SPECIALE DIFESA ORTIVE

stagionali
Fumiganti, dossier scottante sui tavoli di Bruxelles –

Apprezzati per l’efficacia e la rapidità contro i patogeni tellurici, ma il loro utilizzo è sotto la scure della revisione comunitaria

SPECIALE DIFESA ORTIVE

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La lotta ai parassiti tellurici rappresenta per i sistemi colturali intensivi un problema da risolvere sempre e comunque prima dell’avvio della campagna di produzione in serra come in pieno campo. Solo per ricordare alcuni dei principali parassiti e patogeni basta citare i nematodi, galligeni (Meloidogyne spp.foto 1) e non (Ditylenchus sp., Aphelenchoides sp.), gli agenti di tracheomicosi (numerose forme speciali di Fusarium oxysporum, Verticillium dahliae), gli agenti di marciume basale e radicale (Pythium spp.; Phytophthora spp., F. oxysporum f. sp. radicis lycopersici; Fusarium solani, Rhizoctonia solani; Sclerotinia spp., Sclerotium rolfsii; Pyrenochaeta lycopersici, Colletotrichum coccodes, Macrophomina sp., Phoma sp., ecc.). Per il contenimento di tali parassiti e patogeni sino ad alcuni anni fa era possibile utilizzare il bromuro di metile (BM), uso che successivamente al bando di tale sostanza non è più stato possibile (gli stati membri dell’Unione Europea tra il 2005 e il 2008 hanno usufruito della possibilità di usi “critici” di BM, che in seguito è definitivamente decaduta).

TECNICHE ALTERNATIVE
Diverse sono le strategie di lotta che, pertanto, si sono fatte strada più o meno lentamente: su colture orticole, ad esempio, l’uso dell’innesto su piede resistente (foto 2) e l’adozione di mezzi biologici di lotta sono da considerarsi tecniche decisamente promettenti. Similmente, sia per colture ornamentali sia per colture orticole, il ricorso alle coltivazioni fuori suolo risolve facilmente problemi fitopatologici un tempo di difficile gestione. La solarizzazione ha, su diverse coltivazioni (zucchino, ortaggi a foglia) e in diverse aree del paese (Lazio, Campania, Calabria, Sicilia) aumentato significativamente la propria rilevanza. Anche l’impiego del vapore surriscaldato, nonostante l’altalena dei prezzi dei combustibili fossili ha, in alcuni settori, aumentato la propria importanza e in tal senso le innovazioni tecnologiche recentemente rese disponibili anche a livello commerciale sono state certamente di aiuto (foto 3).

L’uso dei fumiganti, peraltro, resta indubbiamente una pratica molto apprezzata dai coltivatori, in particolare per la rapidità di impiego, l’efficacia anche verso più pochi patogeni e parassiti, la possibilità di avere un buon contenimento delle infestanti, il ridotto se non assente rischio di negativi effetti residuali, la possibilità di effettuare i trattamenti attraverso contoterzisti o aziende di fumigazione espressamente autorizzate e specializzate. Le sostanze che attualmente sono disponibili sul mercato sono l’1,3 dicloropropene (1,3 D), la cloropicrina (CP), il dazomet, il metham sodio, il metham potassio: in tabella 1 sono indicate le principali caratteristiche di tali sostanze confrontate con quelle del bromuro di metile, attualmente non più iscritto in Allegato I (Decisione della Commissione del 18 settembre 2008) e non più utilizzabile per usi in agricoltura nel settore della disinfestazione dei terreni agrari dal 31/12/2007.

LIMITI TECNICI
Limitazioni reali relative all’utilizzo di 1,3 dicloropropene, cloropicrina, dazomet, metham sodio, metham potassio non ve ne sono, fatta, almeno, eccezione per la necessità di essere applicati con temperature del terreno non inferiori a 10-14° C. Fenomeni di fitotossicità a seguito della applicazione di tali sostanze fumiganti sono abbastanza rari e, in genere, legati a non corrette applicazioni favorenti la non completa dissipazione e degradazione della sostanza fumigante prima della messa a dimora della coltivazione. Va comunque sottolineato che l’applicazione contemporanea di 1,3 D e CP in associazione a metham sodio è stata spesso indicata quale possibile soluzione in grado di risolvere una volta per tutte il problema della disinfestazione dei suoli agrari. Un recente studio (Guo et al., 2005) ha, però, dimostrato l’applicazione simultanea di metham sodio ed altre sostanze fumiganti alogenate causa la rapida degradazione di queste ultime, limitandone l’efficacia biologica. L’unica alternativa possibile, pertanto, è il trattamento sequenziale con metham sodio e 1,3 D e CP lasciando intercorrere tra l’applicazione del metham sodio e quella degli altri fumiganti non meno di una settimana o la coapplicazione di metham sodio con 1,3 D e CP effettuata applicando a non meno di 10 cm di distanza le sostanze tra loro chiaramente incompatibili. La combinazione di cloropicrina e 1,3 D, rappresenta, quindi, la strategia chimica in grado di fornire risultati quanto mai simili al BM, in particolare per la simultanea possibilità di contenere nematodi, funghi e semi di infestanti. La possibilità di raggiungere buoni effetti per il contenimento delle infestanti, comunque, è essenzialmente dipendente dalle condizioni e dalle modalità di applicazione. In tal senso, vista la classificazione di cloropicrina all’interno del gruppo dei “gas tossici”, l’obbligatoria applicazione professionale, attraverso aziende opportunamente autorizzate e operatori opportunamente patentati, permette di massimizzare l’efficacia di tale sostanza, in particolare in combinazione con 1,3 D. L’applicazione professionale, infatti, appare una garanzia non solo dal punto di vista tecnico, ma anche dal punto di vista professionale potendo rendere realmente tracciabili tutte le fasi distributive e applicative di un geodisinfestante.

UNO SGUARDO ALLA REVISIONE EUROPEA
Tutte le sostanze fumiganti già indicate, sono comunque in fase di revisione comunitaria per la reinclusione in allegato I della direttiva 91/414/CEE ed al momento non è possibile, in via definitiva, indicare quali di esse potranno sicuramente superare tale fase. Relativamente a tale aspetto un caso particolare è quello del 1,3 D: successivamente alla sua non inclusione in allegato I della direttiva 91/414/CEE, come indicato nella decisione della Commissione 2007/619/CE del 20 settembre 2007, è stata comunque garantita la disponibilità del principio attivo sul mercato europeo fino a marzo 2009, con la possibilità di una successiva estensione sino al settembre 2010. Successivamente al marzo 2009, con decreto dirigenziale del 05/05/2009 del Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali, sono stati ulteriormente autorizzati per 120 giorni i prodotti fitosanitari a base di 1,3 D, ai sensi dell’articolo 8 paragrafo 3 del D.L. 194/95, sulla base di circostanze eccezionali come indicato dall’articolo 8 paragrafo 4 della direttiva 91/414/CEE. Allo stato attuale, in attesa delle decisioni finali delle Commisione Europea, per il dazomet e la cloropicrina la possibilità di uso è confermata sino al dicembre 2010 con un “periodo di grazia” massimo sino al dicembre 2011. Al contrario per il metham sodio e il metham potassio la situazione appare al momento non così chiara, non essendo stata ancora confermata la proposta di non inclusione in Allegato I.

Per tutte tali sostanze, comunque, la difesa da parte dell’industria prosegue e gli esiti della fase di revisione possono essere agevolmente seguiti verificando i continui aggiornamenti messi a disposizione sul “Pesticide Database” all’indirizzo: http://ec.europa.eu/sanco_pesticides/public/index.cfm.

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