Fabiana Fassi: «L’innovazione sociale crea opportunità d’impiego»

Studiare, lasciare le proprie radici e poi ritornare con un obiettivo: realizzare il primo co-working contadino per dare opportunità di impiego ai giovani. E' la sfida di Fabiana Fassi, che in occasione della tavola rotonda dell'Osservatorio Giovani Agricoltori organizzata da Edagricole-Nomisma a Eima International, ha presentato il progetto Luna_laboratorio rurale

«Volevo realizzare il primo laboratorio rurale partecipato e aperto a chiunque volesse portare idee nuove in chiave di sviluppo agricolo sostenibile e innovazione sociale». Afferma Fabiana Fassi, 37 anni, che in occasione della tavola rotonda dell’Osservatorio Giovani Agricoltori a Eima International, racconta la storia di Luna_laboratorio rurale: un progetto di innovazione sociale agricola.

Nata circa 4 anni fa, insieme alla collaborazione di altre 4 giovani ragazze, nella campagna pugliese tra Seclì e Galatone (LE), Luna è il primo co-living e co-working contadino nel quale si sperimenta con successo la coabitazione di diversi gruppi sociali provenienti da più parti del mondo.

Da ex comunità di recupero a spazio d'innovazione

In queste terre, dove oggi c'è Luna, si trovava una delle tante strutture abbandonate (da più di 10 anni) del sud Italia. Fabiana e le altre ragazze, dopo diverse esperienze all’estero, decidono di prendere in comodato d’uso gratuito questa struttura, che negli anni ‘90 era stata un centro di recupero per tossicodipendenti, per darle nuova vita, facendola diventare spazio d’innovazione integrazione e opportunità d’impiego giovanile. «Volevamo - sottolinea Fabiana - riattivare questo luogo e restituirlo alla collettività, attraverso un percorso di crescita culturale del, e sul, territorio».

Difficoltà nel trovare terra e fondi

«La difficoltà iniziale – spiega Fabiana - è stata trovare la terra e il credito. Per avviare il nostro progetto abbiamo lanciato una campagna di crowdfunding, successivamente abbiamo anche partecipato al bando Psr della regione Puglia ma la lentezza burocratica tiene il nostro progetto ancora bloccato. Noi però crediamo in Luna e andiamo avanti, con le nostre risorse, siamo tutti liberi professionisti che lavorano a Luna come volontari autofinanziando le attività».

Il recupero delle antiche varietà locali

L’attività agricola di Luna, che si sviluppa su un terreno di 3 ettari, è incentrata sul recupero delle antiche varietà locali come lo zafferano, uno dei sette prodotti tradizionali di Galatone (attualmente non più coltivato nel Salento), le tisane a base di canapa essiccata, l’albicocca di Galatone (circa 200 gli alberi innestati) e le piante officinali. «L’idea di riprodurre zafferano in queste zone – spiega Fabiana – è nata per promuovere l’avvicinamento delle persone alla tradizione. Abbiamo fatto una campagna di acquisto collettivo dei bulbi, le famiglie li hanno seminati nei loro orti e poi ci hanno riconsegnato lo zafferano prodotto, con l’idea di avviare un progetto di filiera corta. In questo percorso abbiamo coinvolto anche i ristoratori locali, al fine di reinserire lo zafferano nelle abitudini culinarie salentine».

Territorio e lavoro

«Innovazione sociale per me – afferma Fabiana - vuol dire prima di ogni cosa dare un’opportunità ai giovani di crearsi un lavoro in autonomia, partendo dalla connessione con la società, dal fare rete. E nel Sud questo è determinante per creare sviluppo. Oggi a Luna c’è la piazza nella natura che manca in città».

 

Per maggiori informazioni sulla nostra iniziativa

dedicata ai giovani imprenditori agricoli:

Facebook:  L'agricoltura è giovane

YouTube: #l’agricolturaègiovane

Se sei giovane e hai un’esperienza da raccontare in agricoltura scrivi a osservatoriogiovaniagricoltori@newbusinessmedia.it