Olio sopra tutto, vini, formaggi e avicunicoli in calo, stabili cereali e bovini

olio
I prezzi dei prodotti agricoli rilevati da Ismea nella settimana che va dal 24 al 30 luglio evidenziano un andamento molto positivo per l'olio extravergine d'oliva. Bene anche le scrofe, stabili i bovini e i cereali. In calo le quotazioni di lattiero-caseario, vino e avicunicoli

Cereali

Settimana all'insegna della stabilità per il frumento duro, da segnalare solo lievi assestamenti al ribasso che hanno interessato il prodotto quotato a Bari. Sulla scia dell'andamento delle principali borse merci internazionali, prosegue il trend rialzista del grano tenero in gran parte dei centri di scambio del nord Italia. Tra i cereali ad uso zootecnico, aumenta ulteriormente l'orzo di origine nazionale, listini sostanzialmente stabili per il mais. Mercato contrastato per i semi di soia nelle diverse piazze monitorate; a Bologna è stato rilevato un rialzo di 7 €/t, quotazioni in lieve calo a Treviso (-2 €/t), mentre a Milano il prezzo è risultato invariato.

Avicunicoli

Dopo il debole accenno di ripresa dei giorni precedenti, la quarta di luglio si rivela ancora una settimana cedente per il mercato dei polli. Qualche segnale positivo si è avuto solo in chiusura di settimana, creando aspettative più rassicuranti negli operatori per il mese entrante. In recupero i corsi delle galline; nonostante la domanda esigua e la destinazione estera poco remunerativa, la disponibilità si è fortemente ridotta rispetto a due settimane fa. Mercato più o meno equilibrato per le faraone, qualche aggiustamento al ribasso rientra ancora nella norma in questo periodo. Non si registrano particolari difficoltà per i tacchini che risultano offerti secondo pesi e numeri allineati alla stagione. I conigli hanno ormai raggiunto un punto di equilibrio tra vivo, macellato e consumi, merito soprattutto di una corretta programmazione; stessa situazione per le uova, per le quali ora si attendono periodi più proficui.

Bovini

Settimana all’insegna della stabilità per il mercato bovino. Non si segnalano variazioni evidenti se non per i prezzi delle vacche piemontesi; a Cuneo i pochi capi presentati al centro di scambio sono stati oggetto di contrattazioni anomale, al termine delle quali ne è risultato un abbassamento delle quotazioni pur essendo mancate trattative “ufficiali”. La richiesta di capi appartenenti a questa categoria è tutt’altro che diminuita, in particolare da parte delle zone turistiche della Liguria e la Costa Azzurra francese. Ancora in lieve calo i vitelli baliotti, questa settimana in perdita di 2 centesimi sul prezzo medio; restano stabili gli altri prodotti a listino o senza variazioni di rilievo. Invariato anche il comparto delle carni.

Suini

Nell’ultima settimana di luglio si conferma l’andamento positivo per le scrofe che vedono un incremento di un centesimo al chilo sul prezzo medio della scorsa settimana; cali decisi invece per il comparto dei suini d’allevamento dove le taglie più colpite risultano quelle da 40 a 100 kg e quelle da 20 kg; la taglia da 40 kg perde 26 centesimi al chilo sul prezzo medio dell’ultima rilevazione; di segno opposto la tendenza delle taglie da 15 kg e quelle da 22 a 30 kg, che aumentano le quotazioni probabilmente in virtù di una disponibilità di capi più contenuta. Invariato o poco mosso il comparto degli animali da macello. Il mercato delle carni chiude la settimana con aumenti decisi sui lombi ma tiene invariati i listini dei prosciutti di tutte le categorie, ancora in leggero calo le pancette, in ragione di motivi stagionali.

Lattiero-caseario

Nella quarta settimana di luglio si assiste ancora a flessioni nelle quotazioni delle materie grasse con scambi che si mantengono calmi. Nello specifico lo zangolato di creme fresche per la burrificazione accusa ribassi su tutte le borse merci pari a 10 centesimi al chilo, mentre Modena subisce perdite più rilevanti pari a 12 centesimi (3,03 euro al chilo). A Milano anche la crema di latte non riesce a confermare i prezzi e cede al mercato ben 6 centesimi portandosi a quota 2,58 euro al chilo. Per ciò che concerne i due grana denominazioni le dinamiche mercatili appaiono eterogenee. Per il Grana Padano Dop si assiste a cedimenti nei listini a Cremona pari a 5 centesimi al chilo per tutte le varietà, mentre Mantova e Milano chiudono le contrattazioni confermando i precedenti valori. Per l’altra Dop, il Reggiano, gli scambi vengono definiti nella norma sulla maggior parte delle borse merci, con scambi più attivi e listini in recupero per le stagionature più alte.

Olio

Nell’ultima settimana di luglio il mercato nazionale dell’olio di oliva si è mostrato in rialzo per le qualità extravergine e vergine. Per l’extra il trend è da ricondursi al segno positivo delle quotazioni rilevate su tutte le piazze pugliesi e calabre. Su quest’ultime, mercato in ascesa anche per il vergine per un’elevata richiesta di prodotto. Andamento opposto per il lampante il cui prezzo medio settimanale è risultato, di contro, in calo per listini in ribasso sulle piazze di Brindisi, Lecce e Taranto. Mediamente in rialzo le denominazioni d’origine anche per questa settimana, stabili gli Igp. Mercato in lieve crescita per l’olio raffinato di oliva, che guadagna un punto sul valore medio settimanale, in discesa la sansa su gran parte delle piazze. Nessuna variazione di rilievo per gli oli di semi.

Vino

In chiusura di mese, il mercato nazionale dei vini comuni ha registrato un trend flessivo per entrambe le tipologie causa i notevoli ribassi osservati sulla piazza di Lugo (bianchi – 9,3%; rossi e rosati -13,6%) e il leggero arretramento delle quotazioni per i prodotti di origine pugliese. Sostanzialmente stabile il mercato per i vini a indicazione geografica.

Scarica i prezzi dei prodotti agricoli del 30 luglio

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