MAIS: I nuovi ibridi iscritti al Registro per la campagna 2011

scacco

Secondo la normativa nazionale e comunitaria le varietà appartenenti a specie per le quali esiste l’obbligo di certificazione per essere immesse in commercio devono essere iscritte al rispettivo Registro varietale. A tal fine gli Stati dell’Unione europea istituiscono prove per verificare se sussistono per la nuova accessione varietale i requisiti di distinguibilità, omogeneità e stabilità e, nel caso delle specie agrarie, se la varietà possegga un valore agronomico e/o di utilizzazione che sia un migliorativo rispetto al panorama varietale. Le prove sono normalmente condotte in due cicli indipendenti, che per una specie come il mais corrispondono a due annate successive. Al termine delle prove i dati ottenuti sono valutati dalla Commissione Sementi che esprime un parere sulla possibile registrazione. In base al parere espresso ilMipaaf procede all’iscrizione che determina la possibilità di commercializzare le sementi della varietà.
Il 2010 è stato l’anno in cui per la prima volta, si sono concluse le prove realizzate in base ai nuovi criteri approvati con Decreto ministeriale del 21 gennaio 2008.
Fra le novità contenute si sottolinea:
- La possibilità di valutare le varietà per la produzione di trinciato;
- La possibilità, da parte dei costitutori, di effettuare le prove di primo anno sotto sorveglianza ufficiale dell’ente di coordinamento, secondo quanto riportato dal punto 4 del decreto sopra citato. In questo caso è il costitutore stesso che effettua le prove descrittive e agronomiche, che raccoglie i dati relativi al primo ciclo di coltivazione e che invia poi al Centro di coordinamento. Alla luce di ciò quest’anno saranno pubblicati solo i dati relativi al secondo (in alcuni casi terzo) ciclo di prove. I dati relativi alla stagione 2010 sono infatti omogenei per tutte le varietà. Comunque tutte le varietà qui richiamate hanno superato positivamente le prove previste dai protocolli e risultano iscritte al Registro varietale nella classe di precocità indicata.
 

 

CARATTERI GENERALI DELLA PROVA
Nel corso della campagna 2010 sono stati messi in prova 409 ibridi da granella di cui 169 al primo ciclo anno, 230 al secondo e 10 al terzo anno di valutazione. Per quanto riguarda gli ibridi in prova trinciato sono risultati 12 ibridi al primo anno e 11 al secondo. A questi devono essere aggiunti 152 ibridi che hanno svolto il primo ciclo di prove presso la rete istituita dal costitutore. Nel 2010 sono stati dieci i costitutori (su un totale di 22) che hanno utilizzato questa possibilità. Il Centro di Coordinamento durante il periodo delle fioriture ha effettuato ispezioni presso i campi dei costitutori per verificare il rispetto dei protocolli.
In Italia le prove per l’iscrizione al Registro Nazionale per le nuove varietà dimais sono coordinate dall’Inran attività di gestione ex EnteNazionale Sementi Elette (Ense).
 

 

PROVA DESCRITTIVA
Le prove descrittive, sia sugli ibridi in iscrizione sia sui relativi parentali, vengono realizzate nell’azienda sperimentale ex-Ense di Tavazzano (Lo).
Lo scopo è di valutare distinguibilità, uniformità e stabilità (Dus) e la compatibilità con i parentali degli ibridi in iscrizione. Per fare ciò ciascun ibrido o parentale viene descritto utilizzando la scheda stabilita dall’Ufficio Comunitario delle Varietà (Cpvo) per tale specie (TP/2/2). Nel contempo viene registrata l’eventuale presenza di fuoritipo; nel caso questi risultino in numero superiore alla soglia stabilita dal protocollo Cpvo, l’ibrido (o il parentale) è considerato non uniforme. Contestualmente alle prove morfologiche, presso il Laboratorio Sementi ex-Ense di Tavazzano (Lo) vengono effettuate analisi elettroforetiche sul materiale inviato dai costitutori con lo scopo di verificare la compatibilità tra le linee parentali e l’ibrido in iscrizione e confermare eventuali problemi morfologici riscontrati nelle prove in campo.
 

