DIFESA

È ora di controlli preventivi sullo stato fitosanitario

Un’attenta verifica consente di individuare precocemente eventuali avversità. I danni causati da tignola, margaronia e rodilegno giallo e gli interventi consigliati. Più chiare e semplici le regole per compilare il registro dei trattamenti fitosanitari

Nel periodo primaverile è buona prassi verificare in modo approfondito lo stato fitosanitario dell’oliveto: ciò consente di organizzare in maniera più agevole le operazioni colturali per affrontare una nuova annata produttiva anche sotto il profilo della difesa.

Nelle aree olivicole in cui la stagione primaverile è caratterizzata da decorsi particolarmente umidi e piovosi occorre osservare con particolare attenzione lo sviluppo di Spilocea oleagina agente dell’occhio di pavone. Gli interventi previsti nei mesi scorsi (cfr. rubrica marzo 2013), qualora non siano stati ancora eseguiti, vanno effettuati quanto prima. La fase iniziale dell’infezione si sviluppa soprattutto sulle foglie a livello sotto cuticolare, i sintomi sono evidenti solo dopo un periodo più o meno prolungato d’incubazione. Quando la malattia raggiunge il massimo sviluppo, a stagione inoltrata, si manifesta sulla pagina superiore delle foglie con macchie circolari brune con una zona più chiara a livello centrale (foto 1). La malattia successivamente provoca ingiallimenti e defogliazioni anche consistenti, con riduzione dell’induzione a fiore e conseguente diminuzione della capacità produttiva delle piante. I prodotti fitosanitari efficaci contro l'occhio di pavone sono quelli a base di rame (autorizzati anche in regime di agricoltura biologica) o a base di dodina in caso di livelli d’infezione molto elevati.

Intervenire sui fitofagi

Per quanto riguarda i fitofagi, osservando la vegetazione si possono notare le erosioni causate dalle larve di tignola (Prays oleae) che, comunque, sono del tutto trascurabili. La generazione fillofaga di questo lepidottero inizia nell’autunno dell’anno precedente con la formazione di gallerie scavate all’interno del tessuto fogliare. Raggiunta l’ultima età (quinta) le larve fuoriescono dalle mine e compiono erosioni che lasciano inalterata l’epidermide superiore delle foglie (foto 2). Dopo alcuni giorni dall’incrisalidamento sfarfalla dando origine alla generazione antofaga, a carico delle infiorescenze.

In questo periodo non è comunque consigliabile eseguire interventi fitosanitari: la lotta contro le infestazioni di tignola è efficace essenzialmente nei confronti della generazione successiva, quella che attacca i frutti in fase di accrescimento (carpofaga). Per le aziende che operano in regime di agricoltura biologica tuttavia può essere utile, nelle aree in cui la tignola provoca costantemente gravi danni alla produzione, intervenire con prodotti a base di Bacillus thuringiensis var. kurstaki contro le larve presenti sulle foglie o sulle infiorescenze. Tale strategia, pur non essendo risolutiva, può avere un effetto di riduzione della popolazione del fitofago, mitigando i danni prodotti dalla generazione carpofaga che in agricoltura biologica non può essere efficacemente contrastata per carenza di adeguate soluzioni tecniche.

Un altro lepidottero che infesta soprattutto i germogli e le foglie di nuova formazione dell’olivo (ma anche di altre oleacee come ligustro e gelsomino) è la margaronia (Palpita unionalis), una farfalla di colore bianco madreperlaceo. Il fitofago, i cui adulti compaiono già a marzo nelle regioni meridionali, può compiere 4-5 generazioni in un anno. È possibile monitorarne i voli con l’impiego di trappole a colla innescate con un erogatore di feromone sessuale per la cattura dei maschi.

Le piante in vivaio e i giovani oliveti sono maggiormente suscettibili agli attacchi di margaronia: i danni maggiori si hanno quando l'infestazione provoca il disseccamento degli apici vegetativi gli interventi fitosanitari vanno eseguiti nelle situazioni più gravi in cui l’infestazione può compromettere il regolare sviluppo vegetativo delle piante (foto 3). Anche se non si conoscono soglie di intervento, si consiglia di verificare la presenza di ovature e giovani larvette sulla vegetazione per ottimizzare l’impiego di prodotti fitosanitari a base di Bacillus thuringiensis var. kurstaki particolarmente efficace nei confronti di questo fitofago.

