Nella nuova Pac aiuti specifici per le aree rurali fragili e per le zone con vincoli ambientali

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Alessandra Pesce
Il sottosegratario Alessandra Pesce, di ritorno dal vertice dei ministri agricoli di Schloss Hof, in Austria, traccia le linee per l’imminente riforma della politica agricola Ue. Qualità del cibo e sostenibilità del territorio al centro di un nuovo patto tra agricoltori e società

Sono stati due i temi all’attenzione dei ministri agricoli europei nel corso della riunione informale che si è tenuta  a Schloss Hof, nella bassa Austria (il Paese che ha la presidenza di turno dell'Unione europea) a fine settembre.

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La tavola rotonda finale tra le delegazioni agricole dei 28 Paesi membri

Sotto esame, nell’ambito della riforma della PAC, vi è stato il problema del futuro dei sostegni alle aree rurali e alla produzione di qualità nell’Unione europea e in particolare l’efficacia nel tutelare la redditività e nel fornire servizi essenziali in questi settori.

Le due problematiche puntano a tutelare il reddito degli agricoltori delle aree rurali più deboli e a garantire ai consumatori la qualità e la sicurezza dei prodotti alimentari.

Priorità alle aree rurali fragili

Alessandra Pesca con Stavros Arachovitis, ministro greco allo sviluppo rurale

«Come Governo italiano - dichiara Alessandra Pesce, sottosegretario alle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, che ha partecipato all’incontro - pensiamo alla possibilità di prevedere un pagamento specifico del primo pilastro della Pac da destinare alle aree rurali più fragili e dove sono maggiori i vincoli ambientali, come nelle zone della Rete Natura 2000, dove l’attività agricola è cruciale. Un sostegno che dovrà essere assicurato anche dalle altre politiche europee per garantire adeguati servizi e sfruttare al meglio le opportunità di sviluppo turistico alla riscoperta dei borghi rurali».

Armonizzare le norme sull’origine

In vista cambiamenti anche sul fronte della tutela della tutela della della qualità e della sicurezza alimentare. «Il consumatore oggi è più consapevole –sottolinea Pesce – e vuole essere informato ma le attuali regole comunitarie non lo consentono sempre. Senza tralasciare l’importanza delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche, che rappresentano la punta di diamante del nostro modello agroalimentare, dobbiamo far capire ai cittadini europei che possono contare su un insieme di regole e di controlli che offrono garanzie superiori a quelli dei principali competitor internazionali. Eppure un modello di questo tipo non è percepito e non può essere comunicato a causa della mancata armonizzazione delle norme sull’indicazione dell’origine delle materie prime».

Questo è per il sottosegretario il nodo fondamentale su cui l’Italia deve insistere.

«La Pac deve tornare al centro dell’attenzione politica, per tutelare il reddito degli agricoltori e soddisfare i bisogni dei cittadini. Occorre compiere scelte coraggiose sulle risorse da assegnare e avviare un deciso processo di semplificazione Solo così sapremo essere all’altezza delle sfide che abbiamo davanti e delle reali esigenze degli agricoltori e della società».

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La foto di rito finale con tutti i partecipanti al meeting informale. Alessandra Pesce è la terza da sinistra

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