I risultati della rete varietale 2010 in asciutto e in irriguo

Sorgo da granella, gli ibridi con le migliori performance

Per le rese annata non favorevole. Bene i cicli medi e medio-tardivi al Centro-Nord

La coltivazione del sorgo da granella nel 2010 in Italia ha superato i 40.000 ha, di cui circa 30.000 ha concentrati in Emilia-Romagna e Lombardia. Dopo il sensibile calo dello scorso anno nelle Marche, il sorgo è rimasto abbastanza stabile in Italia centrale e in ulteriore diminuzione al sud (dati ISTAT).
Il CRA-QCE di Roma, in collaborazione con Enti pubblici e privati, coordina da 27 anni una rete di prove di confronto tra ibridi di sorgo da granella al fine di promuoverne le interessanti caratteristiche di rusticità, basso impatto ambientale, risparmio idrico e ridotto rischio sanitario, in particolare se considerato come alternativa al mais ed anche con possibili future potenzialità per la produzione di alimenti privi di glutine.
Nell’ambito di questa rete nel 2010 sono stati allestiti 6 campi sperimentali: Rieti, a cura del Centro Appenninico “C. Jucci”; Agugliano (AN), a cura dell’Università Politecnica delle Marche; Pizzale (PV), a cura dell’Apsovsementi; Roma, a cura del C.R.A.-QCE; Foggia, a cura del C.R.A.-CER; Cammarata (AG), a cura dell’Università di Palermo.
Sono stati testati 36 ibridi in asciutto a Rieti, Agugliano (AN) e Pizzale (PV) e con sussidio idrico a Foggia e Cammarata (AG); a Roma la prova con sussidio idrico limitato ha riguardato 22 genotipi, (tab. 1). Tra gli ibridi provati, Maya, Oggana, PSE22068, PSE26056, PSE95207 e Stingg erano al primo anno di sperimentazione.
In tutte le prove è stato adottato uno schema sperimentale a blocchi randomizzati con 3 o 4 ripetizioni e un investimento di 30 piante/m²; la quantità di azoto totale somministrato è oscillata tra 60 e 200 kg/ha, distribuito tutto in copertura ad Agugliano e Rieti, parte alla semina e parte in copertura a Pizzale, Roma, Foggia e Cammarata. Il sussidio idrico è stato realizzato con diverse modalità: a Roma limitato ad un unico intervento di 900 m³/ha alla fase di botticella, a Foggia con irrigazione a goccia per un totale di 3000 m³/ha e a Cammarata con 5 interventi (semina, levata, botticella, fioritura e riempimento granella) per un totale di 1800 m³/ha.
 

 

ANDAMENTO CLIMATICO
L’andamento termico dell’annata ha fatto registrare temperature decisamente più elevate della media poliennale in tutte le località. Solo nelle prime fasi del ciclo colturale sono state rilevate precipitazioni di una certa consistenza che hanno generalmente favorito una buona emergenza; piogge utili sono state registrate anche poco prima della fioritura ma limitatamente alle località dell’Italia centro-settentrionale. Da segnalare che a Rieti le incessanti e continue piogge autunnali non hanno consentito la raccolta fino al 10 febbraio, con il campo rimasto sommerso per oltre 40 giorni.
 

 

PROVE IN ASCIUTTO IN ITALIA CENTRO-SETTENTRIONALE
Nella tab. 2 sono riportati i principali risultati medi dei 36 ibridi testati nelle tre località dell’Italia centro-settentrionale senza sussidio idrico. La produzione media, pari a 6.28 t/ha, è risultata inferiore di circa il 30% rispetto al 2009. Rispetto al biennio precedente, la produzione rilevata a Rieti è risultata lievemente inferiore (-7%) mentre decisamente più marcate sono state le diminuzioni registrate a Pizzale (-34%) e Agugliano (-49%). Per il secondo anno consecutivo l’ibrido medio-tardivo Puma è stato il più produttivo (7.78 t/ha), seguito da Angelus e Marcus, entrambi di ciclo medio con rese di poco superiori alle 7.5 t/ha. Produzioni superiori a 7 t/ha sono state realizzate anche dagli ibridi di recente costituzione Cheope, Reggal, Targga e Classus; si confermano inoltre buone le rese dei più collaudati Aralba, Kinggo e DK 34, con indici di 109-110.
Tra gli ibridi al primo anno di prova, solo Oggana ha fatto registrare una resa superiore alla media.
La durata media del ciclo è stata di 57 giorni dall’emergenza alla fioritura. Gli ibridi più precoci sono risultati Burggo, Oggana e Maya (gli ultimi due al primo anno di prova) mentre il più tardivo è stato PSE97524. Tra le altre nuove costituzioni, Stingg è risultato di ciclo medio-precoce; PSE26056, PSE95207 e PSE22068 medi-tardivi.
L’eserzione media del panicolo è stata simile alla media poliennale, con il valore più elevato registrato per il nuovo ibrido PSE22068 (20 cm); anche gli altri genotipi testati per la prima volta hanno evidenziato valori superiori o prossimi alla media.
Analogamente alle rese, anche il tenore proteico medio della granella (7.7%) è risultato inferiore al 2009, in particolare per i bassi valori ottenuti a Pizzale e Agugliano. Maya, Queyras e Taxus hanno fatto registrare le proteine più elevate (comprese tra 8.9% e 8.5%) ma associate a rese modeste.
Cheope, Marcus, Reggal, Aralba e Ardito si sono distinti per livelli proteici e produzioni superiori alla media.
Il peso medio delle 1000 cariossidi è risultato lievemente inferiore al 2009 (24.5 g contro 25.7 g); con valori di 21.5 g a Pizzale, 25.1 g a Rieti e 27.0 g a Agugliano. Taxus ha mostrato il peso 1000 semi più elevato (29.1 g), seguito da Angelus, Kinggo, Queyras. Tra gli ibridi al primo anno di sperimentazione, Oggana, PSE26056, Maya e Stingg hanno mostrato pesi unitari della granella superiori alla media.
 

