Caporalato, la Regione Lazio approva la sua legge per combatterlo

Oltre due milioni di euro in tre anni per centrare gli obiettivi

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Stanziati due milioni in tre anni per far incontrare domanda e offerta di lavoro, creare linee di trasporto dedicate ai braccianti e realizzare altri obiettivi. Positivo il commento delle associazioni agricole ma si teme troppa burocrazia

Corretto incontro tra domanda e offerta di lavoro e attivazione di una rete di trasporto con linee dedicate per i lavoratori. Attivazione di centri polifunzionali che daranno assistenza ai lavoratori anche su come denunciare eventuali violazioni, utilizzo degli indici di congruità (analisi di quantità e qualità dei beni e servizi offerti dai datori di lavoro e quantità delle ore lavorate), per individuare le ditte che sfruttano i braccianti, istituzione dell’osservatorio regionale sul lavoro in agricoltura per monitorare le situazioni di irregolarità, sull’attuazione della stessa legge e per proporre soluzioni e progetti. E ancora: incentivi (nell’arco di un triennio) per le assunzioni di chi denuncia le imprese che fanno ricorso al lavoro irregolare.

Queste le principali novità introdotte dalla legge regionale per il contrasto del caporalato approvata dalla Regione Lazio poco prima di Ferragosto. Per centrare gli obiettivi dalla normativa, l’ente ha stanziato 430mila euro per il 2019 e un milione e 900mila per il biennio 2020-21. Sostanziale approvazione della normativa da parte delle associazioni agricole di categoria, con qualche puntualizzazione e il timore che possa ingessare troppo il sistema.

Onorati, «Legge che tutela i deboli e rafforza sistema economico»

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Enrica Onorati

«Questa legge è un intervento normativo straordinario, che ha coinvolto istituzioni, forze sociali, mondo imprenditoriale e che, in un momento storico come quello attuale, rappresenta un segnale preziosissimo a tutela dei più deboli e in difesa dei diritti e dei principi sociali – ha dichiarato l’assessora all’Agricoltura Enrica Onorati – è evidente che una legge da sola non basta, ma la strada che abbiamo tracciato oggi è inequivocabile per salvaguardare i lavoratori e sostenere tutte quelle aziende che, operando nella correttezza, garantiscono sviluppo economico e benessere sociale. Abbiamo deciso di partire dal mondo agricolo – ha concluso Onorati – per puntare a rafforzare tutti i settori produttivi del nostro sistema economico».

«Per contrastare il caporalato occorre aggredire il fenomeno con una moltitudine di interventi. Come istituzione – ha affermato l’assessore al lavoro e alla formazione Claudio Di Berardino - dobbiamo costruire una rete virtuosa per valorizzare le imprese sane e rendere vantaggioso il rispetto delle regole. Sul fronte del contrasto, infine, continueranno le forme di collaborazione con le prefetture anche con l’attivazione di nuovi protocolli».

Cia, «Con questa legge maggior trasparenza tra manodopera agricola e datori di lavoro»

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Fabrizio Pini

Fabrizio Pini, presidente di Cia Lazio, ha commentato positivamente l’approvazione della legge: «Aiuta concretamente il settore permettendo di fare maggior trasparenza nei rapporti che intercorrono tra la manodopera agricola e i datori di lavoro. È uno strumento importante che toglie possibilità di azione ai mediatori caporali. Vedremo quale sarà la sua applicazione concreta nei prossimi tre anni. Per ora la sperimentazione che è stata attivata da gennaio nel territorio dell’agro pontino ha dato segnali positivi. Come tutte le leggi dobbiamo aspettare la vera attuazione».

Sul capitale investito, Pini ha commentato: «Oltre 2 milioni di euro rappresentano una cifra considerevole, al primo giro di boa avremo già il polso della situazione sull’efficacia della legge».

Per quanto riguarda le novità introdotte dagli emendamenti, Pini ha sottolineato la validità delle misure, come il rapporto per individuare le ditte che sfruttano i braccianti: «Non si può prendere manodopera e assumerla per giornate che non siano congrue a l’impiego reale e funzionale alla raccolta dei prodotti».

Copagri, «Impulso alla lotta contro il caporalato ma resta il nodo burocratico»

Guido Colasanti

Guido Colasanti, presidente della Copagri Lazio, ha specificato: «La legge dà nuovo impulso alla lotta a un fenomeno – quello del lavoro irregolare e dello sfruttamento dei lavoratori in agricoltura – che, pur interessando aree circoscritte dell’Italia, danneggia l’immagine e il lavoro onesto della maggioranza delle imprese agricole».

