Ue-Mercosur: il Sud America festeggia, l’Italia meno

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Il presidente brasiliano Jair Bolsonaro, al centro, tra il presidente durante il summit Mercosur a Santa Fe, Argentina, lo scorso 17 luglio , (AP Photo/Gustavo Garello)
Dopo vent’anni di trattative, l’accordo di fine giugno. Il dado è tratto e sarà difficile rivederne i termini nonostante le critiche italiane. L'applicazione è graduale ma la liberalizzazione è quasi totale: 91% dei prodotti Ue e il 92% di quelli sudamericani sarà senza dazio. Riso, zucchero e carne i prodotti più penalizzati, ma ci sono anche opportunità per il vino e le denominazioni protette.

Dopo venti anni di negoziati è arrivata la storica intesa dello scorso 28 giugno 2019 tra UE e Paesi Mercosur sull’accordo di libero scambio, e la Commissione ha pubblicato i documenti che, concluso il processo di revisione, dovrebbero essere firmati. Ecco i dati sui prodotti che saranno esentati dai dazi, le misure fitosanitarie, quelle per la tutela della proprietà intellettuale e delle indicazioni geografiche protette.

Vent'anni per un sì

A distanza di vent’anni dall’inizio dei negoziati, nelle scorse settimane UE e Mercosur hanno finalmente trovato l’intesa sul testo dell’accordo di libero scambio ché porterà ad un significativo abbattimento delle barriere doganali tra i due blocchi, ma non solo.

I Paesi aderenti al Mercosur sono stati inizialmente Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay, ai quali si sono poi aggiunti Venezuela e in corso di adesione la Bolivia. Si tratta di un territorio di 148,7 milioni di chilometri quadrati sul quale risiede una popolazione di 295 milioni di abitanti che sviluppa un’economia che nel complesso rappresenta la quinta potenza mondiale.

I termini generali dell’accordo

In particolare, i Paesi Mercosur liberalizzeranno completamente il 91% delle proprie importazioni dall'UE, nel corso di un periodo di transizione che durerà 10 anni, tranne che per alcuni prodotti più sensibili per i quali la transizione verso la completa liberalizzazione avverrà in 15 anni. Dal canto suo l’UE, sempre nel corso di un periodo di transizione di 10 anni, esenterà dai dazi il 92% dei prodotti importati dai paesi Mercosur.

Per quanto riguarda i prodotti agricoli - che ad oggi subiscono l'imposizione di tariffe particolarmente elevate da parte dei paesi Mercosur - una volta entrato in vigore l’accordo, si avrà l’eliminazione progressiva dei dazi per il 93% delle linee tariffarie dell’export agroalimentare UE, pari al 95% del valore delle esportazioni europee del settore. Da parte sua, l’Unione europea procederà con la liberalizzazione dell’82% delle importazioni agricole dai paesi Mercosur, mentre una porzione più limitata di prodotti “sensibili” saranno sottoposti a impegni di liberalizzazione parziale.

I prodotti liberalizzati

Tra i prodotti su cui le due aree si sono assunte impegni di reciproco abbattimento dei dazi nei prossimi 10 anni, figurano:

30 mila tonnellate di formaggi che, ciascuna delle due parti, esenterà dai rispettivi dazi. Tale volume sarà raggiunto in quote annuali, nei prossimi 10 anni. Lo stesso lasso di tempo sarà impiegato per la riduzione delle percentuali di dazi, fino alla loro completa eliminazione, un processo analogo sarà impiegato anche per 10mila tonnellate di latte in polvere e per 5 mila tonnellate di alimenti per lattanti.

L'accordo eliminerà progressivamente i dazi sulle esportazioni di alimenti e bevande dell'UE, quali:

  • Vino (tassato oggi al 27%)
  • Cioccolato (tassato al 20%)
  • Whisky e altri liquori (tassati dal 20 al 35%)
  • Biscotti (tassati dal 16 al 18%)
  • Pesche in scatola (tassate al 55%)
  • Bevande analcoliche (tassate al 20-35%)

 L’accordo per il riso

Riso rosso (vermelho) proveniente dal Pantanal

Le importazioni esistenti di riso dal Mercosur ammontano in media a circa 100.000 tonnellate all'anno. Il contingente concordato di 60.000 tonnellate è quindi molto inferiore all'importo che l'UE già importa e ammonta al 2,2% del consumo UE di 2,7 milioni di tonnellate, quasi la metà delle quali deve essere importata. Inoltre, il Mercosur produce riso indica e pertanto non è in concorrenza sul segmento più sensibile della varietà japonica, che costituisce la maggior parte della produzione dell'UE (circa il 75%).

L'80% del riso Indica consumato in Europa proviene dalle importazioni. Il contingente secondo l'accordo UE-Mercosur manterrà quindi le forniture già esistenti dal Mercosur.

