Gallinella (M5S): «Sulla Xylella sono stati commessi molti errori»

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Filippo Gallinella, presidente della Commissione Agricoltura della Camera assieme agli altri deputati visita i campi sperimentali
Il batterio killer sotto la lente della Commissione Agricoltura. Una delegazione visita gli oliveti distrutti e i campi sperimentali nel Salento. L’assessore Di Gioia: «Dal Governo serve più chiarezza sugli abbattimenti»

«Sono stati commessi molti errori, il batterio è stato sottovalutato, la nostra indagine serve a capire le cause».

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Filippo Gallinella intervistato dalle televisioni locali

Con queste parole il presidente Filippo Gallinella spiega lo spirito con cui la Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati ha avviato l’Indagine conoscitiva sulla emergenza legata alla diffusione del batterio Xylella fastidiosa in Puglia. Lo stesso spirito che anima, al termine delle audizioni di organizzazioni agricole, docenti e ricercatori esperti e così via, la visita di una delegazione di parlamentari della Commissione – guidata dall’assessore regionale all’Agricoltura,

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I commissari in visita negli oliveti salentini

Leonardo di Gioia – direttamente negli oliveti del Salento infestati e distrutti dal batterio.

«Dobbiamo dimostrare di saper fermare la malattia»

«La Commissione all’unanimità ha preso a cuore questa vicenda, perché al momento non c’è cura per il batterio– dichiara Gallinella –. Quando, nel 2013, fu scoperto il patogeno, ci ha trovato tutti impreparati. Noi ora non vogliamo parlare di errori ma risolvere il problema e capire che quando c’è un’emergenza fitosanitaria il Paese non può trovarsi impreparato. È giusto che la ricerca faccia il suo corso, ma il problema è che gli olivicoltori nel frattempo non hanno reddito e questo è molto grave. Ci sono tentativi per far recuperare le piante, che però non sono ancora tornate in produzione. Questo significa che dobbiamo pensare a strumenti da mettere in campo per superare l’emergenza, trovare il modo per far ripartire le aziende, anche con misure del Psr. Da un lato dobbiamo dimostrare all’Ue di saper fermare la malattia e impedirne l’avanzata. Dall’altro, invece, va cercata una strategia per rilanciare il territorio».

Da Tormaresca a Nachiro, le aziende visitate

Numerose  le aziende olivicole visitate. A Torchiarolo le aree interessate dagli espianti nel 2015, in particolare quelle di proprietà di Tormaresca. Poi l’area del primo focolaio, a Gallipoli. A Caprarica, presso l’azienda Nachiro di Pantaleo Greco, i campi dove è stata impiantata la varietà Fs-17 (Favolosa), resistente a Xylella. A Lequile, presso l’azienda di Sandro Ingrosso, per poi rientrare a Brindisi per un incontro negli uffici regionali sulle azioni attivate dalla Regione.

Sovrainnesti con Fs-17, la soluzione più promettente

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3. Giovanni Melcarne spiega la tecnica del sovrinnesto ai commissari

A Presicce la delegazione ha visitato i campi di innesti di Giovanni Melcarne, olivicoltore presidente del Consorzio Dop Terra d’Otranto che da anni, con l’aiuto del Cnr-Istituto per la protezione sostenibile delle piante (Ipsp), dell’Università di Bari e del Centro di ricerca, sperimentazione e formazione in agricoltura (Crsfa) “Basile Caramia” di Locorotondo (Ba), sta testando la tolleranza/resistenza di centinaia di varietà di olivo al batterio Xylella fastidiosa subsp. pauca ceppo ST53 mediante la tecnica del sovrainnesto su migliaia di piante secolari infette, per redigere una scala di tolleranza/resistenza quanto più esaustiva possibile (la varietà Leccino e la Fs-17 hanno già mostrato in campo un’interessante resistenza).

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Un esempio di risultato positivo della tecnica del sovrinnesto

Una strategia anti-Codiro, basata sullo sfruttamento della biodiversità del germoplasma olivicolo, che ha allargato la propria indagine a numerosi semenzali spontanei sui quali si sta verificando l’immunità al batterio.

«Ci vorranno almeno due o tre anni per arrivare a definire scientificamente l’immunità di uno di questi semenzali, perché – rimarca Melcarne – è proprio l’immunità a Xylella che noi stiamo cercando e non la semplice resistenza o tolleranza».

Sovesci ad azione biofumigante?

A Galatone la delegazione ha visitato la Masseria Lo Prieno, dove è in corso il progetto sperimentale “Sistemi di lotta ecocompatibili contro il CoDiRO”, finanziato dalla Regione Puglia e che ha la società Merico srl come soggetto capofila. Dopo 18 mesi di cura, gli 84 olivi oggetto di sperimentazione, risultati positivi al batterio Xylella, hanno iniziato a dare le prime risposte.

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Margherita D’Amico illustra i primi risultati del progetto sperimentale finanziato dalla Regione Puglia

Ma servono almeno altri 18 mesi per capire se c’è scientificità in questo metodo, sottolinea la responsabile scientifica del progetto, Margherita D’Amico, ai commissari in visita. «I risultati sono molto preliminari, al momento ci hanno mostrato che le piante hanno ricominciato a vegetare già con la potatura, eliminando tutto il secco ed evitando di fare tagli drastici. Tutte le ferite sono state trattate con solfato di rame, presidio che ha attività batteriostatica e fungicida. Abbiamo poi provato a verificare se ci sono effetti sovesciando piante come i mugnuli (brassicacea tipica salentina, probabile progenitore del cavolo broccolo) e il favino, leguminosa azotofissatrice che incrementa l’azoto nel terreno. Abbiamo sperimentato, infine, l’efficacia di un fertilizzante a base di letame bovino fresco fermentato con aggiunta di cenere, lievito, saccarosio e siero di latte. Il trattamento al momento rivelatosi più efficace è quello in cui si è trattato il terreno sovesciando i mugnuli».

Mipaaft-Cultura, divergenze sui monumentali

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Leonardo Di Gioia

Così conclude l’assessore di Gioia: «La Regione Puglia chiede che a fronte della necessità di fare gli abbattimenti, che scaturisce dal ministero che ce lo chiede e dall’Europa che ce lo impone, non ci siano altri ministeri a rallentare la possibilità di adempiere. È paradossale che mentre il ministero dell’Agricoltura ci chiede di abbattere gli alberi, il ministero della Cultura ci chieda di fare conferenze dei servizi sugli alberi monumentali malati».

 

 

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