Grappoli più vigorosi con l’estratto di alghe

grappoli uva
Renzo Catellan, responsabile tecnico del Gruppo Zanchetta
Partnership istituzionale al Congresso nazionale

30Acini più turgidi e densi che compongono grappoli d'uva esplosivi per salute e contenuti di zuccheri, antociani e polifenoli. Questi i risultati ottenibili in campo grazie alle applicazioni di Phylgreen di Tradecorp, soluzione rivoluzionaria a base di estratti di Ascophyllum nodosum, alga oceanica raccolta sulle coste irlandesi e ricca di una molteplicità di fattori nutrizionali e biostimolanti.

Il segreto della superiorità tecnica di Phylgreen risiede nelle modalità di raccolta, di estrazione e di formulazione delle differenti frazioni utili, fasi queste che avvengono a freddo e nel massimo rispetto del materiale vegetale processato (Gentle Extraction). Ciò consente di preservare al meglio ogni grammo delle sostanze ad azione biostimolante e nutrizionale, affinché vengano poi trasferite da Phylgreen alle colture.

Su vite, le basi per la massima produttività vengono già poste nella fase di pre-fioritura, quando le piante si apprestano a fissare i propri limiti produttivi quanto a numero di grappoli e di acini.

Infatti, questi dovranno risultare in equilibrio con la massa fogliare fotosintetizzante, al fine di ricevere i corretti apporti di linfa e nutrienti. Tali equilibri è bene vengano rispettati, al fine di non sbilanciare la coltura con un eccessivo vigore vegetativo o, al contrario, con una chioma insufficiente per alimentare i grappoli stessi.

La produttività finale delle piante è cioè un delicato gioco fra quantità e qualità, raggiungibile solo attraverso il sostegno ottimale dei grappoli nella loro fase di formazione e di successivo sviluppo.

Più produzione e qualità

Phylgreen è la soluzione perfetta in tal senso, proprio perché apporta alla coltura una serie articolata di sostanze nutritive e biostimolanti che la mettono in grado di massimizzare le produzioni e la qualità delle medesime, senza rischiare squilibri nel medio periodo. Applicato per via fogliare a dosi fra 1 e 2 litri per ettaro, Phylgreen permette di esaltare tutti i processi biochimici coinvolti dapprima nella fioritura, poi nell’allegagione e nel successivo sviluppo degli acini, innalzandone il peso finale e, soprattutto, i contenuti di elementi preziosi per la qualità ottenibile in cantina nella fase di vinificazione.

Tra i diversi vantaggi che Phylgreen apporta alla coltura, spiccano soprattutto la riduzione dell’incidenza negativa degli stress ossidativi, grazie al contenuto di antiossidanti naturali come polifenoli, vitamine e pigmenti, come pure la stimolazione della sintesi delle fitoalessine, sostanze anch’esse naturali che concorrono a rendere le piante meno suscettibili agli attacchi delle patologie.

Da prove condotte in collaborazione con l’Università di Perugia è stato appurato come l’uso di Phylgreen tra la pre-fioritura e l’ingrossamento degli acini permette di elevare del 12% il loro peso medio e del 13% quello dei grappoli.

Incremento del 15%

Complessivamente, l’incremento produttivo medio è stato del 15%. Anche in termini di qualità le uve trattate con Phylgreen hanno mostrato una marcia in più, annoverando un aumento pari a 73 grammi per ceppo in zuccheri, affiancato da un +181 grammi per ceppo di antociani e un +250 grammi per ceppo di polifenoli.

«Phylgreen fatto in pre-fioritura su varietà Prosecco, mi assicura un’ottima allegagione riducendo sensibilmente il problema dell’acinellatura – spiega Renzo Catellan, responsabile tecnico del Gruppo Zanchetta – su Pinot e altri vitigni a grappolo compatto, Phylgreen applicato nella fase da grappoli separati fino alla fioritura, oltre a migliorare la fertilità dei fiori e l’allegagione, stimola la crescita con conseguente maggiore estensione del rachide; ottengo grappoli più grandi e riduco così il problema della compressione degli acini.

grappoli d'uvaPhylgreen fatto nel periodo precedente la maturazione, aumenta sensibilmente il grado zuccherino – precisa Catellan – Phylgreen è un prodotto molto interessante che non delude mai le mie aspettative, anche quando lo impiego nei momenti di stress della coltura (ritorni di freddo, alte temperature, siccità), i risultati che ottengo sono sempre molto evidenti».

Per informazioni:

TRADECORP

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