DOSSIER GRANDINE

Avversità atmosferiche: più opportunità per il frutticoltore che vuole assicurarsi La difesa passiva dalla grandine e dalle altre calamità atmosferiche si arricchisce di opzioni, più rispondenti all’esigenza dell’impresa di avere un reddito garantito. L’analisi della situazione dopo quattro anni di operatività della Legge 102. La posizione dei Consorzi di difesa e delle compagnie assicurative.

Avversità atmosferiche: più opportunità per il frutticoltore che vuole assicurarsi

La difesa passiva dalla grandine e dalle altre calamità atmosferiche si arricchisce di opzioni, più rispondenti all’esigenza dell’impresa di avere un reddito garantito.
L’analisi della situazione dopo quattro anni di operatività della Legge 102.
La posizione dei Consorzi di difesa e delle compagnie assicurative.

 

Mentre in tutta Italia, in Europa e nel mondo i costi delle assicurazioni sono in costante crescita, nel settore delle assicurazioni per i danni all’agricoltura le polizze hanno fatto registrare un ribasso. Si tratta di un risultato ottenuto grazie alla combinazione di una serie di fattori, primo fra tutti un’attività forte e coordinata di tutti i soggetti coinvolti che ha determinato un aumento dei contributi da parte dello Stato, passati a livello nazionale dai 160 milioni del 2006 ai 210 del 2007.
Si tratta di una scelta chiara a favore del sistema assicurativo per far fronte ai danni in agricoltura, in alternativa al vecchio sistema degli aiuti compensativi ex-post, molto dispendiosi e poco efficaci.
Una scelta sostenuta anche dall’Ue che nel sistema assicurativo vede il miglior sistema per risarcire le aziende colpite da calamità.
Anche grazie al via libera di Bruxelles, il contributo pubblico nelle polizze per l’agricoltura può andare oltre il 50% e arrivare fino all’80% delle tariffe.

 

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I costi della protezione nel melo: l’esperienza piemontese premia le reti

Costi comunque elevati per l’impresa frutticola che vuole tutelarsi con un’efficace difesa antigrandine. Meglio quella “attiva” con le reti in alcune specie ad alto rischio. Garantita in questo modo la possibilità di rifornire la filiera commerciale.

 

L’investimento per dotare un frutteto di un sistema di copertura antigrandine eguaglia o, in molti casi supera, come per il melo, il costo relativo all’impianto stesso. Oltre a ciò il sistema di copertura con le reti dall’esperienza ormai quindicinale maturata in Piemonte nell’areale cuneese, non sempre costituisce una garanzia assoluta di protezione o di tenuta dell’impianto ad opera di eventi di forte intensità (vento forte, grandinate di eccezionale rilevanza e durata, ecc.).
Eppure, attualmente, le reti antigrandine rappresentano il sistema più affidabile e conveniente per proteggere le colture frutticole da questa meteora, tanto da rendere ormai indispensabile la sua adozione nei nuovi frutteti. Lo dimostrano, per esempio, i trend degli impianti di melo costituiti dalla fine degli anni ‘80 ad oggi e provvisti di reti di protezione (Fig. 1). Questo perché, piaccia o non piaccia, è a tutt’oggi l’unico sistema attivo realisticamente applicabile rispetto, invece, a quanto si proponeva in passato come i cannoni ad onda d’urto o i razzi per la distribuzione di sostanze disperdenti il nucleo grandinigeno, tutti mezzi ormai in disuso.

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Reti antigrandine: meglio nere, bianche o grigie?

Influenzata la colorazione dei frutti, non la produttività degli impianti. Il problema dei costi di installazione e di mantenimento delle reti in relazione alla loro durata potenziale. I consigli per la migliore gestione agronomica delle piante.

 

Già dal 2003 sono in corso in Alto Adige, a Tirolo, sperimentazioni organizzate di concerto con gli operatori del Centro di sperimentazione agraria di Laimburg, per valutare gli effetti delle differenti colorazioni delle reti antigrandine sulla varietà Golden Delicious.
L’appezzamento sul quale sono state effettuate le prove è ubicato ad un’altitudine di circa 600 m s.l.m. Le file di meli decorrono in direzione Nord-Ovest Sud-Est con piante messe a dimora nel 1999 e allevate a spindel slanciato. Il sesto d’impianto è di 3,3 x 1 m e l’altezza delle piante raggiunge i 3,2 m. Nel 2002 il frutteto è stato coperto con una rete antigrandine nera a due fili, con maglie di 8 x 4 mm. Nel tardo autunno 2003 si è proceduto all’eliminazione di 6 corsie e alla loro sostituzione con, rispettivamente, 3 corsie di reti grigie e altre 3 di reti bianche. Anche in questo caso le maglie sono di 8 x 4 mm. Per quanto riguarda la rete grigia, i fili sono bianchi sulla lunghezza e neri sulla larghezza. Le corsie sono larghe 3,6 m e l’altezza è di circa 50 cm. L’altezza di colmo della rete è di 3,6 m.
 

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