«Siamo soddisfatti per gli intenti del testo – ha ribadito Colasanti – che in conformità con le disposizioni della normativa nazionale prevista dalla Legge 199/2016, riserva grande attenzione alla formazione e all’informazione, così come al ruolo del terzo settore e delle organizzazioni sindacali e datoriali».

Il presidente della Copagri Lazio ha poi ribadito che è ora fondamentale «Puntare sull’attivo e fattivo coinvolgimento delle parti sociali, mettendo in campo una corale azione di contrasto che non lasci niente di intentato. Altrettanto importante è valorizzare il lavoro delle molteplici realtà agricole che operano in un quadro di legalità e che già da tempo hanno avviato un percorso virtuoso in linea con gli obiettivi della legge 199/2016; in tal senso, accogliamo positivamente l’introduzione nella legge regionale di una stretta correlazione tra il rispetto di alcune norme e l’erogazione dei finanziamenti regionali».

Colasanti ha sottolineato che il contrasto all’intermediazione illecita di manodopera in agricoltura interessa anche tutti quegli imprenditori agricoli che onestamente svolgono la loro attività: «A riguardo guardiamo con favore alla valorizzazione della rete del lavoro agricolo di qualità e alla grande attenzione riservata, nel testo, ai trasporti e al rispetto delle condizioni di welfare e sicurezza».

«Molto, però, resta ancora da fare per estirpare quella che è a tutti gli effetti una vera e propria piaga del Paese. Bisogna portare avanti il necessario lavoro in riferimento agli aspetti burocratici – ha concluso Colasanti – riducendo gli oneri sociali e semplificando gli adempimenti, ma anche quello per la strutturazione di politiche attive del lavoro capaci di garantire alle aziende il reclutamento di manodopera professionale e qualificata in tempi rapidi e certi, con l’obiettivo finale di andare a incidere in maniera sempre più decisa sulle leve economiche che consentono i fenomeni di sfruttamento dei lavoratori».

Coldiretti, «Monitorare l’indotto, anche i prezzi delle materie prime sul mercato»

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David Granieri

David Granieri, presidente di Coldiretti Lazio, ha apprezzato l’approvazione della legge, giudicandola «Una buona legge, che, sulla scia della norma nazionale, ha adottato e particolareggiato una realtà della Regione Lazio dimostrando un atto di sensibilità. La legge va ora sperimentata e, se possibile, nel momento in cui ci renderemo che conto che in certi punti dovrà essere migliorata, dovremo attivarci in tal senso».

Il punto cardine sul quale bisognerà intensamente lavorare in questi tre anni secondo Granieri è «La possibilità di poter monitorare anche i prezzi delle materie prime sul mercato. Non si può più immaginare che il caporalato sia un fenomeno solo agricolo».

Granieri ha quindi specificato che nella norma regionale c’è, a differenza di quella nazionale che è prettamente agricola, un'apertura e attenzione verso l’intero indotto: «Dobbiamo lavorare sempre più in questa direzione affinché possa essere istituito un monitoraggio – che a oggi ancora manca – su tutto l’indotto, dalle materie prime ai prezzi, con coefficienti di controllo chiari».

L’obiettivo da mettere in campo, conclude Granieri, è «evitare che gli agricoltori siano ricattati nella vendita dei loro prodotti. Il caporalato è, infatti, stimolato anche dai prezzi troppo bassi della merce. Questo punto sarà il nostro primo impegno durante i tre anni di programmazione».

Confcooperative, «Positiva l’attivazione dei centri polifunzionali e degli indici di congruità»

Marco Marcocci

Secondo Marco Marcocci, presidente di Confcooperative Lazio, «La nuova legge è meritoria nelle misura in cui tende ad accrescere la consapevolezza dei lavoratori sull’equilibrio diritti/doveri che sottende le loro maestranze; in quest’ottica i centri polifunzionali esprimono un buon approccio di carattere culturale ed educativo».

Positiva per Marcocci anche l’introduzione degli indici di congruità «Che definiscono la verosimiglianza tra produzione e forza lavoro la cui evidente asimmetria potrà consentire una rapida, anche se complessa, emersione del sommerso. Si tratta, peraltro, di uno strumento ampiamente utilizzato anche nella regolazione e repressione di fenomeni simili nelle altre aree di mercato».

