Aiuti accoppiati, i pagamenti definitivi 2016

pagamenti
Erogazioni previste nelle prossime settimane. Al grano duro 60,48 €/ha e alla barbabietola 532 €/ha. Per le vacche nutrici 323 €/capo e ai bovini macellati 73,19 €/capo. Per l’olio di oliva Dop e Igp 169 €/ha

Agea ha comunicato i dati definitivi delle domande e degli importi dei pagamenti accoppiati dell’articolo 52, Reg. 1307/2013, per l’annualità 2016 (Circolare n. Agea 2017.48809 del 8 giugno 2017).

I pagamenti dell’articolo 52 saranno erogati agli agricoltori entro il 30 giugno 2017, termine ultimo per i pagamenti diretti della Pac 2016.

Frumento duro

Il premio alla coltivazione di grano duro è riservato ai coltivatori localizzati in Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna. A tale misura è riservato il 13,95% della dotazione disponibile per il sostegno accoppiato, corrispondente, per l’annualità 2016, a 59 milioni di euro.

I dati definitivi, comunicati da Agea, indicano una superficie accertata di 977.018 ettari.

Il pagamento erogato è di 60,48 €/ha (tab. 1), importo di 6 € inferiore rispetto al 2015, a causa di un aumento delle superfici a grano duro nel 2016.

Soia (Nord)

I coltivatori di soia, localizzati in Lombardia, Veneto, Piemonte, Friuli Venezia Giulia e Emilia Romagna, possono usufruire di una dotazione pari al 2,3% del massimale per il sostegno accoppiato, corrispondente a 9,74 milioni di euro.

I dati definitivi, comunicati da Agea, indicano una superficie a premio di 148.669 ettari. Il pagamento erogato è di 65,53 €/ha (tab. 1).

Il premio non è concesso su tutti gli ettari, ma nell’ambito dei seguenti limiti:

a) l’intera superficie per i primi cinque ettari;

b) per la superficie eccedente, il 10% della superficie.

Le aziende agricole la cui superficie coltivata a soia è inferiore o uguale a 5 ettari ricevono il premio sull’intera superficie coltivata. Oltre a tale soglia, l’aiuto è riconosciuto fino a un numero massimo di ettari seminati a soia pari al 10% della superficie aziendale. Così, ad esempio:

- per un’azienda la cui estensione complessiva a soia sia di 10 ha, la superficie massima ammissibile al premio specifico è di 5,5 ha;

- per una azienda la cui estensione complessiva a soia sia di 20 ha, la superficie massima ammissibile al premio specifico è di 6,5 ha.

Colture proteaginose (Centro)

I produttori di proteaginose del Centro Italia usufruiscono di un aiuto accoppiato pari al 3,3% del plafond per il sostegno accoppiato. Le Regioni dove l’aiuto è percepibile sono: Toscana, Umbria, Marche e Lazio. Le colture ammissibili all’aiuto sono: girasole, colza, leguminose da granella, in particolare pisello, fava, favino, favetta, lupino, fagiolo, cece, lenticchia e vecce, ed erbai annuali di sole leguminose.

I dati definitivi, comunicati da Agea, indicano una superficie a premio di 247.897 ettari. Il pagamento erogato è di 56,38 €/ha (tab. 1).

Leguminose da granella (Sud)

I produttori di leguminose da granella e di erbai annuali di sole leguminose del Sud Italia usufruiscono di un aiuto accoppiato pari al 2,75% del plafond per il sostegno accoppiato.

Le Regioni dove l’aiuto è percepibile sono: Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna.

Le colture ammissibili all’aiuto sono: leguminose da granella, in particolare pisello, fava, favino, favetta, lupino, fagiolo, cece, lenticchia e vecce, ed erbai annuali di sole leguminose. I dati definitivi, comunicati da Agea, indicano una superficie a premio di 468.498 ettari. Il pagamento erogato è di 24,86 €/ha (tab. 1), importo molto basso per costituire un reale incentivo alla coltivazione. Le leguminose hanno avuto un forte incremento, sia per la rotazione con i cereali sia per il soddisfacimento degli impegni del greening.

