Specie esotiche invasive, decreto in dirittura d’arrivo

esotiche invasive
Entro il 24 ottobre si dovrebbe concludere il dibattito in sede parlamentare. Si tratta di una delle principali cause di perdita di biodiversità in Italia, in Europa e nel mondo.

Un esemplare di Nasua nasua Linnaeus

È scaduto il 16 settembre scorso il termine entro il quale il Governo doveva adottare uno o più decreti legislativi per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) n. 1143/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, recante disposizioni volte a prevenire e gestire l'introduzione e la diffusione delle specie esotiche invasive.

Proprio in concomitanza con la scadenza del termine il Consiglio dei Ministri ha approvato uno schema di decreto legislativo che contiene la materia, ma tale decreto per andare in vigore deve ottenere il parere delle competenti commissioni parlamentari di Camera e Senato che stanno alacremente lavorando per esprimere tale parere entro la fine di ottobre 2017 in modo da consentire la definitiva approvazione e promulgazione del decreto legislativo.

Sui tempi di recepimento indicati dalla legge di delegazione europea 2015 pesa anche il ritardo della Conferenza Stato-regioni, il cui parere è atteso dalle due Commissioni consultive, in particolare dalla Commissione Agricoltura dove il dibattito dovrà esaurirsi entro il 24 ottobre. L'atto del Governo è in corso d'esame anche in Senato.

L’Ue attribuisce grande importanze alle norme per combattere l’introduzione di specie esotiche invasive e per questo  l'obiettivo è di  ridurre al minimo e mitigare gli effetti negativi sulla biodiversità causati dall'introduzione e dalla diffusione, sia deliberata che accidentale, delle specie esotiche invasive all'interno dell'Unione, oltre che arginare l'impatto che queste specie possono sulla salute umana o sull'economia.

Il fenomeno delle specie esotiche invasive rappresenta una delle principali cause di perdita di biodiversità in Italia, in Europa e nel mondo. Queste specie, infatti, oltre ad entrare in concorrenza diretta con alcune delle specie autoctone, possono alterare lo stato degli habitat e degli ecosistemi naturali e, a volte, provocare ingenti danni economici ad attività produttive, quali l'agricoltura e lo sfruttamento delle risorse silvo-pastorali.

Trenta articoli compongono lo schema di decreto che adeguerà l'ordinamento italiano al Regolamento europeo e tra tali norme vi sono le disposizioni di coordinamento con le norme dell'ordinamento vigenti in materia di organizzazione dei controlli veterinari su prodotti e animali provenienti da Paesi terzi, che debbono essere effettuati dai posti di ispezione frontaliera.

Lo schema di Decreto legislativo attua poi le disposizioni relative ai controlli ufficiali necessari a prevenire l'introduzione deliberata nell'Unione di specie esotiche invasive; stabilisce gli obblighi degli importatori, disciplinando la procedura relativa alle formalità da espletarsi presso i punti di entrata, i posti di ispezione frontalieri e le dogane; contiene disposizioni in materia di misure ufficiali all'importazione.

Viene istituito l'elenco delle specie esotiche invasive di rilevanza nazionale, in linea con quanto previsto dal regolamento europeo.

Gli esemplari delle specie esotiche invasive non possono essere introdotti o fatti transitare nel territorio nazionale, detenuti, allevati o coltivati, trasportati, venduti o immessi sul mercato, utilizzati, ceduti a titolo gratuito o scambiati, posti in condizione di riprodursi, rilasciati nell'ambiente.

Sarà il Ministero dell’Ambiente, in quanto autorità competente, ad identificare –con il supporto tecnico dell'ISPRA e in collaborazione con i Ministeri interessati, le regioni e le province autonome – i vettori che richiedono le menzionate azioni. Il Piano dovrà rispettare i ermini e dei contenuti previsti all'articolo 13 del regolamento europeo.

Agli articoli 8 e 9, lo schema di decreto regola l'istruttoria per il rilascio dei permessi in deroga ai divieti e stabilisce la procedura relativa alla conclusione positiva dell'istruttoria. L'istruttoria per il rilascio delle autorizzazioni e la procedura relativa alla conclusione positiva dell'istruttoria sono disciplinate dall’articolo 9 del regolamento.

Vine istituito il Registro di detenzione degli esemplari delle specie esotiche invasive e agli obblighi dei soggetti autorizzati o a cui sono stati rilasciati permessi ai sensi del provvedimento in esame. Previste inoltre disposizioni in materia di accessi ed ispezioni agli impianti autorizzati.

L'articolo 14 contiene norme specifiche relative ai giardini zoologici ed agli orti botanici. Il decreto introduce anche le tariffe per la copertura delle spese relative alle procedure finalizzate al rilascio dei permessi e delle autorizzazioni previsti e all'espletamento dei controlli presso gli impianti autorizzati.

I detentori di esemplari di specie esotiche invasive avranno l'obbligo di farne denuncia al Ministero entro 180 giorni, dall’entrata in vigore del provvedimento, al fine di accertare il numero e le specie di esemplari presenti nel territorio della Repubblica.

Sono previste disposizioni transitorie per i proprietari di animali da compagnia tenuti per scopi non commerciali, attuando quanto disposto dall'articolo 31 del regolamento. Infine, i detentori di scorte commerciali di esemplari di specie esotiche invasive, acquisiti prima della loro iscrizione nell'elenco dell'Unione o nell'elenco nazionale, sono autorizzati a tenerli e trasportarli a scopo di vendita o trasferimento agli istituti autorizzati, entro il termine massimo di due anni dalla suddetta iscrizione.

Queste le specie esotiche invasive

La Commissione ha elencato le seguenti specie esotiche invasive di "rilevanza unionale" (il danno che causa negli Stati membri in cui è presente è di entità tale da giustificare l’adozione di apposite misure applicabili in tutta l’Unione, anche negli Stati membri ancora indenni e persino in quelli che si presume restino tali):

Baccharis halimifolia L, Cabomba caroliniana Gray, Callosciurus erythraeus Pallas, Corvus splendens Viellot,, Eichhornia crassipes (Martius) Solms, Eriocheir sinensis H. Milne Edwards,  Heracleum persicum Fischer, Heracleum sosnowskyi Mandenova, Herpestes javanicus É. Geoffroy Saint-Hilaire, Hydrocotyle ranunculoides L. f., Lagarosiphon major (Ridley) Moss, Lithobates (Rana) catesbeianus Shaw, Ludwigia grandiflora (Michx.) Greuter e Burdet, Ludwigia peploides (Kunth) P.H. Raven, Lysichiton americanus Hultén e St. John, Muntiacus reevesi Ogilby, , Myocastor coypus Molina, , Myriophyllum aquaticum (Vell.) Verdc., Nasua nasua Linnaeus, Orconectes limosus Rafinesque, Orconectes virilis Hagen, Oxyura jamaicensis Gmelin,, Pacifastacus leniusculus Dana, Parthenium hysterophorus L., Perccottus glenii Dybowski, , Persicaria perfoliata (L.) H. Gross (Polygonum perfoliatum L.), Procambarus clarkii Girard, ,Procambarus fallax (Hagen, f. virginalis, Procyon lotor Linnaeus, , Pseudorasbora parva Temminck e Schlegel,  Pueraria montana (Lour.) Merr. var. lobata (Willd.) (Pueraria lobata (Willd.) Ohwi), Sciurus carolinensis Gmelin, Sciurus niger Linnaeus, Tamias sibiricus Laxmann, Threskiornis aethiopicus Latham,, Trachemys scripta Schoepff, , Vespa velutina nigrithorax de Buysson.

CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento
Per favore inserisci il tuo nome