La disidratazione artificiale permette di ridurre le perdite

disidratazione artificiale
Impianto di disidratazione.
Da Scolari (Brescia) il nuovo impianto con tappeti forati mobili.

La disidratazione artificiale dell’erba consente di ridurre enormemente le perdite qualitative e quantitative dei tradizionali metodi di conservazione, quali la fienagione e l’insilamento.

Anche in condizioni meteorologiche favorevoli, la trasformazione dell’erba in fieno riduce il valore nutritivo del prodotto di circa il 25-30%, perdite che in condizioni sfavorevoli possono raggiungere il 60-70%. Si deve inoltre calcolare che il calo nutritivo globale si affianca a notevoli perdite di proteine (dal 30 al 50%), di caroteni (dal 60 all’80%) e di tocoferoli (oltre il 90%).

È comprensibile allora l’interesse per le attrezzature che consentono una completa disidratazione indipendentemente dalle condizioni climatiche.

L’impianto in Francia. La Scolari srl a Paderno Franciacorta (Brescia) è una delle ditte italiane che nell’ambito del settore disidratazione ha realizzato numerosi impianti a bassa temperatura, basati sul sistema di tappeti forati mobili abbinati a un sistema di rimozione meccanica unica nel suo genere.

Nel settore dei foraggi la Scolari ha realizzato nel 2017 un impianto a Verdille in Francia che permette di aumentare in maniera ragguardevole le performance delle proprie attrezzatture, sia in termini di produttività oraria che di qualità del prodotto finale.

Trattasi di un impianto composto da un alimentatore a piano inclinato che riceve direttamente il foraggio dai carri di raccolta e lo distribuisce su un tappeto superiore di pre-essiccazione. Da qui il foraggio preriscaldato viene scaricato sul tappeto inferiore per l’essiccazione finale e per essere raffreddato prima della pressa imballatrice.

La capacità produttiva. La gestione dell’impianto è totalmente automatica ed è gestita da un quadro elettrico con Plc e da un apposito software.

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una caldaia alimentata a balloni di paglia.

Nel caso specifico il gruppo generatore di calore è predisposto con uno scambiatore alimentato con acqua calda a 150 °C prodotta da caldaia alimentata con balloni di paglia. La capacità produttiva dell’impianto varia in funzione dell’umidità iniziale del foraggio e, quando le condizioni climatiche lo permettono, il foraggio viene fatto sostare qualche ora al sole per diminuirne l’umidità iniziale. La produzione oraria di foraggio secco varia da 2,5-3 ton/h con umidità iniziale del 65% a 8 ton/h con una umidità iniziale del 25%.

L’essiccazione è ottenuta con un sistema a tappeti forati mobili sui quali è prevista una sola rimozione sul tappeto inferiore. Questo garantisce che la qualità del foraggio secco e delle foglie sia completamente salvaguardata. Il foraggio essiccato all’umidità finale desiderata è imballato con una pressa imballatrice e trasportato al magazzino.

La temperatura di lavoro dell’impianto è di 100-120 °C nell’aria di essiccazione, mentre la temperatura massima raggiunta dal foraggio è di 40-45 °C nella parte finale prima del raffreddamento, per garantire il mantenimento degli elementi termosensibili come il carotene e tocoferoli. La capacità evaporativa dell’impianto è prevista in 3.500 kg/h di acqua.

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Il foraggio umido in entrata all’impianto di disidratazione.

In funzione tutto l’anno. Gli impianti per la disidratazione del foraggio sono solitamente utilizzati 2.000-2.500 ore all’anno in funzione della zona e del numero di tagli annuali. A differenza degli altri, l’impianto realizzato dalla Scolari a Verdille prevede che nelle rimanenti 5.500 ore/anno sia utilizzato per essiccare anche altri prodotti sfusi o pulverulenti, per ciascuno dei quali sono state inserite, nel programma del Plc, pagine specifiche con i relativi parametri di gestione dell’impianto.

Infatti, finita la campagna di raccolta del foraggio 2017, l’impianto è stato sfruttato per essiccare scarti di girasole, cippato, segatura, lavanda, vinaccioli, ecc.

Per informazioni:

SCOLARI SRL

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