Sull’ammontare delle risorse stanziate il presidente Marcocci ha manifestato la sua perplessità, ritenendo che «I numeri non siano adeguati alle esigenze di contrasto manifestate. C’è di buono comunque il principio generale affermato che manifesta la volontà di fare luce e prestare massima attenzione nei confronti di un fenomeno non più tollerabile e di evidente portata specialmente nell’area del sud pontino».

Marcocci ha concluso che le novità legislative potranno produrre gli effetti auspicati se «Le politiche premiali nei confronti delle aziende virtuose sapranno tradursi in misure concrete. In questo senso, ed e ciò che a noi più interessa, è necessario che le organizzazioni di categoria e il mondo della cooperazione, in particolare, siano messi nelle condizioni di svolgere il proprio ruolo, in quanto soggetti che più e meglio di ogni altro conoscono le dinamiche che governano la domanda e l’offerta di lavoro e – ha concluso Marcocci – in grado di promuovere i valori della trasparenza e della legalità in agricoltura, consentendo il passaggio del lavoratore/vittima dall’azienda viziosa a quella virtuosa».

Confagricoltura, «Si rischia di ingessare l’attività agricola»

Alessio Trani

Alessio Trani, presidente di Confagricoltura Lazio, nel sottolineare la posizione di ferma condanna dell’organizzazione riguardo gli episodi criminali di sfruttamento dei lavoratori presenti anche nel comparto agricolo, ha riconosciuto ed evidenziato delle criticità della legge in questione.

«Certamente il problema del caporalato andava affrontato, anche se nella nostra regione è molto relativo, ma – ha incalzato Trani – questa nuova legge rischia, se interpretata alla lettera, di essere troppo rigida prestandosi a distorsioni capaci d’ingessare l’attività agricola. Nello specifico ritengo, per esempio, che la valutazione aprioristica e in astratto della capacità produttiva di un’impresa rischia di penalizzare le aziende più avanzate e tecnologiche».

Trani ha ribadito che «In agricoltura la flessibilità è d’obbligo: siamo un’industria a cielo aperto e ogni realtà è diversa dall’altra. È importante che alcuni episodi isolati, certamente ripugnanti, non offuschino il ruolo di integrazione e accoglienza che il comparto agricolo da sempre svolge, offrendo opportunità di lavoro a migliaia di donne e di uomini costretti ad abbandonare i loro paesi di origine, per cercare nel nostro nuove e migliori prospettive di vita. D’altronde il “Rapporto annuale dell’attività di vigilanza in materia di lavoro e legislazione sociale 2018”, pubblicato dall'Ispettorato nazionale del lavoro, attesta che questi episodi criminali sono un’eccezione all’interno del comparto agricolo, settore che si conferma a livello nazionale come il più rispettoso delle disposizioni normative a tutela dei lavoratori».

Positivo invece, secondo Trani, il piano triennale di programmazione, specialmente sull’efficientamento delle politiche di collocamento e sull’attivazione della rete di trasporti, «Purché – ha concluso il presidente –  siano messe in campo azioni concrete e non rimangano sulla carta».

Cosa prevede la legge

  • Istituzione presso i centri per l’impiego regionali di sportelli dedicati all’agricoltura, con la creazione di elenchi di prenotazione per agevolare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. L’iscrizione agli stessi elenchi e il match tra disponibilità al lavoro e fabbisogno di manodopera può avvenire anche in modalità remota tramite apposite piattaforme informatiche.
  • Individuazione degli indici di congruità. Questi, definendo il rapporto tra quantità e qualità della produzione e la quantità delle ore lavorate, rappresentano un parametro oggettivo in grado di mettere in evidenza eventuali irregolarità per i contratti di lavoro stipulati.
  • Istituzione dell’osservatorio regionale sul lavoro in agricoltura per monitorare le situazioni di irregolarità, sull’attuazione della stessa legge e per proporre soluzioni e progetti.
. Promozione di  centri polifunzionali attraverso gli enti locali e/o enti del terzo settore per offrire ai lavoratori agricoli assistenza legale, soluzioni sui trasporti, abitazione e formazione.
  • Promozione della rete del lavoro agricolo di qualità e previsione di benefici a favore delle imprese virtuose.
  • Realizzazione di ulteriori interventi operativi, come l’attivazione di linee di trasporto gratuito per i braccianti, il ricorso a mediatori culturali per i lavoratori con maggiori problemi di integrazione sociale e difficoltà con la lingua italiana, campagne informative per la sensibilizzazione e la conoscenza legate all’economia sommersa in agricoltura.
Caporalato, la Regione Lazio approva la sua legge per combatterlo - Ultima modifica: 2019-08-28T12:07:10+00:00 da Simone Martarello

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