Il volume della quota di riso nell'accordo sarà di 60.000 tonnellate, esenti da dazi doganali, con una riduzione tariffaria graduale su 5 anni. Si prevede che la nuova quota includa le importazioni correnti.

Lo zucchero

Zucchero di canna biologico prodotto in Paraguay

L’accordo prevede “la concessione di una quota di importazione di zucchero grezzo di 180.000 tonnellate a dazio zero da implementarsi in 5 anni” e che “è prevista una ulteriore quota di importazione di 10.000 tonnellate dal primo anno dell’entrata in vigore dell’accordo dal Paraguay di zuccheri speciali, tra cui lo zucchero biologico. La fragile filiera della barbaietola da zucchero italiana, già messa in crisi dalle scelte "destrutturanti" degli ultimi decenni, è quella che rischia maggiormente in Europa.

 

Il pollame

Attualmente l'UE importa 800.000 tonnellate di pollame ogni anno, di cui oltre la metà proviene dal Mercosur. Le esportazioni dell'UE sono a 1,6 milioni di tonnellate, dando all'UE un surplus commerciale stabile di 800.000 tonnellate.

Secondo l'accordo, l'UE consentirà una quota di 180.000 tonnellate da importare in esenzione doganale. Questo importo sarà introdotto gradualmente dopo cinque anni dall'entrata in vigore dell'accordo. Questo volume è di gran lunga inferiore a uno anno di crescita osservata del consumo medio a lungo termine e corrisponde all'1,2% del consumo corrente. Inoltre, c'è una pronunciata complementarità tra importazioni e produzione nazionale, in quanto i consumatori comunitari hanno una forte preferenza per la carne di petto, mentre i consumatori di altri mercati preferiscono le cosce per motivi sia culturali che economici

Tutela dei marchi agroalimentari

Oltre all'eliminazione delle tariffe doganali, il settore agrifood godrà anche della tutela sui mercati di Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay di 355 DOP e IGP tra cui: il prosciutto di Parma; lo speck tirolese austriaco, il formaggio francese di Herve.

Questo significa che, una volta entrato in vigore l’accordo, l’uso dei termini legati a DOP e IGP per prodotti che non hanno tali qualifiche sarà vietato, così come lo saranno espressioni quali “del tipo”, “in stile”, “simili”. L’accordo inoltre garantisce la protezione dall’uso falsato di simboli, bandiere o immagini che suggeriscono una “falsa” origine geografica del prodotto.

In alcuni casi, UE e Mercosur hanno concordato un periodo di transizione per permettere ai produttori locali di cessare l’utilizzo del nome in un determinato lasso di tempo, mentre alcuni marchi preesistenti coesisteranno con le IGP.

Da parte sua l’UE proteggerà 220 IGP provenienti dai Paesi Mercosur.

Entrambi gli elenchi sono aperti e potranno essere integrati con ulteriori prodotti.


Le critiche dell’italia

Così come per l'accordo di libero scambio tra UE e Vietnam, anche sull'intesa raggiunta con i paesi Mercosur l’Italia si è dichiarata scettica.

Gian Marco Centinaio

Il ministro dell'agricoltura, Gian Marco Centinaio, si è detto infatti "profondamente preoccupato per le ripercussioni negative che potrà avere qualora fossero confermate le aperture al Mercosur verso le nostre produzioni sensibili quali riso, sul quale non è possibile accettare continue concessioni, e carne di pollame".

"Siamo molto perplessi anche sulla parte che riguarda i possibili vantaggi offensivi per le nostre esportazioni di olio di oliva, pasta e formaggi sui quali", ha dichiarato il ministro, determinato "a chiedere le più ampie garanzie, compreso il totale riconoscimento e la tutela dei nostri prodotti DOP e IGP".

Luigi Scordamaglia di Filiera Italia

Per Luigi Scordamaglia numero uno di Filiera Italia si tratta di “Un patto commerciale assolutamente squilibrato che concede importazioni a dazi ridottissimi di enormi quantità di prodotti agroalimentari a fronte di concessioni minime per i prodotti europei. Fissato a 99.000 tonnellate di carne bovina, infatti, il quantitativo esportabile dai paesi del Mercosur a dazi ridotti, 180.000 tonnellate per il pollame e 60.000 tonnellate per il riso. Di contro sono previste solo 30.000 tonnellate di prodotti caseari per tutta Europa e una tutela tutta da capire di 357 denominazioni di origine da attuare in 9 anni. Senza nessun impegno a rimuovere le barriere non tariffarie che oggi ne impediscono di fatto l’accesso”.

Ue-Mercosur: il Sud America festeggia, l’Italia meno - Ultima modifica: 2019-07-22T01:35:39+00:00 da Lorenzo Tosi

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