 

PROVA AGRONOMICA
Le prove agronomiche per gli ibridi da granella sono state condotte negli anni 2009 e 2010, per le varietà che effettuano entrambi i cicli ufficiali, attraverso una rete di sperimentazione a carattere nazionale. La distribuzione per quanto riguarda gli ibridi da granella è stata:
– nel 2009, primo ciclo di prova, il protocollo sperimentale prevedeva di realizzare prove in 5 località e in particolare Bergamo, Fontanella al Piano (Bg), Lonigo (Vi), Palazzolo dello Stella (Ud) eVigone (To).
– nel 2010, secondo ciclo di prova o primo ufficiale per gli ibridi che hanno usato la possibilità prevista dal punto 4 del DM 2008, il protocollo prevedeva per gli ibridi appartenenti alle classi Fao 200, 300, 400 8 località e precisamente Vigone (To), Bergamo, Fontanella al Piano (Bg), Lonigo (Vi),Verona, Palazzolo dello Stella (Ud), Ferrara eMarciano della Chiana (Ar); a queste, per le classi Fao 500, 600, 700 si aggiungono 4 località, quali Chivasso (To), Montecchio di Precalcino (Vi),Mortegliano (Ud) e Gariga di Podenzano (Pc), per un totale complessivo di 12 località.
Per la rete delle prove agronomiche per gli ibridi da trinciato: il protocollo prevede sia al primo sia al secondo ciclo prove in 3 località. In particolare le prove sono state realizzate a Bergamo, Lonigo (Vi) e Ceneselli (Ro). Le analisi sulla qualità del trinciato sono state effettuate dal Cra-Mac di Bergamo.
 

 

IBRIDI IN PROVA
Gli ibridi da granella sono stati distribuiti in differenti prove suddivise per classe di precocità: precocissimi (Fao 200), precoci (Fao 300), medio-precoci (Fao 400), medi (Fao 500) medio-tardivi (Fao 600) e tardivi (Fao 700). Le varietà candidate sono state confrontate per la performance agronomica con ibridi di riferimento già iscritti (indicati nelle tabelle con la lettera “Ta”) e per l’umidità alla raccolta identificati da “Tu+” (riferimento per limite superiore di umidità) e da “Tu” (riferimento per limite inferiore di umidità). Per particolari tipi di granella (Marano, Corné, francese, waxy, bianchi ecc.) sono stati utilizzati testimoni specifici.
Gli ibridi da trinciato visto l’esiguo numero sono stati suddivisi in due prove precoci (200) emediotardivi (6-700) e anch’essi confrontati con ibridi di riferimento (Ta).Nella Tab. 1 viene riportato il numero degli ibridi di nuova iscrizione e dei testimoni provati nelle diverse classi di precocità. Nella Tab. 2 le nuove varietà, iscritte con Decreto 7-2-2011 e pubblicate in G.U. n. 33 del 10-2-2011, vengono suddivise per ditta distributrice e classe di precocità.
 

 

DISEGNI SPERIMENTALI, CONDUZIONE DELLE PROVE, RILIEVI
Le prove sono state condotte adottando un disegno sperimentale a blocchi randomizzati con due repliche per le varietà da granella, tre per quelle da trinciato. La parcella elementare è costituita da 4 file, lunghe 5metri e interfila di 75 cm; i blocchi sono separati da un sentiero largo circa unmetro.
Le operazioni di semina sono state condotte con seminatrici parcellari a distribuzione meccanica o pneumatica. Sono stati distribuiti sulla fila 40-45 semi, successivamente le piantine sono state diradate manualmente fino al raggiungimento dell’investimento finale programmato per le diverse classi di maturità e pari a: 7,50 piante/m² per la classe 2-300; 7,2 piante/m² per la classe 400; 6,9 piante/m² per la classe 500; 6,7 piante/m² per la classe 600; 6,4 piante/m² per la classe 700. Nel caso dei trinciati l’investimento finale è stato per le classi medio-precoci 8 piante/m², 7,6 e 7,2 piante/m² rispettivamente per la classe 600 e 700.
Tutte le prove sono state condotte in condizioni di coltura irrigua intervenendo con metodi di irrigazione (gravitazionali o per aspersione), volumi d’acqua e turni propri della zona agraria di coltivazione. I criteri di concimazione sono stati omogenei per i vari ambienti di prova, tendendo a fornire alla coltura gli elementi asportati, calcolati sulle aspettative di resa; l’azoto è stato in tutti i casi distribuito in modo frazionato in pre-semina e in copertura. I rilievi agronomici sono stati effettuati in diverse fasi fenologiche: il numero di piante per parcella è stato rilevato generalmente in fase di prima levata; in pre-raccolta sono state contate il numero di piante spezzate al di sotto della spiga e le piante allettate. La raccolta, per le varietà da granella, è stata effettuata a maturazione agronomica della cariosside con mietitrebbiatrici parcellari, determinando produzione per parcella, umidità e peso ettolitrico con strumentazione Dickey-John Gag.
Nel caso dei trinciati la raccolta è stata effettuata a maturazione cerosa quando la sostanza secca media era intorno al 35%. Le file centrali sono state raccolte e trinciate con trinciacaricatrici parcellari, in grado di determinare il peso del trinciato raccolto.Un campione di circa 1 kg di trinciato integrale per ciascuna parcella è stato essiccato in stufa a 65°C per la determinazione della sostanza secca, successivamente macinato con mulino a vaglio di 0,5 mm e poi tramite spettrofotometro a scansione modello Nirs sono stati valutati i parametri qualitativi (Ndf, Adf, Adl, Dso e proteina grezza) per la stima del valore energetico e di digeribilità. L’insieme dei parametri rilevati sono stati sintetizzati nelle Ufl, indice che esprime il valore energetico del foraggio.
Le informazioni sulle singole località e riguardanti natura del terreno, precessione colturale, quantità di fertilizzanti, volumi e modalità di irrigazione, date di semina e raccolta sono riportate nella scheda agronomica (reperibile su www.agricoltura24.com).
 

