Pomodoro da industria, biostimolanti utili nello stress da trapianto

    biostimolanti
    Analizzata la possibilità di usare idrolizzati proteici nel trapianto del pomodoro precoce. Buono l’effetto sulla fioritura e sull’allegagione, che ha determinato un raccolto del 30% maggiore rispetto al testimone non trattato.

    L’impiego dei biostimolanti è una pratica sempre più consolidata nella gestione della coltivazione del pomodoro da industria, tanto che sul mercato sono ormai presenti differenti formulati, a base di alghe, estratti di acidi umici, inoculi di funghi micorrizici, idrolizzati proteici. Con maggiore o minore efficacia, questi prodotti agiscono sulle piante riducendo gli effetti negativi causati da condizioni di stress.

    Lo stress è evento temporaneo, che può determinare significative modificazioni nella fisiologia, nello sviluppo e conseguentemente sulla produttività delle piante; può essere dovuto a condizioni ambientali avverse (carenza idrica, elevate o basse temperature, deficit o eccessiva intensità luminosa ecc.), oppure a fattori biotici, come ad es. attacchi di insetti, malattie fungine, squilibri nella disponibilità e nell’assorbimento dei nutrienti o alla fitotossicità dei metalli (Boehme et al., 2005). Vi sono prodotti che presentano effetti biostimolanti anche in condizioni ambientali non particolarmente critiche, andando ad agire sull’attività fotosintetica e sullo sviluppo vegetativo, il differenziamento degli organi (organogenesi), la formazione dei frutti e la loro conservabilità (Liñán, 2004).

    Alcuni formulati apportano anche elementi nutritivi che completano il loro caratteristico effetto biostimolante (Cadahía et al., 1998). La normativa nazionale fertilizzanti, include i biostimolanti nella tipologia dei prodotti ad azione specifica, ovvero nei composti che apportano ad un altro fertilizzante, al suolo o alla pianta, sostanze che favoriscono e regolano l’assorbimento degli elementi nutritivi o correggono determinate anomalie di tipo fisiologico.

    Il loro meccanismo di azione

    Quando la pianta si trova ad affrontare stati di stress, ne consegue una perdita di produttività, determinata dal fatto che gli assimilati vengono deviati ai processi metabolici attivati dalla pianta, per rispondere allo stress. I biostimolanti, intervenendo direttamente nei processi metabolici, segnale di stress, riducono l’intensità della risposta negativa con conseguente aumento degli assimilati che si rendono disponibili per la normale attività fisiologica e il regolare sviluppo degli organi vegetali (Brown and Saa, 2015).

    Tra i biostimolanti gli idrolizzati proteici sono una delle famiglie più interessanti, anche per il loro contemporaneo apporto di elementi nutritivi (azoto, in prevalenza). Gli idrolizzati contengono una miscela di amminoacidi e peptidi (sequenze di amminoacidi) ottenuti a partire da proteine, di origine animale o vegetale, attraverso una reazione di idrolisi (rottura del legame covalente delle catene di amminoacidi in presenza di una molecola d’acqua), che può essere di tipo chimica, enzimatica oppure mista.

    Trapianto, un momento critico

    Una fase particolarmente delicata, determinante per la buona riuscita della coltivazione del pomodoro da industria,è il trapianto. Il passaggio della giovane piantina dalla serra all’ambiente esterno, può essere critico soprattutto per le coltivazioni precoci, che si trovano a dover svolgere la prima parte del ciclo colturale, in condizioni ambientali spesso non ottimali. Avere una scalarità dei raccolti, con coltivazioni precoci, semi precoci, tardive, è una necessità soprattutto per l’industria di trasformazione del pomodoro.

    Per l’industria poter pianificare in un arco temporale ampio i conferimenti e quindi distribuire su un periodo più lungo, il carico di lavoro dell’impianto di trasformazione, consente un maggiore efficientamento delle attività produttive, con conseguenti minori costi.

    La coltivazione del pomodoro da industria risente molto dell’andamento climatico stagionale, soprattutto nella produzione del pomodoro precoce. Nella fase di trapianto si possono verificare rottura dei peli radicali e delle prime foglie, indebolimento del colletto, che associati ad un ambiente climatico avverso caratterizzato da basse temperature del terreno e sbalzi termici causano per le prime due-tre settimane dalla messa a dimora in campo, l’arresto della crescita.

    La pianta risulta “bloccata”, non emette nuove foglie e germogli, non aumenta la superficie fogliare, non attiva i meccanismi per l’assorbimento di nutrienti. La pianta interrompe la crescita in risposta allo stress da trapianto, trascorso questo periodo però, se la pianta è equilibrata, riprende il suo sviluppo, lo stress è transitorio e non causa danni. In caso contrario può perdurare la stasi di crescita, con conseguente perdita di produzione.

    Al fine di valutare l’efficacia degli idrolizzati proteici nel superamento dello stress da trapianto, nella campagna 2017 è stata condotta una prova di campo, sulla coltivazione del pomodoro da industria precoce (varietà UG812J) presso l’azienda agricola Rancati, socia di Consorzio Casalasco del pomodoro. Il campo trattato con idrolizzato (1 ha) è stato messo a confronto con un testimone di controllo non trattato (1 ha), lasciando, per tutte e due le tesi, invariato il protocollo di concimazione adottato.

    L’idrolizzato proteico utilizzato è un prodotto commerciale solido, Peptone 85/16, di origine naturale, consentito in agricoltura biologica, la cui composizione è riportata in tabella 1.

