Frutta estiva, Fruitimprese prevede una campagna “normale”

    frutta estiva
    Il gelo dei giorni scorsi non dovrebbe avere danneggiato i frutteti emiliano-romagnoli, ad eccezione degli albicocchi.

    «Per quanto riguarda le basse temperature e il maltempo dei giorni scorsi – afferma Giancarlo Minguzzi, presidente di Fruitimprese Emilia-Romagna - si sono evidenziati danni su diversi impianti di ortaggi invernali (carciofi, cavoli, broccoli, finocchi) mentre per i frutteti, dove erano in risveglio vegetativo e in molti casi già fioriti, si registrano danni sicuramente nelle albicocche precoci in tutta Italia e in qualche varietà precoce di nettarine nel sud Italia. Dalla Spagna si registrano danni sulle varietà precoci nel sud. Per il resto in Romagna le gemme erano ancora ben chiuse per cui se non succede altro si può pensare ad un raccolto normale, ma non abbondante come nel 2017».


    La prossima campagna estiva potrebbe essere migliore di quella, insoddisfacente, del 2017. «Infatti – spiega Minguzzi – durante Fruit Logistica a Berlino abbiamo riscontrato un deciso interesse per i prodotti estivi italiani da parte delle maggiori catene europee. Interesse dovuto,  dicevano, ad una scarsa qualità del prodotto estivo spagnolo durante tutta l’estate scorsa. Tutto ciò ci fa ben sperare per la prossima stagione 2018».

    Circa la campagna della frutta invernale ancora in corso, Minguzzi spiega che «il prodotto che registra le migliori performance è quello delle mele. Infatti la grande mancanza iniziale di produzione (meno 30-40%)  si fa sentire a suon di aumenti di prezzi. L’andamento delle pere invece è costante ma occorre fare i conti con il degrado di qualche partita di scarsa qualità che rischia di inquinare il mercato al ribasso. In questo finale di campagna pere c’è un 50% di prodotto di calibro piccolo che denuncia problemi di conservazione. Inoltre il destoccaggio è lento e stanno arrivando le prime partite di prodotto da Oltremare, per cui la situazione di mercato potrebbe farsi complicata».

    Stessa cosa per il kiwi. «Già il raccolto 2017 è stato inferiore al normale di un buon 30%, poi il decumulo non è stato sufficiente, causa prezzi alti. Al 15 febbraio le giacenze erano dell’11% inferiori allo stesso periodo del 2017. Quello che si può dire con certezza è che non ci possiamo aspettare aumenti di prezzo da adesso a fine campagna».

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