Duro e tenero alla finestra, mais stabile, rallenta l’orzo da foraggio

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L'analisi di Stefano Serra sui fenomeni che nell'ultima settimana influenzano le quotazioni dei cereali nelle borse merci italiane: prezzi senza troppe variazioni anche a causa delle festività

tendenze dei prezzi dei grano tenero del 1 novembre 2018

Grano tenero, mercato senza scossoni

Italiaterra e vita

Settimana corta per festività con limitato livello di scambi e condizioni di mercato senza segnali di cambiamento rispetto al recente passato. L’Ager non ha quotato e sulla Granaria di Milano i prezzi si sono leggermente rafforzati di 2 €/t su tutte le classi merceologiche di nazionale; comunitari ed esteri invariati per quasi assenza di transazioni e meno volatilità dell’euro. Si conferma la disponibilità di grani locali sia di forza che di bianchi, mentre scarseggiano i “misti” nostrani. I grani di forza “tipo Bologna” si consolidano sui 227 - 230 €/t reso destino; i grani classe 2 (“bianchi”) scontano 4-6 €/t ed i “misti” restano saldamente a 215-217 €/t.

Europaterra e vita

Lo scenario Europeo resta pressoché immutato con normale attività di scambio sia a livello interno che verso l’esportazione (inferiore alla media); la forte concorrenza estera condiziona sia il mercato intra-EU che la partecipazione alle aste del Nord Africa. Sulle piazze si evidenzia pesantezza riflessa sull’Euronext ove la posizione Dicembre vale 201 €/t (-1) ed il marzo 204 €/t (-1). Francia: le semine recuperano e sono segnale distensivo, ma l’attività interna vede offerta eccedente la domanda e dai porti limitata richiesta. Resto d’Europa: l’attenzione resta sul l’export a prezzi aggressivi, ma sull’interno il 76-11-220 non si muove dai si 214-216 €/t reso Nord Italia; anche i grani di forza stabili a 230-235 €/t reso Nord-Est Italia.

Mercato mondialeterra e vita

La direttrice di mercato è l’adeguata offerta a fronte di una domanda poco pressante, con in specifico forte competitività tra paesi esportatori; conseguenza un trend dei prezzi che resta invariato con segnali di flessione nei principali paesi esportatori. L’export Russo di campagna viene indicato a 33-34 mio/t (+3 mio/t sulla stima di ottobre) ma gli importatori del basso Mediterraneo (Egitto) ritrovano interesse per panificabili da USA e Canada. Prezzi Fob: l’Argentino panificabile a 235 $/t (inv), il DNS Pacifico a 258 $/t (-5), l’Aussie Soft White a 312 $/t (-2) e il Russo a 230 $/t (inv).

 

tendenze dei prezzi dei cereali grano duro del 1 novembre 2018

Grano duro, al nord i prevedono semine in calo

Italiaterra e vita

Continua la situazione di buona presenza di offerta a fronte di una domanda coperta sul prontissimo ed interessata a mantenere anche sul proseguo di campagna l’attuale livello di prezzi. Da Nord a Sud le quotazioni si confermano con presenza di volumi di ogni tipologia, dal Fino alto proteico al mercantile a sottolineare il momento di stabilità; l’offerta di comunitario ed estero a coprire il deficit quantitativo a valori supportivi per il mercato interno. Le semine 2018 potrebbero calare significativamente al Nord, mentre al Centro-Sud il fenomeno potrebbe essere limitato. I prezzi su Milano e Foggia non subiscono alcuna variazione e, base il “franco arrivo”, il “tipo Fino” proteico vale 225-228 €/t con il Centro che deve scontare in parte il differenziale di trasporto rispetto Foggia ed il Nord; lo “slavato” su Foggia sui 190-210 €/t. Comunitari ed esteri di fatto invariati.

Europaterra e vita

In Europa si mantengono condizioni di mercato stabili ma con offerta prevalente sulla domanda che storicamente a Novembre ha già coperto fino (se non oltre) alla tarda primavera. Si continua a stimare un calo delle superfici che potrebbe essere vicino al 20% in Spagna con la Francia sul 10-12% e la Grecia a meno 7%, ma l’utilizzo di seme non certificato è l’incognita. Francia: l’elevato valore di “GMF” (grani danneggiati) limita l’interesse dei compratori EU e le quotazioni flettono. Spagna: mercato interno asfittico e l’offerta di “tipo Fino” con 12% di proteina per l’export non incontra molto interesse; il “tipo Fino proteico” CIF Italia a 225 €/t (inv).

Mercato mondialeterra e vita

La raccolta in Nord America è di fatto terminata con minima perdita di ettari trebbiati (sulle stime di settembre). Il Canada ha ampia disponibilità per l’export ma anche USA e Kazakistan sono esportatori per un panorama commerciale che resta “compratore”. L’ottima qualità dell’offerta Nordamericana più che compensa la siccità in Australia. Dal basso Mediterraneo continuano le aste di acquisto ma il mercato è atono. Il 1/2 CWAD alto proteico vale sui 275 $/t CIF Italia, con l’USA a premio di 25 $/t e l’Australiano nominale sui 370 $/t.