Barbabietola

Le superfici richieste e accertate per il pagamento alla barbabietola da zucchero sono state di 31.906 ettari, in diminuzione rispetto al 2015 e ancor più rispetto al 2014. Il pagamento erogato è di 532,36 €/ha (tab. 1), un importo abbastanza elevato che dovrebbe aiutare il mantenimento delle poche superfici italiane a barbabietola, che alimentano i tre zuccherifici ancora attivi.

Riso

I produttori di riso usufruiscono di un aiuto accoppiato pari al 5,3% del plafond annuo nazionale destinato al sostegno accoppiato, pari a 22,45 milioni di euro. Le superfici richieste e accertate per il pagamento al riso sono state di 233.412 ettari. Il pagamento erogato è di 96,18 €/ha (tab. 1), inferiore rispetto agli importi stimati alla vigilia della riforma della Pac.

Pomodoro da industria

Per il pomodoro da industria è stata riservata una quota del 2,63% del plafond totale del sostegno accoppiato, per un importo corrispondente a circa 11,14 milioni di euro.

Il premio è corrisposto ai produttori di pomodoro con contratti di fornitura stipulati con un’industria di trasformazione del pomodoro anche per il tramite di un’organizzazione dei produttori (OP).

Le superfici richieste e accertate per il pagamento al riso sono state di 66.275 ettari.

Il pagamento erogato nel 2016 è di 168,09 €/ha (tab. 1), quasi identico al livello del 2015.

Olivo

Gli oliveti localizzati in Puglia, Calabria e Liguria ricevono un premio di base accoppiato, a cui è destinata una percentuale del 10,3% del plafond disponibile, pari a 43,6 milioni di euro.

Le superfici richieste e accertate per il pagamento sono state di 364.201 ettari. Il pagamento erogato è di 119,79 €/ha (tab. 1). L’importo è stato superiore rispetto all’anno precedente e rispetto alle stime del Ministero che aveva previsto una superficie ammissibile di 560mila ettari di oliveti e un premio indicativo di 78 €/ha.

In aggiunta al premio di base, gli oliveti localizzati in Puglia e Calabria ricevono un premio aggiuntivo, per le superfici olivetate con una pendenza media superiore al 7,5%. Per tale misura sono a disposizione il 3,1% del plafond disponibile, pari a 13,13 milioni di euro. Le superfici richieste e accertate per il pagamento sono state di 85.178 ettari. Il pagamento erogato è di 154,16 €/ha (tab. 1), che si somma al premio di base. In totale una superficie olivicola pugliese o calabrese, in pendenza, percepisce un importo 273,95 €/ha, sommando il premio base e il premio aggiuntivo.

Il premio per l’olivicoltura di rilevanza economica, sociale, territoriale e ambientale, a differenza dei 2 premi precedenti, si applica sull’intero territorio nazionale ed è rivolta agli oliveti che aderiscono a sistemi di qualità DOP e IGP.

Per tale misura sono a disposizione il 3,0% del plafond disponibile, pari a 12,7 milioni di euro.

Le superfici richieste e accertate per il pagamento sono state di 75.211 ettari.

Il pagamento erogato nel 2016 è sceso a 168,95 €/ha rispetto a 204,98 €/ha (tab. 1), che si somma al premio di base (in Liguria, Puglia e Calabria) e al pagamento aggiuntivo (in Puglia e Calabria).

Latte bovino

L’aiuto, destinato alle vacche da latte appartenenti ad allevamenti di qualità, prevede una dotazione finanziaria di 74,1 milioni di euro, pari al 17,5% del plafond totale; a questo, si aggiunge una dotazione di 9,74 milioni di euro (il 2,3% del plafond totale) per gli allevamenti situati in zone montane.

I capi richiesti e accertati a premio sono 927.481; nelle zone montane sono 124.339. Il pagamento erogato è di 79,92 €/capo e di 78,35 €/capo per le zone montane (tab. 2).

Settore bufalino

Il premio è riconosciuto a favore delle bufale con un’età superiore a 30 mesi che abbiano partorito nel corso dell’anno civile dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2016.

Il massimale è di 4,0 milioni di euro, pari allo 0,96% del plafond.

Le bufale richieste e accertate a premio sono 72.103 capi e il pagamento erogato è di 56,39 €/capo. In numero dei capi richiesti a premio è notevolmente aumentato rispetto al 2015 (+22.000 capi); il pagamento accoppiato per le bufale è una novità della Pac 2015-2020, che non era stata adeguatamente divulgata nel primo anno di applicazione.

