Barbabietola, strategie per limitare la cercospora

Alcune soluzioni si sono rivelate particolarmente incisive

Negli ultimi anni si è riscontrata nell’Italia del Nord la presenza di popolazioni di C. beticola resistenti alle strobilurine, tale circostanza ha determinato la necessità di disegnare nuove strategie che mantenessero una buona attività nei confronti della cercosporiosi.

Le soluzioni individuate nel 2014 hanno ottenuto risultati molto soddisfacenti nonostante che la malattia, pur apparsa in ritardo, si sia presentata dalla metà di luglio in avanti in maniera particolarmente virulenta. Il successo della difesa è dipeso dall’utilizzo alternato di prodotti a differente meccanismo d’azione, quali clorotalonil e sali di rame (di copertura) e tiofanate-metile (ad azione sistemica) rivelatosi particolarmente incisivo quando inserito nel secondo intervento.

Alla luce di tali risultati anche quest’anno si propongono linee di intervento analoghe, schematizzate nella tabella 2. È bene tenere presente però che, mentre per quel che riguarda il clorotalonil il formulato Clortosip 500 SC è appena stato registrato per la barbabietola da zucchero per il tiofanate -metile (Enovit-metile FL) si è ancora in attesa di autorizzazione sia per l’estensione di etichetta che per l’utilizzo straordinario per la campagna 2015. Sempre dall’attività sperimentale svolta nel 2014 si sono ricavati i livelli di efficacia dei principali fungicidi disponibili contro cercospora e oidio.

I modi e i tempi corretti

Naturalmente una buona strategia, per essere tale, non può basarsi esclusivamente sull’attività fungicida ma deve essere applicata nei modi e nei tempi corretti. A questo riguardo si ricorda in particolare l’importanza di avere le barre irroratrici correttamente tarate e mantenute, di trattare con foglie erette e di intervenire tempestivamente alla comparsa della malattia e di proseguire regolarmente con intervalli ridotti fino a 15 giorni nel caso di piogge significative. Il momento di intervento è legato infatti ad aspetti climatici in quanto l’umidità relativa e la temperatura registrate soprattutto nelle ore notturne determinano i momenti favorevoli allo sviluppo della malattia. In particolare è opportuno che il primo intervento avvenga durante il periodo di incubazione che intercorre prima dell’insorgenza delle macchie sulle foglie.

Il modello previsionale

Questo è ottenibile con il modello previsionale, predisposto da Beta, che si è rivelato negli ultimi 3-4 anni capace di individuare efficacemente tali tempi di intervento ed è a disposizione della filiera affinché i produttori possano essere allertati. Beta ha anche implementato tale modello nel proprio Sistema di Supporto Decisionale on line che si avvale dei dati meteo di una vasta rete di stazioni dislocate nei comprensori di Pontelongo e Minerbio e al quale si può accedere gratuitamente tramite registrazione attraverso l’homepage del sito www.betaitalia.it. In questo modo sarà possibile seguire in tempo reale, anche da smartphone e tablet, l’andamento presunto della cercosporiosi nonché le allerte relative alle nottue defogliatrici e alle situazioni di stress idrico (quest’ultimo solo per gli iscritti anche al servizio Irriframe - www.irriframe.it).

 

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