 

VALUTAZIONE DI UN IBRIDO DA GRANELLA E DA TRINCIATO
Un ibrido da granella è giudicato positivamente se l’indice di performance del biennio, è staticamente (p ≤ 0,01) uguale o superiore a quello dellamedia dei testimoni agronomici (Ta).
Per le varietà con tipologie di granella particolari il confronto viene effettuato solo con la media dei testimoni del medesimo tipo.
Qualora l’umidità media del biennio dell’ibrido differisca in più o in meno di 1,5 punti rispetto ai testimoni di classe per l’umidità (Tu+ e Tu-), il confronto dell’indice di performance dell’ibrido è effettuato con la media dei testimoni agronomici della classe di precocità rispettivamente superiore o inferiore.
Nel caso degli ibridi da trinciato, l’ibrido è giudicato positivamente se il valore di Ufl per ettaro è staticamente (p ≤0,01) uguale o superiore a quello dellamedia dei testimoni. 
 

 

PRESENTAZIONE DEI RISULTATI
I risultati vengono riportatimediante grafici a doppia entrata, tabelle dellemedie e indici della stagione 2010 e tabelle con gli indici produttivi delle località delle prove 2010.
 

 

TABELLE DELLE MEDIE
Un’informazione completa sulle caratteristiche dei materiali è disponibile nelle tabelle dellemedie (valorimedi della campagna 2010).Gli ibridi sono elencati in ordine alfabetico, con l’indicazione della ditta rappresentante in Italia. I risultati produttivi dei nuovi ibridi e degli ibridi testimoni sono riportati come valori assoluti e come numeri indice sui relativi testimoni agronomici (media dei testimoni = 100).
A conclusione delle tabelle, in corrispondenza delle righe “Media testimoni”, vengono riportati, per tutti i caratteri, le medie ottenute dagli ibridi di riferimento specifici alle varietà in prova, come misura reale e come riferimento diretto alle caratteristiche ambientali in cui le prove si sono svolte. La “Media di campo” è quella ottenuta nella provamediando i dati dei testimoni, e di tutti gli ibridi in prova inclusi anche quelli che, in base alle prove, non sono stati giudicati idonei all’iscrizione.
 

 

TABELLE DELLE LOCALITÀ
Un’informazione sintetica circa il comportamento deimateriali nei vari ambienti di coltivazione è ricavabile dalle “Tabelle delle località”. Gli ibridi sono elencati in ordine alfabetico e viene valutata la produzione nelle singole località di prova del 2010 in termini di numeri indice (12 località per gli ibridi Fao 5-6-700; 8 località per gli ibridi Fao 2-3-400). Anche in questo caso le righe “Media testimoni” riportano la produzionemedia reale degli ibridi testimoni e costituiscono l’indicatore del livello produttivo o della fertilità ambientale di ogni singola località e la “Media di campo” indica, come nel caso delle tabelle delle medie di anno e biennio, l’andamento generale della prova. Nel caso degli ibridi da trinciato sono stati riportati i valori di produzione si sostanza secca e UFL a ettaro di ciascuna località.
 

