Gli agrumicoltori siciliani lanciano un sos alla Regione

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    E la Cia ha chiesto al ministro Martina di recarsi in Sicilia per verificare lo stato di crisi. L’11 gennaio a Roma si terrà il tavolo del settore agrumicolo convocato dal Mipaaf.

    «Fare valere la condizione di insularità, attivarsi per un decreto sulla tracciabilità in etichetta del prodotto trasformato, spingere politicamente per un Piano nazionale di settore in cui la Sicilia sia capofila, maggiori barriere fitosanitarie per i prodotti importati, una maggiore formazione alla cooperazione, un piano di comunicazione istituzionale per sostenere le produzioni di eccellenza e, in generale, la creazione di un marchio di Qualità sicura Sicilia per le produzioni agrumicole che non rientrano nelle Dop e Igp».

    Sono queste alcune delle richieste avanzate da una delegazione del Distretto agrumi di Sicilia all’assessore all’agricoltura della Regione Sicilia, Edy Bandiera, al quale è stato lasciato un documento riepilogativo sulle azioni che si ritengono necessarie a sostenere il comparto. La Cia ha chiesto al ministro Maurizio Martina di recarsi in Sicilia per prendere atto della crisi del settore agumicolo e per cercare di risolvere la questione che coinvolge il territorio orientale e in particolare la Piana di Catania tra il versante siracusano e le propaggini degli Erei, colpita duramente da avversità atmosferiche, siccità oltre che dal virus Tristeza.

    Al momento le problematiche che riguardano il sistema nel complesso si incentrano in particolare sui livelli occupazionali, anche dell’indotto e sull’economia agricola delle imprese a forte rischio. In questo contesto il Mipaaf ha organizzato per l’11 gennaio a Roma il tavolo del settore agrumicolo. La riunione è stata convocata per un confronto sull’andamento del mercato nazionale, sulle prospettive di breve e medio periodo e per condividere nuove azioni di contrasto alla crisi del settore. All’incontro parteciperanno i rappresentanti delle Regioni, delle organizzazioni agricole e delle organizzazioni dei produttori oltre alla grande distribuzione.

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