“Grano Armando”, il successo continua

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    Grano Armando
    Remunerazione sempre più elevata della Borsa di Foggia

    La bontà di un progetto emerge nelle difficoltà, quando chi è veramente convinto del suo valore offre le “spalle” per sostenerlo. Se, quindi, in un’annata durogranicola atipica come è stata la 2014-15 per le forti oscillazioni del prezzo di mercato, 584 aziende hanno aderito al patto di filiera “Grano Armando” della De Matteis Agroalimentare di Flumeri (Av), significa che è chiara a molti agricoltori l’opportunità di investire fiducia nella filiera organizzata, poiché questa realizza gli interessi di tutti i suoi segmenti. Certo, 584 aziende agricole sono il 62% delle 940 dell’annata 2013-14 (tab. 1), poiché le altre si sono fatte attrarre dalle sirene del prezzo di mercato del grano duro impennatosi a 40 €/q a ottobre 2014 ma poi declinato rapidamente fino a tornare, a maggio 2015, a 28 €/q. Tuttavia un importante zoccolo duro ha coltivato 7.950 ha, ha prodotto, malgrado il pessimo andamento climatico, 24.444 t, per l’84,5% ha rispettato in pieno il disciplinare di produzione e ha ottenuto per il 39% un contenuto in proteine fra il 13,5% e il 14,5% e per il 47% superiore al 14,5%. La sua resistenza a prezzi illusori e avversità conferma che le radici del progetto “Grano Armando” sono ben solide.

     

    IncontrArmando, quinta edizione

    Con tali considerazioni il presidente della De Matteis Agroalimentare, Armando De Matteis, ha introdotto la quinta edizione di “IncontrArmando”, l’evento annuale organizzato dalla società pastaia irpina nel proprio stabilimento per incontrare tutti i protagonisti del progetto di filiera integrata, rinnovare gli impegni condivisi con centinaia di agricoltori, decine di stoccatori e i partner tecnici Syngenta Italia e Coseme e presentare infine il nuovo contratto di filiera per l’annata 2015-16.

    «Il patto di filiera fra agricoltori e industria accresce il valore del vostro e nostro lavoro e offre ai consumatori un prodotto sano, buono e di provenienza al 100% italiana. È un patto senza precedenti, proprio perché basato sulla reciproca collaborazione. E per rafforzarlo ancora esorto a seguire con maggiore impegno il disciplinare di produzione. Al di là delle esitazioni di alcuni, il futuro è dalla parte di chi aderisce al patto, l’orizzonte del “Grano Armando” è sereno!».

    La novità del patto di filiera “Grano Armando” sta nell’aver stimolato gli agricoltori a produrre qualità, mentre prima coltivavano grano duro per ottenere un prodotto di massa e venderlo al miglior offerente, ha sottolineato Luigi Toriaco, Field Crop Expert Cereals Syngenta Italia.

     

    Ogni novità ha bisogno di tempo

    «Naturalmente ogni novità ha bisogno di tempo per essere apprezzata in pieno. La campagna 2014-15 è stata segnata a inizio autunno da un forte rialzo delle quotazioni del grano duro che ha illuso alcuni produttori e li ha spinti a disertare il patto e i suoi oneri: ma alla mietitrebbiatura si sono ritrovati con lo stesso prezzo basso di settembre! A parte questo, la campagna è decorsa nel segno dell’instabilità climatica e di un’estrema difficoltà per la gestione dei mezzi tecnici: semine condizionate a Foggia e altrove in Puglia da scarse precipitazione autunnali e sul Tirreno da piogge abbondanti; piovosità elevata tra fine gennaio e marzo, con forti escursioni termiche, ristagni e stress della coltura, che presentava l’apparato radicale superficiale e non ben sviluppato, per ritornare di nuovo scarsa da aprile a giugno; difficoltà a effettuare gli interventi agronomici, diserbo e concimazioni realizzati in ritardo e rapidamente, con negative conseguenze sia sull’assorbimento dell’azoto, e quindi sulle rese, sia sull’utilizzo dei diserbanti, la cui attività è stata parziale; infine alla granigione, quando le spighe si riempiono, le temperature alte hanno causato in Puglia e Molise la dannosa “stretta”».

     

    Risultato migliori di quelli nazionali

    Eppure, ha rilevato Toriaco, malgrado l’andamento climatico avverso, gli agricoltori della “Comunità Armando” hanno raggiunto risultati nettamente migliori di quelli medi nazionali. «In primo luogo la superficie media aziendale coltivata a Filiera Armando è salita da 10,08 ha della precedente annata a 13,60 ha (+35%), segno che le aziende grosse, gestite con criteri imprenditoriali, hanno voluto continuare a partecipare con impegno a questo progetto. Poi i risultati medi in campo sono stati veramente ottimi: 34,70 q/ha la resa e 14,20% il contenuto in proteine, contro una media nazionale pari, rispettivamente, a 34 q/ha e 12,6%. Inoltre l’84,5% degli agricoltori che hanno rispettato il disciplinare ha ottenuto l’aumento medio delle proteine dell’1,4% e della produzione fra un minimo del 10% e un massimo del 25%, mentre il 96% di essi ha superato il 13,5% di proteine. Insomma, malgrado tutto, per il patto di filiera “Grano Armando” il successo continua».

    Di fronte a un mercato volatile come quello del grano duro negli ultimi tempi, con oscillazioni di prezzo tanto più elevate quanto più i periodi di volatilità sono stati brevi, l’agricoltore, ha ricordato il responsabile acquisti grano duro della De Matteis Agroalimentare, Francesco Capozio, presentando le condizioni economiche del contratto di filiera per l’annata 2014-15 (tab. 2), può seguire o una scelta tattica, basata sul prezzo di mercato, oppure una scelta strategica, fondata sull’analisi costi/benefici.

    Una scelta irrazionale

    «Nel primo caso decide in funzione del prezzo di mercato alla semina, ma, anche se esso è superiore al prezzo massimo garantito dal contratto di filiera, è una scelta irrazionale, perché alla semina non conosce quale sarà il prezzo alla mietitrebbiatura o dopo, cioè all’epoca della presumibile vendita. Invece con la scelta strategica l’agricoltore valuta la garanzia del prezzo minimo garantito quale incentivo a investire nella corretta tecnica agronomica, se il prezzo è superiore al prezzo minimo garantito sa già che avrà una premialità rispetto al prezzo di mercato, è consapevole che il tetto del prezzo massimo garantito è la copertura assicurativa che “paga” qualora il mercato dovesse aumentare in maniera “anomala”. Da luglio 2011 la remunerazione del Grano Armando è stata pressoché sempre superiore alla quotazione della borsa merci di Foggia (fig. 1): per l’agricoltore il patto di filiera si è quindi dimostrato negli anni un ottimo strumento per tutelarsi dalla volatilità del prezzo».

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