Settimana positiva per gli avicunicoli, cali diffusi per le materie grasse

avicunicoli
Le quotazioni rilevate da Ismea nell'ultima settimana mostrano un andamento positivo per il mercato dei cereali, degli avicunicoli e dell'olio extra vergine di oliva. Vanno peggio le materie grasse fatta eccezione per i formaggi grana a denominazione

Cereali, finalmente in ripresa

Sostenute da una positiva evoluzione della domanda, le quotazioni del frumento duro nazionale sono ulteriormente aumentate in tutti i principali centri di scambio del paese. Listini in lieve ripresa anche per grano tenero e orzo, mentre il mais ibrido ha confermato i valori rilevati nella terza settimana di novembre in tutte le piazze di riferimento. Relativamente ai semi di soia, prezzi in calo a Bologna (-1 €/t) e Treviso (-3,5 €/t), nessuna variazione per il prodotto quotato a Milano. L’International Grains Council, nel suo report di novembre, ha leggermente ridotto le stime sulla produzione mondiale di soia per il 2018/19, portandole a 367 milioni di tonnellate. Il raccolto complessivo rimarrebbe comunque a un livello record, superiore dell’8% rispetto alla campagna 2017/18.

Avicunicoli, segno positivo

Settimana tutto sommato positiva per il mercato avicunicolo, per lo meno dal punto di vista dei prezzi che tendono, nel trend generale, verso un leggero aumento; contestualmente si è registrato un calo dei consumi di pollo, per il quale si conferma un’offerta in esubero e un rallentamento della richiesta di petti. Più sostenuto invece il mercato delle galline, in ragione di un’offerta limitata per entrambe le tipologie; gli aumenti più importanti si sono registrati per il macellato sulla piazza di Milano, con un +15 centesimi/kg. Consumi sostenuti ma stabili per le faraone che vedono comunque un rialzo dei listini motivato da un’offerta di prodotto che continua ad essere ben calibrata. Andamento stabile dei tacchini per i quali non si rilevano scostamenti di rilievo rispetto all’ultimo monitoraggio; l’intenzione degli operatori è quella di portare fino al periodo delle festività questi valori, in previsione dei consumi natalizi. La situazione deficitaria del coniglio continua a favorirne l’aumento delle quotazioni; questa settimana ancora un rialzo del macellato che ha avuto immediati riflessi positivi sul vivo; ora si procede con prudenza per non causare un calo di domanda in risposta ad un prezzo troppo alto. Il quadro complessivo del mercato delle uova ricalca la situazione della settimana precedente; per ora si fa attendere l’aumento delle richieste auspicato dagli operatori e il mercato è sostanzialmente stabile.

Bovini, mercati dinamici

Mercati piemontesi sempre molto vivaci, con richieste e prezzi in ulteriore aumento. Nuovo calo per i vitelli baliotti sulle piazze di Modena e Padova e al mercato di Montichiari; cedono anche le vacche sulla piazza di Vicenza mentre si registrano, in maniera diffusa, spunti positivi per i vitelloni delle principali razze. Restano invariate le altre categorie monitorate. Il comparto del macellato fa registrare un leggero calo delle carni di bovino adulto, nulla cambia per gli altri prodotti a listino.

Suini, in calo quelli pesanti

La tendenza dei suinetti risulta stabile per le pezzature più piccole, dai 15 ai 50 kg, mentre si registrano cali per le più pesanti, dai 65 ai 100 kg, influenzati dall’andamento negativo dei suini da macello. La tendenza di questi ultimi risulta essere cedevole, seppur poco significativa; la taglia 160/176 kg perde 2 centesimi rispetto alla quotazione della scorsa settimana. Il mercato dei tagli risulta stabile, a eccezione delle cosce che insistono nella loro tendenza flessiva.

Lattiero caseari, cali diffusi

La quarta settimana di novembre ha denunciato, anche in misura piuttosto decisa, cali diffusi per le quotazioni delle materie grasse sulle principali piazze. L’unica eccezione è stata rappresentata dal centro di scambio emiliano di Modena che ha confermato i prezzi dello zangolato dei sette giorni scorsi (2,15 euro al chilo). Segno ancora positivo per il mercato dei formaggi grana a denominazione, evidenziando ancora una volta, il buon momento che sta attraversando il segmento. I prezzi medi all’origine, infatti, per entrambi, hanno superato di gran lunga i listini dell’anno precedente. L’incremento maggiore si è verificato per il Parmigiano Reggiano dove, lo stagionato di due anni ha mostrato una variazione a livello tendenziale del 10,3%; più ridimensionata, ma sempre rilevante, la variazione del prodotto più giovane (+5,3%). Buona anche la performance del Grana Padano i cui listini hanno delineato un netto miglioramento delle quotazioni medie, con variazioni positive sia a livello congiunturale che su base annua.

 

Vino, in aumento i rossi Igt

Confermato anche questa settimana il buon andamento delle quotazioni dei vini comuni, bianchi, rossi e rosati. I maggiori aumenti si sono osservati sulla piazza di Trapani per le tre tipologie e sulla piazza di Roma, per i soli vini bianchi, grazie ad una domanda propensa all’acquisto. Mercato debole con scambi limitati e prezzi in ribasso sia sulla piazza di Modena, per tutti i vini comuni, che su quella di Bari per i soli bianchi. In leggero calo anche i prezzi degli IGT bianchi Emilia Trebbiano e Puglia. In aumento le quotazioni degli IGT rossi e rosati grazie alla buona richiesta del Lazio.

Olio evo in ripresa

La settimana è stata caratterizzata da una lieve ripresa delle quotazioni per l’olio extravergine di oliva. I maggiori aumenti si sono osservati sulle piazze siciliane in particolare Agrigento, Palermo e Trapani, e su quelle pugliesi grazie alla minore offerta di olio di buona qualità. Prezzi in aumento anche sulla piazza di Gioia Tauro dove le contrattazioni hanno riguardato esclusivamente il prodotto della nuova campagna. Mercato poco mosso per il prodotto di origine calabra le cui quotazioni hanno teso al ribasso a causa di una domanda poco propensa all’acquisto. Per l’olio vergine si è osservato un rialzo delle quotazioni grazie alla buona richiesta del prodotto di origine pugliese. Stabile infine i listini dell’olio lampante.

 

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