    Tutte le applicazioni sono state eseguite in fertirrigazione, eccetto la prima, effettuata in prossimità del trapianto, nella quale le piantine sono state immerse in una soluzione di peptone allo 0,3% (tabella 2). Il trapianto è stato effettuato il 6 aprile, il primo rilievo è stato condotto dopo una ventina di giorni. Si è osservato un evidente raddoppio dello sviluppo della pianta, sia della parte aerea che radicale.

    Il differente sviluppo delle piante trattate con l’idrolizzato è osservabile anche dall’indice di vegetazione registrato tramite il rilievo satellitare dell’immagine del Ndvi.

    L’indice Ndvi (Normalized Difference Vegetation Index) viene calcolato partendo da immagini satellitari prodotte da sensori che acquisiscono nel rosso (R: 0.7 µm) e vicino infrarosso (NIR: 0.9 µm). Valuta la presenza di attività fotosintetica, in quanto mette in relazione lo spettro del rosso, in cui c’è assorbimento da parte della clorofilla, e quello del vicino infrarosso, in cui le foglie riflettono la luce per evitare il surriscaldamento. I valori dell´indice sono tipicamente compresi tra -1 e +1. La presenza di vegetazione assume valori maggiori di 0,2. Anche se il calcolo del valore Ndvi risulta essere sensibile ad una serie di fattori perturbanti (atmosferici, nuvoli, effetti del suolo, ecc…) le immagini e il rilievo grafico hanno messo in evidenza che la parte del campo trattata con l’idrolizzato proteico ha una più elevata attività vegetativa.

    Alla raccolta si è valutata la quantità di pomodoro raccolto e sono stati eseguiti controlli qualitativi.

    I risultati

    Le piante trattate con peptone mostrano una rapida ripresa dallo stress da trapianto, anche in condizioni ambientali critiche. La biostimolazione ha avuto un effetto sulla fioritura e l’allegagione che ha determinato un raccolto del 30% maggiore rispetto al testimone non trattato con idrolizzato, per quanto riguarda i parametri qualitativi si registra un miglioramento per tutti i valori (in particolare gradi °Brix e consistenza) evidenziato anche dall’indice di variazione prezzo ottenuto (85% rispetto al 76% del non trattato).

    Per validare i risultati ottenuti la prova sarà ripetuta anche la prossima stagione, in aggiunta verrà inserita, nel protocollo, un’applicazione di peptone direttamente nel panetto di terriccio che supporta la germinazione del seme e la crescita della giovane piantina, nella seminiera. Questo passaggio sarà effettuato presso un vivaio specializzato nella produzione di orticole; in vivaio verrà impiegato un substrato a base di torba miscelato con l’idrolizzato, sulle piantine, prima del trapianto, verrà fatta una preliminare valutazione sullo sviluppo della radice e successivamente saranno seguite in campo come nella campagna 2017.

     

    Si ringrazia per la collaborazione Gianpaolo Rancati di San Daniele Po (Cr), socio del Consorzio Casalasco del pomodoro. La bibliografia è disponibile presso la redazione.

    1. Agronomo, Aichem

    2. Servizio Agronomico Casalasco

    3. Global Agro business Apc

     

    tab. 1 Composizione dell’idrolizzato proteico - Peptone 85/16

    Azoto (N) organico solubile 12%
    Rapporto C/N 3,4
    Sostanza organica 79%
    Potassio (K2O) 5%
    Ferro (Fe) 2.000 ppm
    Calcio (Ca) 300 ppm
    Magnesio (MgO) 500 ppm
    Amminoacidi totali 85%
    Amminoacidi liberi min. 16%
    Amminogramma
    Amminoacidi % p/p
    Acido aspartico 9,93
    Acido glutammico 7,25
    Alanina 6,9
    Arginina 5,22
    Cisteina 2.25
    Glicina 4,06
    Istidina 6,34
    Isoleucina 0,15
    Leucina 10,99
    Lisina 7,19
    Metionina 0,71
    Fenilalanina 5,93
    Prolina 2,84
    Serina 3,88
    Tirosina 1,92
    Treonina 2,47
    Triptofano lp
    Valina 6,79

     

    tab. 2 Protocollo applicazioni e dosaggi dell’idrolizzato proteico

    Epoca Modalità Dosi Note
    Pre-trapianto Applicazione con immersione plateau piantine in soluzione peptone/acqua 0,30% Immersione per alcuni secondi del plateau in vasca da 150 litri6/04/17
    Al trapianto Applicazione su suolo 3 kg/ha Fertirrigazione con manichetta7/07/17
    Dopo 15 giorni dal trapianto Applicazione su suolo 1,5 kg/ha Distribuito in fertirrigazione con NH4NO3(30 kg/ha)24/07/17

     

    tab. 3 Risultati alla raccolta (27 luglio 2017)

    Indice variazione prezzo % Scarto % °Brix Acidità Consistenza °Bostwich *Produzione quintali/ha
    Non trattato 75,85 5,55 4,21 4,31 8,19 884
    Trattato con Peptone 85/16 84,82 3,68 4,33 4,42 8,67 1.169
    *dato stimato a campioneRispetto agli anni precxedenti, c’è stato un calo di produzione, principalmente legato alle condizioni climatiche (repentino abbassamento di temperatura nel primo mese, due grandinate e stato di siccità prolungato nell’ultima fase colturale), pertanto con l’impiego del biostimolante la coltura è stata messa in condizione di resistere meglio agli eventi ambientali e di mantenere buone performance produttive.

    LASCIA UN COMMENTO

    Per favore inserisci il tuo commento
    Per favore inserisci il tuo nome