In crescita i consumi per l’asparago verde Igp

    verde Igp
    Sostenuti dalla tradizione locale, dalla valorizzazione del prodotto e dalla promozione. In aumento anche il prezzo. I dati emersi al convegno promosso a Ferrara dal consorzio dell’asparago Verde di Altedo Igp, in collaborazione con Cso Italy.

    A differenza di altri prodotti ortofrutticoli l’asparago non ha risentito della crisi dei consumi, facendo registrare in Italia, negli ultimi due anni, un incremento del 13% sugli acquisti al dettaglio, nel confronto tra il 2015 ed il 2016, e un ulteriore aumento del 2% del 2017 sul 2016, nel parziale gennaio/novembre. Questo quanto emerso al convegno promosso a Ferrara dal consorzio dell’asparago Verde di Altedo Igp, in collaborazione con Cso Italy; Altedo è un comune della provincia di Bologna.

    Convegno che si inserisce tra le iniziative del Consorzio Igp per far conoscere le peculiarità e le potenzialità del prodotto, dal punto di vista produttivo e commerciale.

    La distribuzione geografica delle coltivazioni di asparago italiane vede in testa la regione Puglia, con quasi il 50% delle superfici coltivate con varietà verde, seguita dal Veneto con il 18% delle superfici, investite prevalentemente nella produzione di varietà di colore bianco. Completano la classifica: Campania, con il 10%, Toscana e Lazio, entrambe con l’8%, e l’Emilia-Romagna con il 6%, tutte caratterizzate per il prodotto di colore verde.

    I relatori del convegno. Al centro Simona Caselli, assessore all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna.

    Vocazionalità

    Ha spiegato Tomas Bosi, dell’osservatorio di mercato di Cso Italy: «La produzione dell’asparago interessa molte regioni italiane, ma, al di là dei quantitativi prodotti nel nostro paese, esiste un riconoscimento della qualità legato alla forte vocazionalità del territorio, che vede l’Emilia-Romagna, insieme al Veneto, ai primi posti». Infatti l’Asparago Verde di Altedo Igp rappresenta la parte predominate del prodotto Igp di colore verde coltivato in Italia.

    «Se si osservano i consumi – ha proseguito Bosi – si può rilevare che non sembrano essere correlati alle zone di maggiore produzione, ma legati alle aree di maggiore tradizione, alla valorizzazione e alla promozione del prodotto».

    L’acquisto medio annuale per famiglia si pone mediamente a 2,3 kg, con un indice di penetrazione (numero di famiglie che hanno acquistato il prodotto durante l’anno), che è salito recentemente a quasi il 40%, questi dati presentano forti differenziazioni tra nord e sud Italia, che vede il nord consumare più prodotto rispetto al sud.

    Questo trend potrebbe essere motivato anche dalla maggior presenza, nei mercati locali del sud, di varietà spontanee della specie che, per loro natura, non partecipano alle statistiche delle varietà coltivate. Una tendenza in crescita anche per quanto riguarda il prezzo che, prendendo in considerazione l’ultimo biennio, si attesta sulla media di 3,40 €/kg.

    Distintività

    Sempre al convegno di Ferrara Gianni Cesari, presidente del consorzio dell’Asparago Verde di Altedo Igp, ha affermato: «Il consorzio di Tutela dell’Asparago Verde di Altedo Igp nasce nel 2003, con lo scopo di incrementare e valorizzare la produzione di questa coltura, studiare tecniche colturali e di commercializzazione atte a migliorare e salvaguardare le caratteristiche peculiari del prodotto e la sua tipicità. La produzione di asparago in Italia è molto concentrata sulla tipologia verde che peraltro è in crescita, l’Igp in questo contesto sarà lo strumento fondamentale per la distintività del prodotto».

    Il disciplinare di produzione

    Allo scopo di perseguire questi obiettivi, ha detto ancora Cesari, è in corso una richiesta di modifica al disciplinare di produzione dell’Asparago Verde di Altedo Igp, che riguarda principalmente l’aggiornamento delle varietà e degli aspetti legati al confezionamento e alla presentazione del prodotto.

    E Simona Rubbi di Cso Italy ha aggiunto: «È fondamentale un aggiornamento del disciplinare al fine di garantire una continuità della produzione. Produzione che, pur nel rispetto della tradizione e della tipicità, possa adattarsi anche alle nuove esigenze».

    Sul disciplinare è intervenuta anche Simona Caselli, assessore all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna: «l’Asparago verde di Altedo Igp è una coltura di notevole importanza a livello del nostro territorio e, a riconferma della attenzione dei produttori più evoluti agli aspetti qualitativi e della commercializzazione, sta aumentando in modo concreto la quantità di prodotto certificato. Ci sono sicuramente ulteriori margini di miglioramento; tuttavia la strada intrapresa è quella giusta. Siamo quindi pienamente disponibili a sostenere i produttori, con gli strumenti a nostra disposizione per migliorare ulteriormente gli aspetti qualitativi della coltura e il consorzio in tutte le iniziative necessarie per adeguare il Disciplinare di produzione alle esigenze della filiera».

    La grande distribuzione

    Il grande interesse che si sta sviluppando a riguardo dell’Asparago Verde di Altedo Igp è stato manifestato dalla presenza al convegno di esponenti della gdo, come Nicola Buoso, buyer ortofrutta di Conad: «Se oggi in ortofrutta il logo Sapori & Dintorni di Conad è una realtà riconosciuta lo dobbiamo anche, in parte, all’Asparago Verde di Altedo Igp, che è stato uno dei primi prodotti ad indossarne il marchio. Oggi, nella nostra catena distributiva, al di fuori delle zone limitrofe alle aree di produzione, il prodotto fatica ad entrare ed è poco riconosciuto. Vogliamo estendere a tutti i nostri clienti la possibilità di apprezzarne le qualità».

    A rappresentare Coop Italia, invece, l’intervento del responsabile reparto ortofrutta, Germano Fabiani: «Il mercato dell’asparago è in aumento, in un momento in cui aumentano i segmenti che comunicano maggiore valore aggiunto, come il biologico, l’Igp e la Dop. Da due anni abbiamo inserito l’Asparago Verde di Altedo Igp nella nostra linea Premium Fior Fiore e oggi registriamo un allargamento della clientela anche al di fuori dei confini del territorio Igp».

    L’innovazione varietale

    Al convegno si è proposto di inserire nel disciplinare di produzione dell’Igp sei nuove varietà:

    - Eros, elevati doti di produttività e stabilità produttiva, ma con precocità scarsa.

    - Giove, più adatto alla tipologia bianco, dimostra un carattere di precocità maggiore.

    - Vittorio, caratterizzato dalla produzione di turioni di grande pezzatura, con doti di produttività e precocità elevate.

    - Franco, mediamente. precoce, ma molto produttivo a inizio stagione.

    - Athos, che produce turioni molto omogenei per pezzatura, altamente precoce e produttivo.

    - Ercole, che si distingue per una stabilità produttiva molto elevata e per le marcate doti di precocità, produce turioni di diametri leggermente inferiori ai precedenti, ma molto omogenei.

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