LEGGE DI STABILITA'

Il gasolio agricolo «paga» le società

Un emendamento dei relatori rinvia l’inasprimento fiscale a spese del carburante agevolato.
Lavori in corso sul capitolo
agricolo della
legge di stabilità. Il
Governo avrebbe accolto le
poteste sull’inasprimento della
tassazione e soprattutto sulla
retroattività delle nuove regole
e nel nuovo testo ha previsto
lo slittamento al 2014
dell’entrata in vigore delle
norme contestate e cioè la
maggiorazione dei redditi
agrari e dominicali del 15%
per gli agricoltori non professionali
e del 5% per coltivatori
diretti e Iap, la cancellazione
per le società di capitali
dell’opzione per la tassazione
catastale e il forfait per le
attività di commercializzazione
svolte da Srl costituite da
agricoltori.

Ma per coprire il mancato
introito arriva la stangata sul
gasolio agricolo. La riduzione
del 5% delle assegnazioni passa
infatti al 10 per cento e si
arriva così a un risparmio per
le casse statali di 160 milioni
(con la norma iniziale e cioè
con la riduzione del 5% si
calcolava un maggior introito
di 54 milioni). Sul gasolio
agricolo un ulteriore risparmio
è previsto dalle nuove
modalità di assegnazione in
base al fascicolo aziendale. In
pratica il carburante agevolato
sarà concesso solo in base
ai dati catastali dei fascicoli
aziendali, quindi sui terreni
sui quali si incassano i premi
Pac e dunque conosciuti da
Agea. E poiché a garantire i
risparmi devono essere le Regioni
che, in caso di mancata
applicazione dei tagli, si vedranno
decurtate le risorse su
altri capitoli, per gli agricoltori
il quadro è chiaro: i tagli ci
saranno indipendentemente
dall’andamento climatico.

Ma c’è già aria di battaglia
e già si lavora a ulteriori limature.
Per esempio far passare
lo slittamento per i redditi
agrari e dominicali, ma prevedendo
nel 2014 un ulteriore
inasprimento (25%?) per i
non professionali. Quanto alle
società si starebbe pensando
di salvare l’opzione catastale,
buttando però a mare la
tassazione forfetaria per le Srl
di commercializzazione che
potrebbe essere cancellata subito.
Tutto questo per evitare
la batosta sul gasolio. D’altra
parte i numeri farebbero propendere
per questa soluzione:
12mila le società di capitali a
fronte dei circa 800mila agricoltori
iscritti alla Camera di
commercio che beneficiano
del bonus-gasolio.

La prima bocciatura all’emendamento
è stata espressa
dal ministro delle Politiche
agricole, Mario Catania, che
ha manifestato la propria contrarietà
all’approvazione dell’emendamento
dei relatori al
disegno di legge di stabilità
relativo alla riduzione del
10% del contingente di gasolio
agevolato. Il ministro ha
formalizzato la sua posizione
con una lettera inviata ai relatori
del provvedimento.

Alzata di scudi di tutte le
organizzazioni di categoria.

«È grave – ha dichiarato il
presidente della Coldiretti,
Sergio Marini – l’intenzione
di aumentare le tasse sul gasolio
agricolo, notoriamente usato
da chi lavora la terra per
premiare di fatto anche chi la
terra la detiene senza essere
impresa. Siamo decisamente
contrari alle modifiche che il
Parlamento sta facendo sulla
legge di stabilità rispetto alla
fiscalità agricola perché addirittura
peggiorative di quelle
già pesanti presentate dal Governo».

Più possibilista la Cia che
vede qualche spiraglio, ma
contesta duramente «l’accanimento
sul gasolio agricolo».

«Accogliamo con soddisfazione
– ha commentato il presidente
dell’organizzazione
Giuseppe Politi – lo slittamento
di un anno della prevista
rivalutazione dei redditi domenicali
e agrari e della nuova
tassazione sulle società
agricole. Sono misure che
avrebbero avuto un impatto
assai gravoso per il mondo
agricolo, già alle prese con
oneri non indifferenti». Promosso
anche il congelamento
dell’Iva al 10% perché «l’aumento
di un punto percentuale
avrebbe colpito prodotti come
carne, pesce, yogurt, uova
riso, farine, miele e zucchero,
con conseguenze disastrose
sui consumi». Ma la Cia alza
gli scudi sul carburante: «Riteniamo
assurdo che si vadano
a colpire le imprese agricole,
in particolare le serre, che proprio
sul fronte del carburante
stanno pagando costi opprimenti,
soprattutto dopo i rincari
degli ultimi mesi e la cancellazione
dell’accisa zero».

Politi rilancia anche la questione
Imu «Attendiamo ancora
la convocazione da parte
del Governo (che aveva promesso
nella primavera scorsa)
per fare il punto sull’imposta.

Tuttavia, la nostra battaglia
continuerà incessante perché i
beni strumentali (fabbricati rurali
e terreni agricoli) non possono
essere tassati». Insoddisfatta
Confagricoltura: «Si è
semplicemente rimandata la
scure senza approvare, come
ad esempio si è fatto in Francia,
provvedimenti diretti a
stimolare la competitività e
l’occupazione in agricoltura.
L’inasprimento fiscale e la
penalizzazione delle società
restano e non fanno bene alla
crescita del settore - osserva
Confagricoltura - oltre tutto
riducendo il contingente
del gasolio agricolo agevolato
del 10 per cento. Il Governo
e il Parlamento in più occasioni
hanno dichiarato attenzione
al settore primario,
ma dalle parole bisogna passare
ai fatti».

Durissima la reazione della
Copagri che parla di «una
miopia davvero grave e preoccupante
nei confronti del settore
dell’agricoltura». «Già
tartassati da oneri fiscali e
contributivi che mettono a repentaglio
la tenuta dell’intero
tessuto delle imprese agricole
– ha affermato il presidente
Franco Verrascina – con un
saldo che continua a essere
negativo sul fronte costi e ricavi,
con una burocrazia imperante
che toglie tempo e risorse
finanziarie alle aziende,
ora si paventa un’altra misura
particolarmente stringente per
le possibilità dei nostri produttori
agricoli: la riduzione del
contingente di gasolio agricolo
nella misura del 10 per cento.
A noi non stava bene neanche
il 5% del testo originario,
ma così è troppo».

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