 

tendenze dei prezzi dei cereali mais del 1 novembre 2018

Mais, prezzi stabili

Italiaterra e vita

Si continua a respirare aria di calma piatta con il mais “generico” tenuto stabile dall’aggressività in prezzo delle alternative comunitarie ed estere e quello con “caratteristiche” più tenuto grazie alla domanda locale di filiera del latte. La Granaria di Milano quota il “pronto” invariato, in assenza di scambi di rilievo, con il breve-medio termine che fatica a recuperare terreno: il “generico” vale 178-180 €/t arrivo; quello “con caratteristiche” 182-183 €/t; comunitari ed esteri a premio di 4-7 €/t.

Europaterra e vita

Con la raccolta in fase di completamento, nonostante l’ostacolo del clima piovoso, si stima una produzione di 59-60 mio/t (simile all’ultimo biennio) ma la differenza è l’import che potrebbe toccare i 39 mio/t, massimo dell’ultimo decennio e più 5 mio/t sul 2017. Scambi a rilento sia a livello locale che intra-EU, ma l’effetto euro debole sostiene le quotazioni che sull’Euronext a Novembre tornano a 169 €/t (+3) con il gennaio a 173 €/t (+3). Francia: l’offerta non preme alla pari della domanda; quotazioni che tengono nonostante l’handicap in prezzo sull’export intra-EU (Spagna e Italia). Resto EU: continua l’aggressività in przzo dell’origine Est Comunitaria con il mais “con caratteristiche” reso Bologna invariato a 180-182 €/t.

MondialeTerra e Vita

Nonostante i fondamentali di mercato lascino spazio a scenari più tenuti, la tendenza che si registra in USA resta depressiva seppur con volatilità diaria tra un settore bio-energetico supportivo e la pressione dall’arrivo del nuovo raccolto, in anticipo e già oltre il 65%. Il CBOT ha ceduto un simbolico 1% anche per le piogge in Sud America che facilitano le semine e riducono il rischio di siccità post emergenza. L’export dal Sud America è stagnante per la carenza di domanda mondiale ed i prezzi cedono con l’origine Argentina a 159 $/t (-3), l’USA a 163 $/t (-3) e l’Ucraino a 162 $/t (-1).

 

tendenze dei prezzi dei cereali foraggeri e oleaginose del 1 novembre 2018

Cereali foraggieri e oleaginose, rallenta l'orzo

Italiaterra e vita

Cereali foraggieri: la festività ha ulteriormente diradato il livello di scambi per una situazione che vede invariati gli orzi ed i teneri con il sorgo (+ 2 €/t su Milano) tenuto. I grani teneri “any-origin” si confermano a valori arrivo sui 215 €/t; gli orzi pesanti sui 205 €/t ed il sorgo bianco tra i 183 ed i 190 €/t. Oleaginose: la soia non sente il calo internazionale (causa il cambio euro/dollaro), ma la situazione è pesante con la nazionale a 333-338 €/t (-1) arrivo e l’estera a 343 €/t (-2).

Europaterra e vita

Cereali foraggieri: si registra una lieve ripresa dell’export dell’orzo sulla settimana precedente ma rispetto al 2017 il calo resta del 7% con riflesso sui prezzi. I teneri soffrono l’arrivo del raccolto EU di mais e la pressione commerciale Russa. Prezzi: l’orzo francese Fob Rouen a 208 €/t (-5), il tenero “feed” francese a 201 €/t (-3) Fob Rouen. Oleaginose: un possibile disgelo commerciale USA-Cina mette al netto rialzo la soia e di riflesso la colza Europea con l’origine francese resa Rouen a 377 €/t (+8).

Mondialeterra e vita

Cereali foraggieri:la trebbiatura di orzo in Canada recupera e le semine di orzo nell’area Mar Nero beneficiano delle recenti piogge; la domanda sostiene le quotazioni con l’Ucraino a 238 $/t (+2) e l’Australiano a 293 $/t. I teneri “feed” mantengono il supporto della domanda Africana, ma le favorevoli notizie climatiche Euro-Asiatiche gelano ogni ripresa; il Soft Red Winter US a 213 $/t (-3) con l’Ucraino Fob a 215 $/t (inv). Oleaginose: debolezza per una domanda in prospettiva incerta e per la pressione depressiva dalle buone notizie agro-colturali dal Sud America, ma tutto dipenderà dalla disputa Usa-Cina. Il nuovo raccolto Brasiliano è in anticipo (a Gennaio 2019?) e come le semine in Argentina. Prezzi: la soia USA a 316 $/t (-9), l’Argentina a 373 $/t (-17) e la Brasiliana a 394 $/t (-17).

 

 

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