Conserve di pomodoro, un’eccellenza tutta italiana

    conserve di pomodoro
    passata di pomodoro
    L’Italia, secondo i dati forniti da Anicav, è il terzo trasformatore mondiale dopo gli Usa e poco distante dalla Cina, che con i suoi 5,6 milioni di tonnellate, nel 2017 ha nuovamente incrementato le quantità trasformate, dopo la flessione del 2016.

    Nel corso dell’annuale assemblea dell’Anicav che riunisce i conservieri italiani e che si è tenuta a Napoli, è stato affermato che il comparto delle conserve di pomodoro costituisce una delle eccellenze dell’industria alimentare italiana e riveste un ruolo trainante dell’economia nazionale: stiamo parlando, infatti, di una, se non della più importante filiera italiana dell’ortofrutta trasformata sia in termini di fatturato che in termini di quantità prodotte.

    I numeri riportati nella relazione Presidente di Anicav Antonio Ferraioli confermano il buon andamento del settore in quanto nella campagna 2017 le aziende italiane, a fronte di circa 65.000 ettari messi a coltura, hanno trasformato 5,26 milioni di tonnellate di pomodoro – una quantità in linea con quella lavorata nel 2016 – con aumento del 6,6% nel Bacino Centro Sud e una riduzione del 4% nel Bacino del Nord.

    L’Italia, secondo i dati forniti da Anicav, è il terzo trasformatore mondiale di pomodoro dopo gli Usa e poco distante dalla Cina, che con i suoi 5,6 milioni di tonnellate, nel 2017 ha nuovamente incrementato le quantità trasformate, dopo la flessione del 2016. In particolare l’Italia  rappresenta il 14% della produzione mondiale pari a 37,4 milioni di tonnellate e il 47% del trasformato Ue, con un fatturato totale di oltre 3 miliardi di euro.

    Non va altrettanto bene sul piano dei consumi interni che nel periodo settembre 2016/settembre 2017 hanno visto la prosecuzione della contrazione di quote di mercato con una riduzione dell’1,9% in valore, cui è corrisposta una leggera ripresa in volume. Sul fronte dell’export, dopo le buone performance degli anni scorsi – che sono state utili a bilanciare il calo dei consumi interni nel periodo di crisi – i dati relativi ai primi otto mesi dell’anno fanno registrare segni negativi sia in volume calato del 6% che in valore calato del 7,1%. Il mancato export si registra soprattutto verso l’Europa con un calo del 7,9% e in particolare verso la Germania con un calo del 18,2%, oltre ad una riduzione di circa il 20% delle esportazioni verso l’Africa.

    L’assemblea dell’Anicav ha espresso apprezzamento per il recente decreto ministeriale che introduce l’obbligo di indicazione dell’origine del pomodoro per i prodotti conservieri auspicando però che tale norma venga adottata a anche a livello comunitario per uniformare la normativa e renderla più efficace. Infatti il presidente ha affermato «In attesa che l’Unione europea disciplini la materia, confidiamo in una rapida adozione del decreto, che consentirà di porre un argine alle speculazioni sterili e strumentali che la nostra industria ha subito e continua a subire sulla leggenda del pomodoro cinese sulle tavole degli italiani».

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