Vacche nutrici

Un plafond di 36,6 milioni di euro è concesso a favore delle vacche nutrici iscritte ai Libri genealogici o ai Registri anagrafici delle razze bovine da carne. Un plafond specifico di 3,6 milioni di euro è riservato alle vacche nutrici incluse in appositi piani selettivi o di gestione della razza Chianina, Marchigiana, Maremmana, Romagnola e Podolica, facenti parte di allevamenti che aderiscono a piani di gestione della razza finalizzati al risanamento dal virus responsabile della Rinotracheite infettiva del bovino IBR.

Gli allevatori di vacche nutrici ricevono un pagamento di (tab. 2):

- vacche nutrici iscritte ai Libri genealogici o ai Registri anagrafici: 136,35 €/capo;

- vacche nutrici inserite in piani selettivi e gestione di razza: 323,17 €/capo.

Bovini macellati

Il sostegno è riconosciuto a favore dei bovini da carne la cui età è compresa tra 12 e 24 mesi al momento della macellazione, i quali abbiano subito un periodo di permanenza presso l’allevamento del richiedente per non meno di 6 mesi.

A tale misura è destinato un plafond a 3,5 milioni di euro.

I capi richiesti e accertati a premio sono 103.877 e il pagamento erogato è di 33,84 €/capo, importo inferiore alle attese.

Un importo di premio superiore al precedente è erogato ai capi che presentano alcuni requisiti aggiuntivi:

- capi allevati per almeno 12 mesi dal richiedente (73,19 €/capo);

- capi aderenti al sistema di qualità nazionale o regionale (73,19 €/capo);

- capi rientranti nell’ambito di un sistema di etichettatura (73,19 €/capo);

- capi certificati Dop e Igp, ai sensi del Reg. 1151/2012 (79,60 €/capo).

Ovini

L’aiuto è corrisposto a favore delle agnelle da rimonta, che fanno parte di greggi che aderiscono ai piani regionali di selezione per la resistenza alla scrapie.

La quota di agnelle da rimonta ammissibili a finanziamento per ciascun gregge è determinata come segue:

a) il 75% delle agnelle destinate alla riproduzione, considerato un valore massimo della quota di rimonta del 20% sul totale dei soggetti adulti in riproduzione per gli allevamenti ove l’obiettivo del piano di risanamento risulta non raggiunto;

b) il 35% delle agnelle destinate alla riproduzione, considerato un valore massimo della quota di rimonta del 20% sul totale dei soggetti adulti in riproduzione per gli allevamenti ove l’obiettivo del piano di risanamento risulta raggiunto (allevamenti dichiarati indenni).

A tale misura è riservata una percentuale del 2,21% della dotazione, pari a 9,36 milioni di euro; l’importo unitario del premio, sulla base dei capi richiesti e accertati (341.494 capi), è di 27,41 euro/capo. L’importo è nettamente inferiore rispetto a quello del 2015 (52,36 euro/capo), in quanto il numero dei capi richiesti a premio è quasi raddoppiato.

Inoltre, il settore ovino beneficia di un premio agli allevatori i cui capi ovini e caprini macellati siano certificati come DOP e IGP, ai sensi del Reg. 1151/2012.

La dotazione è pari all’1,29% del massimale riservato al sostegno accoppiato, corrispondente a 5,46 milioni di euro; l’importo unitario del premio, sulla base dei capi richiesti e accertati (1.026.453 capi), è di 5,32 euro/capo. Anche in questo, il numero dei capi richiesti a premio è aumentato e il premio erogato è leggermente diminuito.

Il secondo anno dell’articolo 52

L’articolo 52 è stato introdotto con la Pac 2015-2020; il 2016 è stato il secondo anno della sua applicazione.

Un sostegno consiste in 22 misure e 12 settori: latte, carne bovina, ovicaprini, bufalini, soia, riso, barbabietola, pomodoro da industria, grano duro, proteaginose, leguminose, olio di oliva.

La numerosità delle misure e l’esiguità degli importi (a parte il caso della barbabietola e della zootecnia da carne) dimostrano le scelte sui pagamenti accoppiati in Italia non sono state particolarmente lungimiranti ed efficaci.

 

Leggi l’articolo su Terra e Vita 20/2017 L’Edicola di Terra e Vita

CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento
Per favore inserisci il tuo nome