Un pericoloso nemico

Anche le infestazioni di rodilegno giallo (Zeuzera pyrina) possono essere individuate precocemente solo con un attento controllo di campo. Questo insetto svolge parte del ciclo larvale nella zona midollare e, con una attenta osservazione, si può notare la fuoriuscita di rosura e, soprattutto, di sostanze gommose dai rami e dal tronco delle piante attaccate. L’adulto è una farfalla di medie dimensioni (4-7 cm di apertura alare) con ali bianche punteggiate di macchie nere o blu scuro; le femmine, dopo l’accoppiamento depongono le uova in gruppi in zone riparate della corteccia. Le giovani larve scavano gallerie all’interno di germogli o piccoli rametti e dopo un periodo di accrescimento ne fuoriescono per dirigersi verso rami, branche e tronchi delle piante ospiti dove scavano profonde gallerie. L’incrisalidamento avviene in prossimità del foro di uscita della galleria. Il ciclo biologico di Z. pyrina può durare uno o due anni in funzione della latitudine e dell’andamento meteorologico stagionale. In caso di infestazione, gli olivi colpiti manifestano una riduzione del vigore vegetativo e un generale deperimento; al di sopra dei punti di attacco la chioma assume inizialmente un aspetto clorotico e successivamente dissecca.

I danni possono essere consistenti soprattutto nei giovani impianti, in cui gli attacchi al tronco, anche di una sola larva, possono compromettere la vitalità della pianta. Il controllo delle infestazioni di Z. pyrina è difficile ed è necessario integrare diversi metodi di lotta: l’asportazione delle branche infestate che vanno allontanate dall’oliveto e distrutte; l’uncinatura, che consiste nel raggiungere le larve all’interno delle gallerie con fili di acciaio; l’immissione di prodotti insetticidi allo stato di aerosol e la tempestiva chiusura del foro della galleria; l’installazione nell’impianto di apposite trappole in numero non inferiore a 10/ha per eseguire una cattura massale degli adulti (foto 4).

Infine è importante pianificare con un certo anticipo l’acquisto dei mezzi biotecnologici da utilizzare nelle strategie di difesa integrata, quali trappole per il monitoraggio dei fitofagi o per la cattura massale (mosca, tignola, rodilegno), nonché accertarsi che i rivenditori abbiano disponibilità dei prodotti fitosanitari di probabile impiego nella corso della stagione produttiva.

Elenco cronologico

Si ricorda che il DPR n. 55/2012, che ha modificato DPR n. 290/2001, ha chiarito e semplificato gli adempimenti relativi alla tenuta e alla compilazione del registro dei trattamenti effettuati con prodotti fitosanitari (tabella 1). Il registro è un modulo aziendale che deve contenere l'elenco cronologico dei trattamenti eseguiti sulle diverse colture oppure, in alternativa, una serie di moduli distinti, uno per ogni singola coltura. Sul modulo devono essere annotati i trattamenti effettuati con tutti i prodotti fitosanitari utilizzati in azienda (classificati molto tossici, tossici, nocivi, irritanti o non classificati) entro trenta giornidalla loro distribuzionee, comunque, entro la data di raccolta.

Il registro dei trattamenti va conservato almeno per i tre anni successivi a quello a cui si riferiscono gli interventi annotati, assieme alle fatture di acquisto dei prodotti fitosanitari e alla copia dei moduli di acquisto dei prodotti con classificazione di pericolo di molto tossici, tossici e nocivi. La conservazione del registro dei trattamenti può inoltre essere utilizzato quale strumento di verifica nell’ambito del regime di condizionalità degli aiuti comunitari. Il registro dovrà essere esibito su richiesta degli organi di controllo della amministrazione pubblica.

(*) Assam - Servizio fitosanitario regionale - Ancona

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