 

PROVE IN IRRIGUO IN ITALIA CENTRO-MERIDIONALE
Nella tab. 3 sono riportati i principali risultati medi dei 36 ibridi provati con sussidio idrico in due località dell’Italia meridionale (Foggia e Cammarata).
Le rese medie sono state complessivamente modeste (5.69 t/ha) a causa soprattutto degli scarsi risultati ottenuti a Cammarata (4.70 t/ha). Tra gli ibridi sono da segnalare Ardito e Marcus, con produzioni medie superiori a 7 t/ha ed indici di resa nettamente superiori a 100 in entrambe le località. In particolare Ardito si caratterizza anche per una elevata eserzione del panicolo (30 cm) e per dimensioni della granella e peso ettolitrico più alti delle medie.
La prova di Roma è stata realizzata su un numero ridotto di ibridi (tab. 1) utilizzando la tecnica del sussidio idrico limitato (un solo intervento irriguo di 900 m³/ha alla botticella). La produzione media (tab. 4) è risultata pari a 8.54 t/ha, con le rese più elevate mostrate dagli ibridi di ciclo medio: Arsenio è stato l’ibrido più produttivo, con una resa media di 10.81 t/ha ed un indice di 127; seguono, con produzioni superiori a 9 t/ha, la nuova costituzione PSE95207, Artico, Reggal, DK34, Brenus, PR88Y20 e Oggana, precoce e al primo anno di prova.
Buona è risultata la misura media dell’eserzione del panicolo (13 cm), con i valori maggiori registrati per Arsenio, Giaguaro, Brigga e Classus. Il peso unitario e il contenuto proteico della granella hanno mostrato valori medi nel complesso interessanti; da segnalare Arsenio, Artico, Brigga, Oggana, PR88Y20 e Reggal che hanno fatto registrare pesi 1000 cariossidi maggiori di 31 g, tenori proteici superiori al 10% s.s. associati ad elevati indici di resa.
 

 

CONCLUSIONI
Al fine di ottenere indicazioni sul comportamento produttivo degli ibridi al variare delle condizioni climatiche vengono riportati gli indici di resa medi dei genotipi presenti nel quadriennio 2006-2008-2009-2010 nelle prove in asciutto e in quelle con sussidio idrico.
Dalla sintesi delle prove poliennali senza irrigazione (tab. 5) si evidenziano per rese elevate e stabili, sempre superiori o uguali alle medie campo, DK34, Marcus, Kinggo e Aralba di ciclo compreso tra medio e medio-tardivo; un po’ meno stabile, ma con rese medie comunque superiori a 8 t/ha, è risultato Brenus.
Nella tab. 6 sono presentati gli indici di resa degli ibridi saggiati con sussidio idrico nello stesso quadriennio a Cammarata. Ai primi posti della graduatoria si collocano ibridi di ciclo più breve (Iside, Ardito e Kinggo) con medie superiori a 7 t/ha. Nessun ibrido ha mostrato indici di resa uguali o superiori a 100 in tutti e quattro gli anni, confermando un comportamento piuttosto instabile nelle difficili condizioni climatiche della Sicilia anche avvalendosi di irrigazioni di soccorso.

 

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Andreina Belocchi, Mauro Fornara, Valerio Mazzon, Fabrizio Quaranta
(C.R.A.-QCE - Roma)
Valerio Vecchiarelli
(Centro Appenninico “C. Jucci” Rieti- Università di Perugia)
Rodolfo Santilocchi, Michele Bianchelli, Ilaria Beldomenico
(Dipartimento di biotecnologie agrarie e ambientali - Università Politecnica delle Marche)
Paola Viola
(Apsovsementi, Voghera-PV)
Pasquale De Vita, Salvatore Colecchia
(C.R.A.-CER - Foggia)
Giacomo Venezia
(Dipartimento di agronomia, coltivazioni erbacee e pedologia - Università di Palermo)

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