10 milioni di € per i contratti di filiera grano duro

    filiera grano duro
    Italian pasta
    Il massimale dell'incentivo aumenta da 100 a 200 €/ha. Obbligo delle sementi certificate. I contratti devono essere sottoscritti entro il 31 dicembre 2017. L'obiettivo è valorizzare il grano di qualità 100% italiano.

    La stagnazione del grano duro perdura da oltre 15 mesi; bisogna tornare a luglio 2010 per riscontrare prezzi così bassi. Il prezzo del grano duro è sceso da 315 €/t del luglio 2015 a 178 €/t del settembre 2016 ed, oggi, si registra solo una piccola ripresa con 210 €/t (Fonte: Ismea). La crisi del mercato deriva da un raccolto mondiale elevato, ma l’Italia sconta anche una cronica debolezza strutturale nella scarsa capacità di organizzare l’offerta nazionale.

    Per affrontare questa situazione, il Governo nazionale aveva stanziato, già dalla scorsa campagna agraria, un fondo di 10 milioni di euro, che consentiva di erogare un aiuto fino a 100 euro/ha (per un massimo di 50 ettari) a favore degli agricoltori che sottoscrivono contratti di filiera del grano duro.

    Il “fondo grano duro” è stato riconfermato anche per questa campagna agraria 2017/2018, a causa del permanere della crisi di mercato, elevando l’importo massimo dell’aiuto a 200 €/ha.

    Il sostegno al comparto cerealicolo

    Nel decreto legge “enti locali” del luglio 2016 era stato inserito un fondo destinato  ad interventi a sostegno del comparto cerealicolo (articolo 23-bis del decreto-legge 24 giugno 2016, n. 113, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2016, n. 160).

    L’attuazione di questo fondo richiede un decreto emanato dal Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze.

    Le modalità di attuazione del “fondo grano duro” sono state emanate con:

    • decreto interministeriale 2 novembre 2016 per la campagna agraria 2016/2017;
    • decreto interministeriale 16 novembre 2017 (n. 4259, in corso di registrazione) (DECRETO_FONDO_GRANO_2018_2019) per la campagna agraria 2017/2018.

    Lo stanziamento del decreto interministeriale 2 novembre 2016 prevedeva di 10 milioni di euro, ma non è stato completamente utilizzato, in quanto le domande sono state inferiori alle aspettative.

    Lo stanziamento decreto interministeriale 16 novembre 2017 è di 10 milioni di euro per l’anno 2018, 10 milioni di euro per l’anno 2019 oltre le risorse non utilizzate nel decreto precedente.

    Beneficiari ed entità dell’aiuto

    Il sostegno è destinato alle imprese agricole (iscritte alla Camera di Commercio) che sottoscrivono, direttamente o attraverso cooperative, consorzi e Organizzazioni di Produttori riconosciute di cui sono socie, contratti di filiera di durata almeno triennale, con soggetti delle fasi di trasformazione e commercializzazione. I contratti triennali devono essere sottoscritti entro il 31 dicembre 2017.

    L’importo massimo dell’aiuto è di 200 €/ha oggetto del contratto, sia per i contratti sottoscritti nel 2016 con il precedente decreto interministeriale, sia per i contratti di nuova sottoscrizione.

    L’aiuto, spettante a ciascuna impresa agricola, è commisurato alla superficie agricola, espressa in ettari, coltivata a grano duro nel limite di 50 ettari. Quindi un’impresa che coltiva 80 ettari di grano duro, anche se tutti con contratto di filiera, percepisce un aiuto massimo su 50 ettari.

    Fermo restando il limite massimo di 200 euro/ha, l’importo unitario dell’aiuto, per ciascun ettaro coltivato a grano duro, è determinato in base al rapporto tra l’ammontare dei fondi stanziati e la superficie totale coltivata a grano duro per la quale è stata presentata domanda di aiuto.

    In altre parole, se le richieste sono superiori alla disponibilità di 10 milioni di euro, l’importo erogato sarà ridotto proporzionalmente.

    L’aiuto del “fondo grano duro” si applica esclusivamente alla produzione di grano duro per la trasformazione industriale e non alla produzione di grano “da seme”.

     

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