarlo è Claudio Previatello, 33 anni, imprenditore agricolo e titolare dell'azienda Al Capiteo, in occasione della tavola rotonda dell’Osservatorio Giovani Agricoltori ad Eima International. 

Al Capiteo nasce come azienda florovivaistica a conduzione familiare nel 2003 a Grignano Polesine (RO). A causa della crisi che ha investito il settore florovivaistico negli ultimi anni, Claudio, il giovane agricoltore di casa, decide di puntare sulla diversificazione investendo, prima nella produzione di fragole (premiata da Smau quest’anno per l’innovativo sistema di microirrigazione computerizzata), poi nell'introduzione di un piccolo frutteto misto. Recentemente è stato avviato anche un laboratorio di trasformazione dei prodotti coltivati all’interno delle serre. «A 18 anni avevo già firmato il primo mutuo con mio padre per prendere un campo in affitto – racconta -. Abbiamo iniziato con la floricoltura, ma dopo qualche anno abbiamo capito che non c’erano sbocchi. Così abbiamo cominciato a produrre fragole e altra frutta, oltre agli ortaggi, che oggi vendiamo direttamente azienda».

Quest’anno Claudio decide di imbarcarsi in una nuova sfida: avviare la coltivazione di canapa per infiorescenza. «Ci siamo avvicinati alla canapa grazie alla collaborazione con il Crea di Rovigo e il supporto di Giampaolo Grassi – spiega Claudio -. Per avviare la sperimentazione di canapa abbiamo adeguato un’intera struttura per la piantagione».

Le sperimentazioni in campo

L’attività di sperimentazione consiste nel monitorare la pianta per capire il modo in cui si comportano le colture di canapa in situazioni critiche all’interno di un ambiente protetto come la serra. «Gli sbalzi di calore repentini e fuori stagione – afferma Claudio - producono all’interno delle serre picchi di calore che poi vanno a influire sul ciclo biologico e dunque sulla formazione stessa del fiore. Il nostro lavoro di ricerca in campo è incentrato sull'osservazione di queste situazioni estreme attraverso l’utilizzo di apparecchiature tecnologiche all’avanguardia, con l’obiettivo di produrre un prodotto di qualità sempre maggiore».

Passione, impegno e risorse, il futuro dell’agricoltura giovane passa da qui e il futuro guarda, sempre, anche alla tradizione: «Come giovane alla mia azienda ho portato certamente il valore aggiunto dell’innovazione tecnologica, tornando a fare quello che in passato tutte le aziende agricole facevano, ossia tanta diversificazione».

 

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