 

COME LEGGERE LE TABELLE
- Performance: riassume il valore agronomico di una varietà includendo produzione, umidità alla raccolta, piante spezzate e allettate secondo la seguente formula:
Performance = P + (±A) – B
P = produzione parcellare in t/ha al 15,5%di umidità
A= (umiditàmedia della prova - umidità dell’ibrido) x 0,15
B = produzione x ((%spezzate +%allettate) / 100) x 0,5
Sostanzialmente la performance avvantaggia (o svantaggia) la produzione di un ibrido con umidità alla raccolta inferiore (o superiore) alla media con 0,15 t/ha per punto di umidità differenziale dalla media; dalla resa così ottenuta viene sottratto il 50% della produzione raccolta dalle piante spezzate o allettate. La performance è presentata nelle tabelle come numero indice rispetto a testimoni rapportati a 100.
- Tu+ e Tu- : sono gli “ibridi testimoni per l’umidità”. Questi 2 ibridi servono a definire le soglie di umidità (superiore e inferiore) utili per stabilire l’appartenenza di un nuovo ibrido a una determinata classe Fao. In pratica se l’umiditàmedia del biennio dell’ibrido differisce in più o inmeno di 1,5 punti rispetto ai testimoni di classe per l’umidità (Tu+ e Tu-), il confronto dell’indice di performance dell’ibrido è effettuato con lamedia dei testimoni agronomici della classe di precocità superiore o inferiore.
–Ufl: (unità foraggere latte)misura il contenuto energetico di un foraggio riferito alla sua efficienza di trasformazione in latte.
– Ndf: (fibra neutro detersa) è la parte della fibra insolubile al detergente neutro.
– Adf: (fibra acido detersa) è la parte della fibra insolubile al detergente acido.
– Adl: (lignina acido detersa) si ricava dal residuoAdf trattato con acido. È indice del contenuto di lignina del foraggio.
–Dso: (digeribilità della sostanza organica) stima la percentuale del foraggio digeribile.
– d.m.s. 5% o 1% (differenza minima significativa con una probabilità di errore del 5% o 1%): è una quantità statistica espressa, nella stessa unità di misura del carattere in esame, che indica la differenzaminima (in termini di produzione o performance o umidità alla raccolta) necessaria perché 2 varietà possano essere considerate statisticamente diverse per quel carattere.
– C.V. (coefficiente di variabilità espresso in percentuale): esprime la quantità delle differenze riscontrate tra le repliche non attribuibile a fattori controllati nelle prove ed equivale a una stima della precisione dell’esperimento.Valori del C.V. superiori a 15% suggeriscono cautela nel considerare i risultati della prova.
– Ibridi testimoni: rappresentano il valore medio e la diversità genetica deimateriali correntemente coltivati in Italia. 
 

 

ASPETTI EVOLUTIVI DELLE PROVE
Con il DM19 ottobre 2010 è stata recepita la direttiva 2010/46/UE che prevede l’adozione di nuovi protocolli per la valutazione descrittiva di varie specie fra cui ilmais. Il nuovo protocollo Cpvo del mais è il TP/2/3. Le principali novità del nuovo protocollo Cpvo riguardano l’introduzione di nuovi caratteri e l’eliminazione di altri come i caratteri presenza/assenza della colorazione antocianica delle sete (ex Car.15) e del tutolo (ex Car. 32).
I nuovi caratteri introdotti sono i seguenti:
– Car. 3 Foglia: intensità del colore verde;
– Car. 18 Stelo: colorazione antocianica dell’internodo;
Per altri caratteri sono stati aggiunte o modificate alcune classi di espressione:
– Car. 14 Spiga: colorazione antocianica delle sete, la classe 1 è stata modificata in “assente omolto debole”;
– Car. 34 Spiga: tipo di granella, sono stati introdotti due nuove tipologiewaxy e farinoso;
– Car. 36 e 37 Spiga: colorazione della corona e del dorso della cariosside. Aggiunte due nuove espressioni violetto e brunastro;
– Car. 39 Spiga: colorazione antocianica delle glume del tutolo, la classe 1 è statamodificata in “assente omolto debole”.
Nel caso di mais dolci sono stati introdotti:
– Car. 30 Spiga: numero di colori delle cariossidi (da utilizzare anche per imais con granella waxy);
– Car. 31, 32, 33 Spiga: rispettivamente, intensità della colorazione gialla, lunghezza e larghezza delle cariossidi.
Infine per imais da pop corn è stato aggiunto:
– Car. 38: Cariosside: tipologia della cariosside scoppiata.

 

Autori: Giovanni Corsi (1), Manuel Edoardo Isceri (1), Silvia Nizzo (1), Mattia Zuffada (1), Pier Giacomo Bianchi (1), Domenico Strazzulla (2)

(1) Inran - Istituto Nazionale Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione -Attività di gestione ex-Ense
(2)MiPaaf – Cosvir IX Biotecnologie e Sementi

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