Spesometro, invio prorogato al 6 aprile

dichiarazione
Il nuovo termine riguarda i dati del secondo semestre 2017. Ed entro il 16 marzo si versa il saldo Iva 2017.

Con un comunicato stampa dello scorso 5 febbraio, l’agenzia delle Entrate ha comunicato che il termine del 28 febbraio, stabilito per la trasmissione dei dati delle fatture del secondo semestre 2017, viene spostato al 6 aprile 2018 (i 60 giorni successivi alla pubblicazione di novità legislative e regolamentari stabiliti dallo Statuto del contribuente).


Il provvedimento direttoriale è stato firmato dopo un confronto con gli operatori nel merito della bozza di modello che era stata predisposta, e ha lo scopo di recepire definitivamente le semplificazioni introdotte con il Dl. n. 148 del 2017.

Passa da 28 febbraio al 6 aprile anche il termine per le eventuali integrazioni e per la trasmissione telematica opzionale dei dati delle fatture emesse e ricevute.

Meno informazioni da trasmettere

Il comunicato dell’Agenzia ricorda che vengono semplificate e ridotte le informazioni richieste, che diventa possibile comunicare i dati riepilogativi per le fatture emesse e ricevute di importo inferiore a 300 €, e che diventa facoltativa la scelta di trasmettere i dati riferiti alle operazioni del 2018 con cadenza trimestrale o semestrale.

In particolare, per le fatture di importo inferiore a 300 € registrate cumulativamente è possibile comunicare i dati relativi al documento riepilogativo anziché quelli dei singoli documenti. Viene inoltre limitato il numero delle informazioni da trasmettere, perché diventa facoltativo compilare i dati anagrafici di dettaglio delle controparti.

Come stabilito nel provvedimento direttoriale, per le fatture di importo inferiore ad € 300 registrate cumulativamente ai sensi dell’articolo 6, commi 1 e 6, del Dpr. n. 695/96, è possibile comunicare – in luogo delle informazioni stabilite al punto 1.1 del provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate del 27 marzo 2017, numero 58793 – i dati relativi al singolo documento riepilogativo. Per ogni documento riepilogativo delle fatture emesse, i dati da comunicare sono: a) il numero e la data del documento; b) la partita Iva del cedente/prestatore; c) la base imponibile; d) l’aliquota Iva applicata e l’imposta ovvero, ove l’operazione non comporti l’annotazione dell’imposta nel documento, la tipologia dell’operazione.

Per ogni documento riepilogativo delle fatture ricevute, i dati da comunicare sono:

a) il numero e la data di registrazione del documento;

b) gli stessi dati sopra indicati da b) a d).

L’Agenzia sottolinea che le nuove regole possono essere utilizzate anche per inviare le comunicazioni integrative di quelle errate riferite al primo semestre 2017.

Due software gratuiti dell’Agenzia

Premesso che quanti intendono continuare ad utilizzare software di mercato per predisporre le comunicazioni, l’Agenzia informa di aver messo a disposizione sul proprio sito internet due pacchetti software gratuiti, uno per il controllo dei file delle comunicazioni e uno per la loro compilazione.

 

Entro il prossimo 16 marzo si versa il saldo Iva 2017

Vale la pena ricordare sin d’ora che il 16 marzo prossimo scade il termine per il versamento del saldo Iva 2017, in unica soluzione o in forma rateale.

Nel caso di versamento rateale, il dovuto va suddiviso in rate di eguale importo.

Il numero delle rate lo sceglie il contribuente, tenendo conto che i versamenti devono obbligatoriamente terminare entro il mese di novembre e che quindi il numero massimo di rate è 9. Ogni rata successiva alla prima deve essere maggiorata per interessi dello 0,33% mensile: quindi, la rata di marzo non avrà interessi, quella di aprile sarà maggiorata dello 0,33%, quella di maggio dello 0,66%, ecc.

Resta possibile posporre il versamento del saldo Iva al termine del saldo delle imposte dirette. Ciò significa che sono disponibili 2 ulteriori scadenze:

a) quella del 2 luglio 2018 (sarebbe il 30 giugno, ma cade di sabato): a questa data sarà possibile versare il saldo Iva in unica soluzione con la maggiorazione dell’1,60% (0,40% per ogni mese o frazione di mese successiva al 16 marzo); oppure a rate, per un massimo di 6 versamenti, applicando dalla seconda rata lo 0,33% mensile;

b) quella del 20 agosto (sarebbe il 1° agosto, ma le scadenza di quel periodo sono tutte prorogate), sempre in unica soluzione o a rate (massimo 5), con una ulteriore maggiorazione dello 0,40 rispetto a quanto si sarebbe dovuto versare il 2 luglio.

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