Prezzi del grano in ripresa solo se ripartirà l’export Ue

    prezzi grano
    Schiacciato dall’aggressività dell’offerta russa favorita dal cambio €/$

    Il grano del Mar Nero ci impone prezzi sempre più bassi. C'è speranza che cambi nel proseguo di campagna? Che soluzioni?

    R: è ormai confermato che l’ascesa produttiva dei paesi ex-CIS (Comunità degli Stati indipendenti) continuerà anche nel 2018 e oltre. Le origini Russe, Ucraine e Kazake sono sempre più rilevanti nel contesto commerciale e di mercato italiano ma soprattutto europeo e del bacino del Mediterraneo. L’evoluzione degli scambi, al momento lascia poco spazio alla speranza di vedere regredire l’aggressività in prezzo dell’offerta russa che di recente è divenuto strapotere nell’aggiudicarsi intere aste di acquisto di paesi come l’Egitto, un tempo affezionato cliente di Francia e Romania e oggi nelle mani della Russia per l'80% dei suoi acquisti: oltre 4 mio/t di grano dei 5 mio/t finora battuti alle aste di acquisto del Gasc. Il crollo dell’esportazione comunitaria alimenterà per mesi quel surplus di offerta sulle piazze europee che è la principale ragione di quanto viviamo oggi e che potrebbe durare a lungo. In tempi brevi, la sola possibilità di vedere un cambio di rotta è recuperare le quote di esportazione perse ritornando ad essere competitivi in prezzo (“in dollari”), ma fino a che il rapporto euro/dollaro sarà “forte”, la speranza di un cambiamento è “debole”.

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