I prezzi dei prodotti agricoli di Ismea per Terra e Vita 7 maggio

prezzi dei prodotti agricoli di ismea terra e vita
In collaborazione con Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare).

Tutti i prezzi dei prodotti agricoli rilevati, e commentati, da Ismea sulle principali piazze italiane nell’ultima settimana.

Animali vivi, carni fresche, cereali e derivati, derivati di colture industriali, foraggi e alimenti per il bestiame, latte e derivati, oli e grassi vegetali, semi oleosi, uova fresche e in guscio, vini.

AVICUNICOLI

Le due settimane appena trascorse hanno contribuito ad alleggerire una situazione di pesantezza che ristagna ormai da qualche tempo. Grazie alle due festività infrasettimanali infatti, si sono ridotti i giorni di commercializzazione producendo come effetto, da un lato, lo smaltimento di parte delle scorte di prodotto accumulato, dall’altro, la tenuta delle quotazioni. Per i polli si riparte da una situazione di sostanziale equilibrio, con numeri offerti ridotti e una dinamica dei consumi discreta. Mercato domestico in sensibile calo per le galline a causa della rapida ascesa delle temperature; ma i grandi numeri non ci sono per cui l’equilibrio al momento sembra essere solido. Tiene il mercato delle faraone, seppur con le dovute defezioni rispetto ai buoni livelli di qualche settimana fa e tiene anche quello dei tacchini che, proprio in virtù delle macellazioni in meno, ha fatto registrare spunti positivi sulle quotazioni. Il mercato dei conigli risente dell’abbondanza di offerta di prodotto in circolazione; la capacità di assorbimento della domanda è totalmente inadeguata, tanto che le quotazioni sono crollate in poco tempo. Il mercato delle uova, complice anche un’aumentata offerta estera, risulta eccedentario con quotazioni in ulteriore calo rispetto al mese precedente.

 

BOVINO

Ancora una settimana caratterizzata da festività infrasettimanale (quella del 1° maggio) e dunque da una commercializzazione ridotta. La commissione di Padova non si è riunita per le rilevazioni. Alla Borsa di Modena e al mercato di Montichiari si registrano aumenti decisi per i baliotti, con particolare riguardo per quelli di razza frisona e pezzata rossa; cedenti di contro i vitelli da macello pezzati neri. Invariate o con scostamenti trascurabili le quotazioni delle altre categorie a listino. Spunti positivi per mezzene e quarti anteriori di bovino adulto e selle di vitello; in calo gli anteriori di scottona e vitellone e i busti di vitello. Stazionari gli altri prodotti.

 

CEREALI

Una debole attività della domanda ha nuovamente spinto al ribasso le quotazioni del frumento duro; a titolo di esempio la categoria fino si è deprezzata di 5 €/t a Foggia, di 2 €/t a Macerata e di 1 €/t a Bologna e Bari. Mercato regolare e prezzi sostanzialmente stabili per il grano tenero e il mais. La campagna di commercializzazione dell’orzo sta rapidamente volgendo al termine e molte piazze di riferimento hanno smesso di quotare il prodotto del raccolto 2017. Listini in lieve recupero per i semi di soia di origine nazionale, mentre alla borsa di Chicago le scadenze più prossime dei future sono risultate in netto calo.

 

CASEARIO

Dopo gli aumenti delle settimane scorse, per le materie grasse, gli andamenti sono rimasti stazionari nella maggior parte dei centri di contrattazione, pur mantenendo scambi positivi. Gli unici movimenti al rialzo si registrano per lo zangolato, con valori su Modena a 3,08 euro al chilo che si allineano ai listini delle altre piazze emiliane. Per il pastorizzato a Cremona i corsi recuperano ulteriori 20 centesimi, chiudendo le contrattazioni a 3,60 euro al chilo. Sul fronte dei due grana a denominazione il mercato appare all’insegna della stabilità. Il Parmigiano Reggiano Dop ha mantenuto inalterate le quotazioni su tutte le piazze con gli scambi risultati nella norma. Per ciò che concerne l’altra Dop, il Padano, si evince un incremento per tutte le stagionature sulla piazza di Cremona pari a 5 centesimi al chilo e seppur meno incisivi a Mantova di 2 centesimi al chilo.

 

SUINI

Settimana di ribassi per tutte le categorie a listino nel comparto suinicolo. Ancora una flessione di prezzo per i suini d’allevamento, con poche differenziazione sulle varie piazze; restano invariate solo le taglie comprese tra 50 e 60 kg. Il mercato di Forlì è rimasto chiuso per festività. Nel comparto dei suini da macello prosegue il calo dei prezzi iniziato con la prima rilevazione di aprile, portando la quotazione media a 1,37 €/kg. Ancora in forte calo anche il mercato delle scrofe su tutte le principali piazze. L’andamento al ribasso delle cosce, in particolare quelle destinate alla DOP, sta influenzando pesantemente il mercato spingendo gli allevatori a vendere il maggior numero possibile di capi, nel tentativo di anticipare successivi cali del prezzo.

 

OLIO

In apertura di mese il mercato nazionale dell’olio d’oliva è stato caratterizzato da un trend flessivo delle quotazioni per tutte le tipologie a listino. Ribassi su quasi tutte le piazze pugliesi e su gran parte di quelle calabre, causa una stagnazione dei consumi. Una situazione di pesantezza si è osservata anche per l’olio vergine sulla piazza di Gioia Tauro, causa scambi ridotti e sulla DOP Alto Crotonese. Invariato il mercato delle IGP. Mediamente in calo le quotazioni per il rettificato d’oliva, più stabili quelle del rettificato di sansa.

 

VINO

Il mercato nazionale dei vini comuni è risultato invariato. In generale rialzo il mercato dei vini IGT. Per i bianchi si è registrato gli aumenti hanno interessato il Veneto Chardonnay ed il Veneto Verduzzo sulla piazza di Treviso (+9,7%), causa le sempre più ridotte giacenze disponibili. Trend in calo anche questa settimana per il Pinot Bianco. Per le denominazioni di origine il mese di aprile ha registrato mediamente un calo delle quotazioni per i bianchi mentre in aumento sono risultati i rossi e rosati, causa un rialzo (+15,8%) registrato per l’Alto Adige Lago Di Caldaro Classico sulla piazza di Bolzano. In aumento, seppur minore, anche il Chianti e Chianti Classico sulla piazza di Firenze per la ridotta offerta e l’Etna a Marsala per un crescente interesse da parte della domanda.

 

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