Stop ai trattamenti antibiotici collettivi e preventivi su animali

antibiotici
veterinarian examines the animal on the ranch cows
Il Parlamento europea approva una proposta per aggiornare la normativa. L’Oms teme «un’era post-antibiotica» in balia delle resistenze

Si intensifica la battaglia per ridurre l’uso degli antibiotici per combattere i batteri che sono sempre più resistenti per cui risulta sempre più difficile eseguire trattamenti terapeutici efficaci agli animali in allevamento.

L’Assemblea plenaria del Parlamento europeo ha approvato il 10 marzo scorso una relazione riguardante le azioni da porre in atto per contrastare la crescente resistenza degli antibiotici ai batteri, quali salmonella e campylobacter, per cui è necessario limitare l’uso dei farmaci antimicrobici esistenti e sviluppare nuovi medicinali.

Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (CEPCM) ha recentemente comunicato che i batteri negli esseri umani, nel cibo e negli animali continuano a mostrare resistenza agli antimicrobici più diffusi.

Gli scienziati affermano che la resistenza alla ciprofloxacina, un antimicrobico importante per il trattamento delle infezioni umane, è molto alta nel campylobacter, riducendo così le opzioni per il trattamento efficace delle gravi infezioni alimentari. Anche i batteri di salmonella, resistenti a diversi farmaci, continuano a proliferare in tutta Europa.

La proposta approvata dal Parlamento europeo prevede di aggiornare la normativa europea in materia di medicinali a uso veterinario e chiede di vietare il trattamento antibiotico collettivo e preventivo degli animali e di prendere misure atte a stimolare la ricerca di farmaci di nuova generazione.

L’Organizzazione mondiale della sanità avverte che il mondo può sprofondare in un’era post-antibiotica, dove la resistenza agli antibiotici potrebbe causare ogni anno più morti del cancro, per cui è giunto il momento di intraprendere un’azione forte e risolvere il problema alla radice.

La lotta contro la resistenza agli antibiotici deve quindi iniziare nelle aziende agricole e in particolare occorre vietare l’uso puramente preventivo di antibiotici, limitare il trattamento di massa a casi veramente particolari, vietare l’uso di antibiotici veterinari di fondamentale importanza per la medicina umana o porre fine alla vendita online di antibiotici, vaccini e prodotti psicotropi.

Si deve anche ricordare che i consumatori di prodotti zootecnici consumano anche una dose degli antibiotici con cui sono stati trattati gli animali, aumentando la loro resistenza personale agli antibiotici per cui con queste misure, si punta a ridurre la quantità di antibiotici che finiscono nel piatto dei consumatori.

Secondo i deputati, i medicinali veterinari non devono in nessun caso servire a migliorare le prestazioni o a compensare pratiche di allevamento inadeguate. Essi chiedono, quindi, di limitare l’uso profilattico degli antibiotici per i singoli animali e cioè come misura preventiva e in assenza di segni clinici d’infezione, e di attuarlo solamente quando è completamente giustificato da un veterinario.

Per aiutare a combattere la resistenza antimicrobica, la nuova normativa proposta autorizza la Commissione europea a stabilire quali antimicrobici devono essere riservati esclusivamente al trattamento umano.

Per incoraggiare la ricerca di nuovi antimicrobici, i deputati propongono l’uso di incentivi, come periodi più lunghi per la protezione della documentazione tecnica sui nuovi farmaci, protezione commerciale per i principi attivi innovativi e protezione per gli investimenti importanti nelle analisi condotte per migliorare un prodotto antimicrobico esistente o per tenerlo sul mercato.

Gli obiettivi del progetto di legge sui farmaci antimicrobici sono interconnessi e si prefiggono di:

-   aumentare la disponibilità dei medicinali a uso veterinario;

-   ridurre gli oneri amministrativi;

-   stimolare la competitività e l’innovazione;

-   migliorare il funzionamento del mercato interno;

-   affrontare il rischio per la salute pubblica derivato dalla resistenza agli antimicrobici.

Leggi l'articolo completo su Terra e Vita 11/2016 L’Edicola di Terra e Vita

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