Unasco chiede l’attuazione immediata del Piano olivicolo nazionale

    Piano olivicolo nazionale
    L'appello al governo del Consorzio italiano dei coltivatori e produttori olivicoli. A rischio una produzione che è un fiore all'occhiello del made in Italy e sempre più coltivatori si vedranno costretti ad abbandonare gli uliveti.

    «La campagna olivicola 2017 rischia di passare alla storia come quella dei paradossi: qualità migliore, quantità ridotta, attacchi coordinati contro le produzioni italiane di qualità con offerte capestro e campi olivetati a rischio abbandono. Le incertezze degli ultimi anni, le passate campagne olivicole con produzioni bassissime e l'incapacità del governo a difendere un prodotto italiano di qualità disattendendo finora il contenuto del Piano olivicolo nazionale, rischiano di creare la tempesta perfetta, a danno del paese, dei produttori e dei cittadini», rileva il Consorzio italiano dei coltivatori e produttori olivicoli (Unasco).

    «Come in borsa, l'eccesso di ribasso è sempre il sintomo di speculazioni in atto e di una rottura delle leggi sane di mercato. È quel che sta accadendo per l'olio extravergine di oliva in queste settimane, con players internazionali che propongono agli olivicoltori l'acquisto di olio extravergine di oliva di alta qualità a un prezzo che non copre nemmeno il costo di produzione, facendo leva sulla disperazione dei produttori, reduci da anni di crisi del settore», sottolinea il presidente Unasco Luigi Canino, ad avviso del quale «la situazione che, a diversi livelli, impatta su oltre 900mila olivicoltori italiani è ascrivibile a una sottovalutazione del problema da parte del governo che non ha dato ancora attuazione al Piano olivicolo nazionale, atteso da anni da tutta la filiera, varato già nel mese di marzo 2016, ma ancora inapplicato. In particolare, la mancata attuazione dei percorsi per un accesso al credito e di strumenti di tutela per la produzione, espongono gli olivicoltori all'essere strozzati dalla sofferenza economica e ad essere così esposti a proposte di acquisto dell'olio al di sotto delle sole spese di produzione. Una condizione che mette in ginocchio il settore, fiore all'occhiello del made in Italy, e rischia di spingere sempre più i coltivatori ad abbandonare gli uliveti», evidenzia ancora Canino. Per questa ragione Unasco chiede «un immediato segnale al governo e in particolare al Mipaaf per dare attuazione al piano e chiederà, in vista dell'appuntamento elettorale per il rinnovo di Camera e Senato, un impegno scritto ai candidati di tutti gli schieramenti sulla difesa di uno degli asset più nobili e preziosi del made in Italy e dell'identità italiana, in difesa dei produttori e del diritto dei cittadini italiani e dei consumatori internazionali, di poter avere un olio sicuro e dalle qualità nutraceutiche riconosciute scientificamente come uniche al mondo».

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