Riso del Delta del Po, un virtuoso esempio di filiera

    In un incontro che si è tenuto il 27 febbraio a Bologna, nella sala congressi del parco agroalimentare Fico Eataly World, sono state evidenziate le opportunità che nascono dalla proposta di un prodotto certificato e di origine certa.

    «L’Igp è stata una grande opportunità per tutta la filiera del Riso del Delta del Po. Lo dimostrano i numeri della produzione sempre crescente e una ricaduta economica sui risicoltori e sul territorio». Ne parla con soddisfazione il presidente del Consorzio di Tutela, Adriano Zanella, introducendo un incontro che si tenuto il 27 settembre scorso a Bologna nell’ambito del parco agroalimentare Fico Eataly World.


    Ricordiamo per altro, a fronte di una grave crisi del settore, il Riso del Delta del Po ha tenuto e continua a dare ragione a chi ci ha creduto fin dall’inizio.

    «Oggi possiamo raccontare numeri di tutto rispetto - continua Zanella -. Sono, infatti, 33 i soci del Consorzio che hanno investito 1.306 ettari in IGP, producendo, nel 2017, più di 7.100 tonnellate di risone e 1.420,74 tonnellate di riso». Per renderci conto della quantità di riso prodotta, basti pensare che con questo quantitativo è possibile cucinare 2 arancini per ciascun abitante di Los Angeles.

    L'assaggio di riso Igp alla fine del convegno

    Inizialmente solo pochi risicoltori rodigini avevano creduto in questo progetto che è stato avviato con non poche difficoltà. Oggi invece la produzione, a cavallo fra le province di Ferrara e Rovigo, per altro province di due diverse regioni, hanno dimostrato come dall’unione delle risorse sia scaturita una nuova forza per garantire la presenza sul mercato, sempre più orientato ai prodotti certificati e di origine certa.

    «La forza del progetto - dichiara il vice presidente del consorzio Giampaolo Cenacchi - è stata la consapevolezza dei ruoli: i risicoltori si sono concentrati nella produzione di un ottimo riso, mentre l’industria ne ha garantito l’acquisto con premialità importanti».

    All’incontro di Fico è intervenuto anche Paolo Carrà, Presidente dell’Ente Nazionale Risi, che dopo una panoramica tecnica sulle prospettive per la campagna 2017-2018, ha sottolineato l’importanza di un dialogo europeo per fissare regole comuni che tutelino gli stati e il prodotto.

    L'assessore Simona Caselli

    L’assessore all’agricoltura dell’Emilia-Romagna Simona Caselli, in conclusione dell’incontro, ha ricordato che il Riso del Dellta del Po rappresenta sia una delle 44 Dop e Igp di cui la regione va fiera. «Oggi è fondamentale guardare a ciò che richiede il mercato. Il consumatore è sempre più attento alla sostenibilità, alla salute e al benessere oltre che all’origine dei prodotti. La Regione ha cercato di lavorare in questo senso e alcuni risultati sono già evidenti, come per esempio il raddoppio delle superfici a biologico negli ultimi 3 anni».

    «Allo stesso tempo è necessario fare delle importanti azioni di marketing per legare in modo ancora più stretto l’enogastronomia al territorio e quindi tenderlo un elemento di attrattività turistica. Con il Consorzio – ha proseguito l’Assessore - abbiamo sempre lavorato bene: le opportunità a disposizione sono evidenti e che si vedono anche nei risultati obiettivi. Ciò che ci insegna il Consorzio è che la filiera è fondamentale».

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