Regna la stabilità nei prezzi di prodotti caseari, bovini e avicunicoli

prezzi
Le quotazioni rilevate da Ismea nella settimana dal 25 febbraio al 3 marzo 2019. Questa settimana è caratterizzata da una stabilità che accomuna i prezzi dei prodotti caseari, degli avicoli e dei bovini da macello. Poco brillanti anche i mercati dell'olio e del vino

Caseari

Nel corso dell’ultima settimana del mese di febbraio per il settore dei caseari non si rilevano particolari scostamenti nei valori della precedente settimana. Sul fronte delle materie grasse e nello specifico per lo zangolato, a fronte di scambi definiti per la maggior parte degli operatori nella norma si assiste a rilevazioni pressoché stabili su tutte le piazze ad accezione di Modena dove i listini calano di 5 centesimi pur adeguandosi ai medesimi valori di Parma e Reggio Emilia pari a 1,80 euro al chilo. Per il burro Cee nessuna variazione sia a Mantova che a Milano. Per il pastorizzato invece Cremona accusa perdite di ulteriori 5 centesimi (3,35 euro al chilo). Per ciò che concerne i due grana a denominazione gli scambi si mantengono attivi su tutte le piazze sia lombarde che emiliane. Le medie nazionali di entrambi si collocano su livelli di prezzo superiori rispetto ai valori dello scorso anno. Per il Parmigiano Reggiano Dop i prezzi medi nazionali della varietà 12 mesi toccano gli 11,15 euro al chilo (+12,5% variazione tendenziale) e la varietà 24 mesi si porta a quota 13,15 euro al chilo (+15,8% variazione tendenziale). Buone anche le performance mostrate dal Grana Padano, per il quale rispetto alla medesima settimana dell’anno precedente, si segnalano ampliamenti positivi che oscillano, a seconda della stagionatura, tra il 19,8% e il 28,9%.

Avicunicoli

La stabilità caratterizza anche questa settimana il prezzo di scambio per il settore in oggetto. I tacchini registrano un aumento congiunturale del prezzo (+1,53%) in un contesto di leggero rialzo tendenziale (+0,91%). Si comportano in modo analogo i prezzi delle carni avicole sebbene in misura più lieve e con principale fattore trainante la piazza di Firenze (+0,90%). Leggero aumento sempre sotto al punto percentuale viene registrato per le uova da consumo. I prezzi di piccioni, conigli, anatre e faraone è statico rispetto alla scorsa settimana. Anatre e faraone si trovano ancora nettamente al di sotto dei prezzi registrati nello stesso periodo dell’anno passato, rispettivamente del -10,72% e del -8,78%.

Bovini

Nella quarta settimana di febbraio i prezzi dei bovini da macello si mostrano relativamente stabili con un calo congiunturale medio dello -0,15% sull’intera categoria. Le manze appaiono stabili su base nazionale. Le manze da macello di razze da carne quali Charolaise, Limousine e Marchigiana sono state scambiate a prezzi uguali a quelli della scorsa settimana. Le vacche da macello mostrano nel complesso una sostanziale stabilità. Si rilevano comunque su Padova dei leggeri adeguamenti al rialzo (+0,6%, variazione congiunturale). Il mercato della carne di vitello segna una flessione marcata sulla piazza di Milano, dove calano i busti del -18,51%, le mezzene del -1,85% e le selle del -1,31%.

Olio

La quarta settimana di febbraio si è distinta da un ribasso generale dei prezzi all’origine dell’olio extravergine, vergine e lampante. Il calo, per tutti i prodotti, si è verificato soprattutto nelle piazze calabre di Catanzaro, Lamezia Terme, Cosenza e Rossano in cui il mercato è rimasto poco dinamico e la domanda del prodotto è risultata tendenzialmente in ribasso. È emerso un lieve calo anche nei prezzi degli oli Dop umbri, stabile invece il mercato degli Igp.

Sul mercato all’ingrosso si è osservato una generale riduzione degli scambi sulle principali piazze rilevate, sia per gli oli raffinati d’oliva sia per i raffinati di sansa, con conseguente calo delle quotazioni. In lieve ribasso anche i prezzi degli oli di girasole mentre non si sono osservate variazioni di rilievo per gli oli di arachide e di mais.

Vino

Ancora una settimana caratterizzata da un mercato lento con pochi scambi sia per i vini comuni sia per gli Igt. In particolare per i vini comuni bianchi il prezzo medio non ha subito variazioni di rilievo grazie ad un generale equilibrio tra domanda ed offerta. Anche per i vini comuni rossi e rosati i valori sono risultati invariati rispetto alla precedente ottava ad eccezione della piazza di Reggio Emilia dove si è osservato un lieve assestamento a ribasso delle quotazioni. Speculare al mercato dei vini comuni è risultato il mercato degli Igt con prezzi stabili per i bianchi ed in lieve calo per i rossi e rosati.

I prezzi dei prodotti agricoli del 4 marzo
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